Rifiuti, i Verdi voltano le spalle a Pacher

Biasi: «Sulle osservazioni ci asterremo» . In dubbio il «sì» della Rosa nel pugno

 

TRENTO - Si sgretola ancora prima dell'avvio del dibattito in consiglio l'unità della maggioranza comunale sulle osservazioni al terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. E con essa la fiducia del sindaco Alberto Pacher di vedere una posizione compatta da parte della sua coalizione (Corriere del Trentino di domenica). A poco più di 24 ore dall'esame in aula della proposta di delibera sulle valutazioni al piano di Piazza Dante (il tema verrà trattato domani sera), i Verdi prendono le distanze dalla linea dettata dal primo cittadino. «Il nostro voto sarà di astensione» anticipa Carlo Biasi. E a non dare per scontato il «sì» del gruppo è anche Alessandro Pietracci (Rosa nel pugno): «Decideremo solo al termine del confronto». Non si escludono sorprese dell'ultim'ora nemmeno tra le fila di Margherita e Trento democratica, anche se in questi casi la situazione sembra essere ben più definita (verso un «sì» compatto).

I VERDI - La contrarietà dei Verdi alle scelte della Provincia in tema di rifiuti, del resto, non è cosa nuova. Già a settembre dello scorso anno, infatti, nel dibattito consiliare sull'inceneritore (legato all'ordine del giorno «per una politica integrata dei rifiuti»), Biasi e compagni si erano chiamati fuori, presentando un documento diverso rispetto a quello votato dalla maggioranza. E la posizione non è cambiata.

«Abbiamo già espresso il nostro giudizio sul terzo aggiornamento del piano provinciale. Secondo noi, questo documento è irricevibile» dice senza tanti giri di parole Biasi. Che spiega i motivi della secca bocciatura: «Questo piano è fatto alla rovescia: parte dallo smaltimento finale e, sulla base di questo aspetto, cerca di di calibrare il resto in modo che il sistema stia in piedi».
Un giudizio negativo, quello dei Verdi, che rimane tale anche quando l'analisi si sposta sul livello comunale. «Le osservazioni della commissione sono buone, ma di natura tecnologica. Mentre il problema è politico: si poteva, in sostanza, dare una risposta alternativa all'inceneritore». Di qui, la scelta di non votare la delibera. «In coerenza con la posizione assunta in autunno, la nostra posizione sarà di astensione».

ROSA NEL PUGNO - Sfrutteranno queste ultime ore per sciogliere le riserve, invece, i due consiglieri della Rosa nel pugno. Graziano Agostini, presidente della commissione ambiente, la scorsa settimana non ha risparmiato critiche. Confermate dal capogruppo Pietracci. «In aula ribadiremo le nostre preoccupazioni su questo argomento» avverte il capogruppo, che osserva: «Consideriamo il documento che approderà in aula un passo in avanti importante rispetto alla posizione di partenza». Ma subito aggiunge: «Riteniamo però che la strada che si sta imboccando sia in parte sbagliata». A settembre, lo Sdi aveva più volte invocato una moratoria di un anno sul tema dell'inceneritore. E le perplessità sull'impianto non si sono affievolite. «Sia chiaro: siamo disponibili alla ricerca di una posizione unitaria del centrosinistra. Anche noi vogliamo evitare un voto differenziato all'interno della maggioranza. Ma per quanto ci riguarda decideremo solo in base agli elementi che usciranno in queste ore e durante il confronto».

GLI ALTRI - A sostenere il sindaco saranno invece Trento democratica, Margherita e Leali. «Abbiamo contribuito alla stesura di questo documento. E il nostro voto non può che essere positivo» commenta il capogruppo di Td Michelangelo Marchesi. «Il testo di osservazioni - dice ancora Marchesi - è ulteriormente rafforzativo dell'ordine del giorno votato a settembre dell'anno scorso». Ma a rendere ancora più decisa la posizione di Td è stata la scelta di sostituire il termine «termovalorizzatore» con la più generica parola «impianto». «Può sembrare una banalità, ma non lo è. In questo modo si lasciano aperte varie possibilità per quanto riguarda la tecnologia della futura struttura che sarà realizzata a Ischia Podetti» conclude Marchesi.

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 25 luglio 2006

 

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