«I fumi dell’inceneritore ci distruggeranno»

Gli abitanti di Cadine: «Il rogo di Lavis è stato la prova che il vento li porterà qui»
La rabbia del gruppo La Regola in un volantino «Con l’impianto l’aria che respireremo sarà sempre più cattiva»

 

CADINE. Il day after è il giorno della rabbia e della preoccupazione. Molti abitanti di Cadine, Terlago e Sopramonte, l’altra mattina, sono stati svegliati in maniera poco piacevole: nubi nere e un odore acre hanno invaso i loro paesi. Il vento, infatti, ha spinto i fumi provocati dall’incendio divampato alla fabbrica Ricicla di Lavis proprio in quella zona, oltre che verso Trento. E così scoppia la rabbia dei residenti. «Abbiamo la conferma che con l’inceneritore i fumi arriverebbero qui e sarebbe sempre più difficile vivere in questa zona».

Da anni i residenti dei paesi che si sviluppano sulle pendici del Monte Bondone sostengono che i fumi di un eventuale inceneritore costruito ad Ischia Podetti, spinti dalla tramontana che soffia regolarmente al mattino, andrebbero ad investire prima di tutto quella zona. L’incendio di venerdì mattina alla Ricicla di Lavis (situata praticamente davanti ad Ischia Podetti) è stata la sfortunata occasione per fare una sorta di prova generale. Ed il giorno dopo, per i residenti della circoscrizione del Bondone già protagonisti di diverse azioni di protesta, è quello della rabbia e della preoccupazione. Alzano la voce, in coro. «Abbiamo avuto la triste conferma di quello che diciamo da tempo: Cadine, Terlago, Sopramonte saranno i paesi più colpiti dai fumi dell’inceneritore. Fumi puzzolenti e anche nocivi che peggiorerebbero notevolmente la vivibilità di questa zona».

I più accaniti sostenitori del «No all’inceneritore» sono i conmponenti del Gruppo La Regola di Cadine. Già ieri mattina circolava in paese, ma non solo, questo volantino: «L’incendio di questa notte, 28 luglio 2006, ha permesso a tutti di verificare il percorso che fanno i fumi dell’area Trento Nord-Lavis. Le sostanze che usciranno dal camino del futuro inceneritore di Trento seguiranno la stessa strada e non sarà un gran vantaggio per la qualità dell’aria che respireremo. Anche questo episodio ci indica che la scelta dell’inceneritore è sbagliata: se l’aria è ancora buona, manteniamola così». Firmato: Gruppo La Regola.

I timori sono confermati e Letizia Tasin non ha più dubbi. «Abbiamo toccato con... naso e occhi quello che fino a ieri era solo un’ipotesi. Il vento del mattino porta i fumi che arrivano da Trento Nord in questa zona. Ieri la puzza si sentiva forte, io mi sono anche svegliata per colpa dell’odore di bruciato. Con l’inceneritore sarebbe così tutte le mattine? Se così fosse la nostra circoscrizione sarebbe a rischio».

Certo, i fumi dell’inceneritore sarebbero meno intensi, ma in ogni caso si respirerebbero tutti i giorni. E Michela Filippi ha paura. «A parte l’odore che abbiamo sentito ieri, che certo non era piacevole ma almeno era innocuo, mi domando se la stessa cosa varrà per i fumi dell’inceneritore. Quelli, forse non li senti, ma rischiano di essere nocivi per la nostra salute. E noi, quassù, li respireremo tutti i giorni».

Anche Roberto Cimadom non ci sta. «Prima di tutto l’inceneritore non andrebbe fatto per una questione di principio, ma in secondo luogo c’è anche da difendere la nostra situazione. Ieri mattina, a causa dell’incendio di Lavis, Cadine era avvolta in una nuvola grigia e la puzza dava fisicamente fastidio. Ora, la speranza è che con l’inceneritore l’odore sia meno forte, ma certamente abbiamo fatto una verifica che, purtroppo, ha confermato le nostre idee e le nostre preoccupazioni. Questa zona, se invasa dai fumi dell’inceneritore, diventerebbe sicuramente meno vivibile».

Intanto, la lotta contro l’inceneritore continua. Alcuni partecipanti del Gruppo La Regola stanno portando avanti un digiuno per protesta e saranno protagonisti all’Estate del Sorasass con manifestazioni in collaborazione, tra gli altri, con Nimby e Italia Nostra.

 

Jacopo Tomasi

Trentino, 30 luglio 2006

 

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