Parla Marino Cofler, professore di analisi chimica alle Iti.

Trentino servizi: la raccolta prosegue

«I pericoli? Formaldeide e diossina»

Inquinanti poco solubili, nessun problema per le acque

 

Se il peggio è stato evitato, grazie al veloce intervento dei vigili del fuoco arrivati da Lavis, Trento e dalla Rotaliana, non si può certo dire che l'incendio dell'altro giorno alla Ricicla Trentino 2 di Lavis non abbia prodotto effetti nocivi sull'ambiente. Basti pensare alle alte concentrazioni di alcuni agenti inquinanti prodotti dalla combustione di plastiche e altri materiali. Secondo i dati forniti dalla Provincia, nel luogo del rogo si sono misurate punte di 20-30 ppm (parti per milione) di formaldeide. Livelli decisamente elevati come conferma Marino Cofler, professore di analisi chimica all'Iti Buonarroti di Trento. «Normalmente in atmosfera si trovano soltanto tracce di questa sostanza (meno di 0,01 ppm). Il fatto di aver avuto concentrazioni elevate di formaldeide, un reagente che si utilizza, fra l'altro, nella produzione di resine e collanti per truciolati, è preoccupante». Cofler spiega che si tratta di una sostanza classificata come cancerogena per l'uomo, che viene prodotta dall'ossidazione parziale di sostanze organiche come accade, ad esempio, nella combustione incompleta del metano e degli altri combustibili. Quella che normalmente si libera nell'aria è contenuta prevalentemente nei gas di scarico delle automobili. «L'aspetto positivo - continua l'esperto - è che per fortuna la formaldeide si ossida piuttosto velocemente e nel giro di poco tempo si trasforma in anidride carbonica». Non subiscono questo processo, invece, le diossine, un'altra categoria di inquinanti probabilmente prodotti nel rogo dell'azienda di Lavis. «Purtroppo - aggiunge Cofler - sono sostanze stabili che resistono nei suoli per molti anni». La più pericolosa è la Tcdd classificata dallo Iarc come cancerogena per l'uomo; essa può entrare nella catena alimentare ed essere assorbita anche dalle persone accumulandosi nel tessuto adiposo.

Per stabilire quali sostanze e in che misura sono state prodotte dall'incendio bisognerebbe conoscere nello specifico la composizione del materiale bruciato e le condizioni di combustione. «Anche la combustione di sostanze pure libera nell'atmosfera agenti più o meno nocivi - dice il professore -. Qui si tratta di un incendio di una miscela di materiali con una composizione di partenza complessa. Probabile quindi che il risultato della combustione sia la produzione di inquinanti molto diversificati e con nocività da verificare».

Per quanto riguarda lo stoccaggio dei rifiuti, Trentino Servizi in questi giorni conserverà i rifiuti raccolti dalle campane e dai bar in alcuni container situati all'interno del proprio cantiere. Per quanto riguarda la plastica già nei prossimi giorni si dovrebbe riprendere con il conferimento della plastica alla Ricicla Trentino 2, mentre il multimateriale sarà spedito per lo smaltimento nel trevigiano. «Se si rispettano queste previsioni - spiega l'ingegner Carlo Realis Luc della Trentino Servizi - per noi cambia poco e possiamo continuare il nostro lavoro tranquilli».

 

Daniele Battistel

l’Adige, 30 luglio 2006

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