Nuovo inceneritore, il Polo si divide

Referendum, Benussi appoggia Forza Italia. Dubbi di An

 

BOLZANO - Piena condivisione, da parte degli altri partiti dell'opposizione, sulle motivazioni del referendum proposto da Forza Italia. Dubbi però, sia sulla legittimità sia sull'efficacia della consultazione popolare per risolvere la questione inceneritore.

«Il referendum è fondato nei principi e può avere senso di fronte a una maggioranza che non è in grado di contrattare con la Provincia - ha spiegato Alberto Sigismondi di An - però ho dei dubbi: pur avendo un'innegabile portata emozionale, mi chiedo se possa essere davvero uno strumento efficace nelle trattative con la Provincia. Che, comunque, ha già deciso tutto e gestirà anche il nuovo impianto». Per nulla sorpreso, dunque, il consigliere comunale rispetto alle esternazioni di Luis Durnwalder di qualche giorno fa («la gestione dell'inceneritore spetta, almeno formalmente, alla Provincia»). E per nulla convinto nemmeno dalle successive rassicurazioni dell'assessore Ladinser, secondo cui «si tratta solo di una questione giuridica e la nuova struttura sarà usata e controllata in accordo col Comune di Bolzano». Per Sigismondi, infatti, «è evidente che, se la Provincia paga, poi vuol gestire l'inceneritore. Questo però la giunta l'ha sempre saputo».

Insomma, una situazione di forte subordinazione a Palazzo Widmann che, di fatto, ha «blindato» già da tempo le iniziative del Comune. Per questo, sempre secondo il consigliere comunale (e provinciale), ai forzisti va almeno riconosciuto il merito di aver avanzato una proposta «che presto sarà discussa, come non è stato ancora fatto, anche da Alleanza nazionale».

E sul referendum, per il momento, non si sono confrontati neppure all'interno della Lista Benussi. Anche se, proprio secondo l'ex sindaco, «Si può appoggiare Forza Italia». Soprattutto perché «abbiamo avuto una posizione sempre molto chiara sull'inceneritore: siamo contrari, innanzitutto, a un tipo di struttura che negli Stati Uniti non si usa da dieci anni, e poi alla sua posizione e dimensione».

Sull'iniziativa di Forza Italia ha poi fatto sentire la sua voce anche Unitalia. Non ha negato l'anomalia di «affrontare con un referendum nella sola Bolzano un problema che non è strettamente comunale», il consigliere comunale Luigi Schiatti. Che però si è anche detto ottimista sulla possibilità di arrivare presto a una soluzione di tipo giuridico: «Abbiamo già contattato alcuni esperti». Per il resto massimo appoggio alla proposta di Forza Italia («Anche io sono stato tra i principali promotori dell'iniziativa») e piena fiducia sull'unità dell'opposizione «che sarà compatta nel raggiungere l'obiettivo comune del referendum».

Un invito alla distensione è arrivato invece da Elmar Pichler Rolle, chiamato polemicamente in causa nell' «annuncio ufficiale» con cui Forza Italia ha lanciato, venerdì, il comitato referendario. «Hanno il diritto di chiedere la consultazione, perché siamo in una democrazia - ha commentato infatti il leader Svp - nel frattempo però, noi andiamo avanti, convinti, con il progetto. Per il bene dei cittadini». Anche se poi, almeno qualche dubbio, sulla proposta di Fi il vicesindaco se lo lascia scappare: «Non hanno proposto soluzioni alternative agli accordi che sono stati presi: noi abbiamo il termovalorizzatore, ma in cambio esportiamo frazione umida, fanghi e inerti. Perché gli altri comuni dovrebbero prenderseli quando noi rifiutiamo i rifiuti da incenerire?». Il vicesindaco ha poi anche rassicurato sugli accordi con Palazzo Widmann per la gestione del nuovo impianto: «Si tratta di una questione giuridica. Che la società di gestione dell'inceneritore sia controllata a maggioranza dalla Provincia, è l'unica alternativa per mantenere il controllo pubblico della struttura. Le garanzie al Comune di Bolzano saranno comunque assicurate con accordi e regole, su cui ci stiamo lavorando».

E intanto ieri è proseguita, davanti alle scuole Pascoli, la raccolta firme di Unitalia su un altro dei temi caldi della città: la costruzione di una biblioteca al posto dello storico istituto. «In soli quattro sabati abbiamo raccolto un migliaio di firme - ha spiegato Donato Seppi - quanto basta per sostenere la nostra mozione popolare». Ovvero un documento - che potrebbe arrivare già la settimana prossima sul tavolo del sindaco - in cui si chiede di discutere (e votare) in consiglio comunale sull'opportunità che la maggioranza chieda la tutela urbanistica per le scuole Pascoli e Carducci. Ancora una volta, alla Provincia.

 

Alessia Rastelli

Corriere dell’Alto Adige, 18 giugno 2006

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci