La politica dei rifiuti: coraggio, Dellai!

 

Desidero fare i miei complimenti alle associazioni Nimby, Italia Nostra e Coldiretti per il grande impegno che stanno mettendo per far conoscere alla comunità trentina i vari aspetti collegati alla questione dei rifiuti. Nell'ultimo incontro da loro organizzato è stata posta l'attenzione sull'aspetto della produzione industriale (riduzione a monte) e sono state anche evidenziate le migliori pratiche sul versante del riciclaggio: il Consorzio Priula nel trevigiano, ad esempio, si avvicina all'80% di differenziata. Ma anche alcuni piccoli Comuni trentini non scherzano e dopo pochi anni di politiche mirate sono ad un passo dall'80%. E allora viene spontaneo chiedere al presidente Dellai come mai l'obiettivo per il Trentino sia stato fissato "solo" al 65% entro il 2009 (!): sarà un'attività troppo complicata per i cittadini e le imprese trentine? Non sembra affatto. Viste le esperienze sopra citate, proprio non si capisce da dove nasca questo obiettivo così "timido". Suvvia presidente, dia ai trentini un po' più di fiducia e ponga un obiettivo più coraggioso!

Sempre nell'ottica di un efficace riciclaggio, sarebbe anche opportuno che i Comuni turistici mettessero a disposizione del turista (tramite APT, agenzie e altri canali) un breve vademecum informativo con le regole circa la raccolta differenziata. Forse in alcune località già lo si fa. Lo scorso anno sono stato in una splendida valle del Trentino e assicuro che il turista (in appartamento) non viene sensibilizzato per nulla. Così tutto finisce nel residuo, riciclaggio zero.

Vorrei anche invitare il presidente Dellai e il sindaco Pacher a ripensare (sono ottimista) alla scelta dell'inceneritore (seppur di ridotte dimensioni). Penso meriti maggiore attenzione la difesa della salute dei cittadini e il rispetto ambientale. Come noto da anni il ristagno delle polveri interessa la Val d'Adige da ottobre a marzo e conosciamo tutti la spiegazione scientifica di questo fenomeno, peculiare della nostra stretta valle nella stagione fredda. Già respiriamo per mesi, qui in città, le polveri generate da traffico e da impianti di riscaldamento: vogliamo ora aggiungere altri fumi e particelle varie ? Gli scienziati ci dicono che le particelle sono finissime, chissà se basteranno i mega-filtri. E allora in questi casi meglio adottare un criterio prudenziale e precauzionale. O no ? La peculiarità morfologica della nostra valle ci sollecita quindi a fare scelte diverse da quelle "standard" (vedi inceneritori in Lombardia). Scelte innovative, meno inquinanti: quali altre soluzioni sono state analizzate dalla provincia e quali svantaggi hanno evidenziato? In un Trentino che mira ad essere "laboratorio di idee e di progetti" (ultimo in ordine di tempo l'interessante primo Festival dell'Economia) un numero sempre crescente di comunità, associazioni, semplici cittadini si aspetta, in tema di politica dei rifiuti, scelte più coraggiose, più responsabilizzanti, più in linea con le migliori pratiche, più tutelanti della salute dei cittadini.

 

Michele Brugnara - Trento

m_brugni@tin.it

l’Adige, 19 giugno 2006

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