RELAZIONE DI SINTESI DELLE OSSERVAZIONI

AL TERZO AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Presentate da Nimby trentino

 

La nuova revisione del Piano rifiuti della Provincia di Trento rivela fin dal suo titolo quello che considera come argomento centrale: non la riduzione o la differenziazione finalizzata al riciclaggio, bensì, anacronisticamente, “lo smaltimento”, cioè l’ultima fase – ormai sempre più residuale - di una gestione moderna dei rifiuti.

E così, dopo aver mostrato tutta una serie di dati confortanti sull’inversione di tendenza che negli ultimi anni si è verificata anche nella nostra Provincia nel panorama della produzione e della gestione dei rifiuti, il fulcro dell’attività pianificatoria resta la quantità di rifiuti da inviare non più a discarica, ma all’inceneritore.

Sintesi descritta in quattro righe: “Un piano che prima, correttamente, parla di prevenzione/riduzione e poi salta alla fine del processo, il rifiuto indifferenziato, poi ritorna sulla raccolta differenziata e poi riparla di fine ciclo, non ha logica, né “tecnica” né politico-sociale diversa da quella di giustificare a priori la necessità di un impianto di incenerimento”.

Tutto ciò…

  • nonostante i dati iniziali mostrino che la quantità di rifiuti urbani totali è diminuita del 5,7% (-1,8% solo nell’ultimo anno, tornando ai valori di 7 anni fa);
  • nonostante i rifiuti da smaltire siano diminuiti del 39,7% da 7 anni in qua (-15,5% solo nell’ultimo anno);
  • nonostante, grazie ad una crescita generalizzata dovuta alle maggiori capacità dei gestori ed alla collaborazione e impegno dei cittadini, le raccolte differenziate siano salite al 44,9%e con picchi di crescita verificatisi proprio negli ultimi 2 anni (registrando aumenti di 9 punti percentuali all’anno);
  • nonostante le moltissime esperienze di questi anni in Italia, ma anche in Trentino, abbiano chiaramente dimostrato la possibilità di ridurre la quota di rifiuti da inviare a smaltimento, fino a renderli sempre più residuali;
  • nonostante il Piano stesso parli dell’importanza di un “sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani a elevato recupero di materia e limitata valorizzazione energetica”.

 

Tutto ciò nonostante, il 3° Aggiornamento del Piano Rifiuti ruota intorno ad un valore che dovrebbe restare fisso ed immutabile fino al 2011: l’obiettivo di 100.000 t/anno di rifiuti indifferenziati da inviare ad incenerimento.

Tutto ciò, senza fare simulazioni e comparazioni di costi rispetto a scenari alternativi che non prevedano il ricorso all’incenerimento – scenari che non solo sono possibili, ma sono già stati realizzati, rivelandosi addirittura più economici.

 

E così, anche se nel piano si parla di un obiettivo di raccolta differenziata al 65%, l’assenza di analisi dei dati di produzione mensili (importantissima per dare ai Comuni turistici indicazioni gestionali flessibili) e il disinteresse per il grado di purezza dei materiali provenienti da raccolta differenziata (come se non fosse essenziale aumentare la qualità dei materiali recuperati per dare loro più sbocchi sul mercato) attestano lo scarso interesse del pianificatore verso quella che invece rappresenterà la quota sempre più maggioritaria dei rifiuti urbani.

E così la concentrazione dell’attenzione su quel valore di rifiuti indifferenziati che “deve” rimanere di 100.000 t/anno fa perdere di vista l’evoluzione della produzione totale di rifiuti e porta al mancato rispetto degli Obiettivi di 6° Programma di azione per l’ambiente della UE (2001-2010) che invece dovrebbero costituire il faro di una gestione dei rifiuti ambientalmente sostenibile: il raggiungimento di una sensibile riduzione complessiva della quantità di rifiuti prodotti e la riduzione entro il 2010 dei rifiuti pericolosi del 20% rispetto al dato del 2000.

Come segnalato in passato, l’assenza di esatti riferimenti in termini di capacità termica dell’impianto di incenerimento non permette ulteriori e più dettagliate considerazioni anche solo in termini di confronto con le precedenti previsioni impiantistiche; non è azzardato ipotizzare un dimensionamento maggiore delle 103.000 tonn. Sugli aspetti sanitari e ambientali, questo 3° aggiornamento non aggiunge nulla di nuovo.

Non vengono prese in considerazione le ricadute inquinanti dell’inceneritore sulle produzioni agricole, tutelate da precise norme di legge.

 

Le richieste di Nimby trentino sono per un Piano provinciale che:

 

  1. definisca obiettivi di produzione pro-capite dei rifiuti urbani totali (RSU);
  2. prenda in considerazione gli aspetti qualitativi e lo sbocco sul mercato dei rifiuti differenziati: introducendo obiettivi qualitativi sulla massima percentuale di sostanze estranee consentita, favorendo i sistemi di raccolta monomateriale e rendendo obbligatoria la raccolta con il sistema domiciliare per tutte le principali frazioni che costituiscono il rifiuto urbano;
  3. ponga obiettivi quantitativi di raccolta differenziata più ambiziosi: il 75% per il 2009 e l’80% per il 2011;
  4. migliori ulteriormente le rese di raccolta per i materiali ancora poco differenziati, quali l’organico e la plastica;
  5. fornisca a Comuni e gestori delle vere linee guida per la riorganizzazione dei servizi di raccolta differenziata, accompagnandoli nel raggiungimento graduale di tali obiettivi.

 

Dati alla mano, le esperienze più avanzate in Italia nel settore della gestione dei rifiuti urbani hanno già più volte dimostrato la compatibilità economica dei sistemi fondati sulla centralità della gestione rispetto ai sistemi fondati sulla centralità degli impianti di smaltimento, grazie a una vera e propria “scorciatoia gestionale” che consente di ridurre i rifiuti da smaltire in discarica (a circa 1/5 degli attuali!) senza dover ricorrere all’incenerimento.

 

Per questo Nimby trentino, prima di pervenire ascelte definitive e ad inutili sprechi, chiede agli amministratori della Provincia e dei Comuni del Trentino di comparare i costi - economici, sociali ed ambientali - dello scenario di Piano proposto (ancora fondato sulla centralità impiantistica) con una proposta alternativa fondata sulla centralità della gestione.

A seguire tabelle con comparazioni tra scenari con e senza inceneritore.

 

Nimby trentino

 

Trento, 24 giugno 2006

 

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