Piano provinciale, Agostini critico sulle osservazioni della giunta

Rifiuti, la commissione insiste sul cdr

 

Il più critico, alla fine, è stato Graziano Agostini (Rosa nel pugno). Al termine della seduta della commissione ambiente di ieri pomeriggio, servita per illustrare la proposta di delibera sulle osservazioni del capoluogo al terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti, il presidente non ha usato giri di parole: «Non sono del tutto soddisfatto: il documento non recepisce infatti due punti fondamentali del testo licenziato a metà giugno dalla commissione». Due aspetti, legati al cdr raffinato, considerati da Agostini «importanti per rassicurare i cittadini». «Tra l'altro - ha continuato il consigliere socialista - dal piano provinciale non emerge con chiarezza l'attenzione alla sicurezza dell'impianto di Ischia Podetti. Per quanto mi riguarda, si potrebbe continuare ancora il dibattito pur di migliorare le condizioni». Posizione che ha trovato d'accordo Mamadou Seck (Rifondazione comunista).
E proprio il cdr è stato uno dei temi maggiormente affrontati dalla commissione. «La Provincia deve cercare di promuovere degli accordi con i cementifici per fare in modo che utilizzino il combustibile da rifiuti» ha auspicato Nicola Salvati (Trento democratica).

«Di cdr si parlava già nell'ordine del giorno approvato a settembre. Ma la Provincia non lo ha nemmeno preso in considerazione. Ora si ripropone: ma la formulazione usata nel documento della giunta non mi convince. Così come non mi convincerà mai l'impianto di Ischia Podetti» ha attaccato Luigi Merler (Forza Italia). Tra le novità della proposta di delibera (28 in tutto i punti elencati), l'ipotesi di utilizzare la sperimentazione a Gardolo e Meano per «fornire un'anticipazione della composizione quali quantitativa dei rifiuti a Trento quando sarà raggiunto il 65% di raccolta differenziata». Questo per cercare di conoscere, prima della realizzazione dell'impianto di smaltimento, il potere calorifico dei rifiuti raccolti. E ancora, «avviare in tempi brevi il recupero del materiale proveniente dallo spazzamento stradale, conferendolo a impianti specializzati». Viene chiesta inoltre la creazione di un «organismo di garanzia e di controllo partecipativo aperto al contributo dei cittadini». L'ultima parola ora spetterà al consiglio comunale, che esaminerà il documento mercoledì prossimo.

E intanto, il piano rifiuti (questa volta quello comunale) scatena un battibecco «mediatico» tra il sindaco di Trento Alberto Pacher e il segretario della Cisl Nicola Ferrante.
Alla base della questione, un fraintendimento sull'approdo in aula del piano e l'avvio della concertazione con i sindacati sul sistema porta a porta: lettera in mattinata di Ferrante a Pacher, seguita da un comunicato stampa. E risposta nel pomeriggio di Palazzo Thun, per tranquillizzare il sindacalista non senza punzecchiarlo sulla sua mancanza di pazienza.

Stasera, infine, il consulente del Comune Attilio Tornavacca incontrerà le circoscrizioni a Gardolo per illustrare il nuovo sistema di raccolta.

 

Ma. Gio.

Corriere del Trentino, 19 luglio 2006

 

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