Inceneritore, l'Ue archivia il reclamo

Ma Lavis non si arrende: aspettiamo il progetto della Provincia

 

La Direzione generale ambiente della Commissione europea ha disposto l'archiviazione del reclamo presentato dal Comune di Lavis contro il progetto dell'inceneritore ad Ischia Podetti.

«Una decisione che non è frutto di trattazione della sostanza del problema - commenta l'assessore alla sanità Lorenzo Lorenzoni -, visto che la Commissione europea si è doverosamente fermata prima, nel momento in cui ha constatato che era chiamata ad esprimersi su un atto burocratico incompleto».

Per il Comune di Lavis, quindi, la partita con la Provincia è solo sospesa. «Attendiamo di vedere che tipo di inceneritore vuol realizzare la Provincia - chiarisce Lorenzoni - e se necessario torneremo alla carica a Bruxelles».

In parole povere, cosa è successo? Molto semplicemente la Direzione generale ambiente ha deciso di non pronunciarsi sul reclamo di Lavis, non essendo stato ancora approvato dalla Provincia alcun impianto di incenerimento. Nella lettera inviata al sindaco di Lavis Graziano Pellegrini, il capo unità della Direzione ambiente dell'Ue Julio Garcia Burgues ha ricostruito l'iter seguito al reclamo, con l'invio all'Italia di una lettera di messa in mora per mancata risposta alle richieste di informazioni e con la successiva risoluzione del problema con la trasmissione a Bruxelles da parte delle autorità italiane della documentazione di cui era stata fatta domanda.

Sulla base di tale documentazione e di una riunione appositamente tenutasi fra i rappresentanti italiani e i servizi della Commissione il 27 gennaio scorso, la stessa Commissione ha comunicato «che i servizi ritengono, allo stato attuale, di non riscontrare ipotesi di violazione delle direttive comunitarie ambientali nel caso specifico e che essi proporranno l'archiviazione del reclamo in oggetto». La decisione è imperniata sul fatto che la valutazione di impatto ambientale recepita il 5 dicembre 2003 dalla giunta provinciale, ha riguardato un'ipotesi progettuale che non è poi stata oggetto di procedura autorizzativa.

La Commissione, nel decidere per l'archiviazione del reclamo, ha tenuto conto della decisione della Provincia di «ricalibrare l'impianto sulla base di un nuovo piano di gestione dei rifiuti tuttora in fase di studio. Questo studio terrà conto delle mutate condizioni relative alla produzione di rifiuti che richiedono una capacità di smaltimento di 100 mila tonnellate annue contro le 240 mila inizialmente previste». «In ogni caso - prosegue il documento - un nuovo progetto di inceneritore verrà sottoposto a tutte le valutazioni richieste dalle pertinenti disposizioni di diritto comunitario, comprese la valutazione di impatto ambientale e la valutazione di incidenza sui Sic (sito di interesse comunitatio, ndr) interessati dal progetto.

L'iter amministrativo per l'espletamento delle procedure di valutazione e autorizzazione è stimato in circa due anni».

 

Pietro Gottardi

L'Adige, 18 luglio 2006

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