Lettere al giornale

 

Rogo di Lavis: nube anche in valle dei Laghi

 

Scrivo la presente allo scopo di informare chi non lo sapesse, che venerdì mattina il forte odore di plastica bruciata alla “Ricicla” di Lavis, era fortissimo anche in Valle dei Laghi (da 5 a 30 Km sud-est linea d’aria), non so a Trento (piazza Duomo si trova 8 Km sud). Ricordo che al mattino il vento soffia verso sud, sud-est, il pomeriggio viceversa, sarebbe toccato alla Rotaliana, Val di Cembra, Meano, ecc. che non hanno annusato nulla.

Speriamo sia stata solo una questione di odore, ma non sono così ingenuo da credere alle minimizzazioni dei “VIP” intervistati (che tra l’altro si riferivano solo alla zona di Lavis).

Ovviamente non sono preoccupato per il dato mancante o forse sfiorato nella cronaca di un giorno o due, ma molto preoccupato per la prospettata costruzione dell’inceneritore (bonariamente chiamato “termovalorizzatore”), il cui sito presso Ischia Podetti, praticamente a ridosso della città e sicuramente a ridosso di Roncafort, Gardolo, Lavis e dei mai menzionati “Sorasass” di Cadine, Laghi di Lamar, Terlago e giù per il resto della Valle dei Laghi, (la Rotaliana, ecc, il pomeriggio).

Si sa (?) che l’inceneritore non annienta i rifiuti ma li trasforma, parte in cenere (un terzo) e parte in fumo (micro particelle) che, immancabilmente, vanno dove tira il vento, per poi ricadere a terra; i fumi del camino, alto un centinaio di metri, sono molto ben filtrati da diventare “nano particelle”, polveri molto più fini del vituperato “pm 10” quindi più pericolose anche perché non espettorabili dai polmoni (prof. Stefano Montanari). Fumi subdoli, probabilmente inodori che ci faranno credere di essere innocui.

A parte questa divagazione, il mio intento è quello di cogliere l’occasione dell’incendio di Lavis, per risvegliare i sordi che oggi ci rassicurano e di invitarli a ripensare il destino della parte residua del rifiuto (ironia della sorte, proprio la parte riciclata, bruciando, ci ha posto l’interrogativo sulla parte complementare), residuo che, fortunatamente, sta calando e dovrà diminuire inesorabilmente grazie ad una cultura più sensibile; purtroppo c’è ancora troppa gente che ignora l’argomento, pronta sì al giusto mugugno per l’odore occasionale nell’aria, ma serafica nel dire “ma alora en do le butante le immondizie?”: la stessa che, anche per pigrizia, non differenzia o lo fa sporadicamente e senza convinzione, come forse alcuni dei nostri politici che, con il para-occhi, puntano all’incenerimento e alla “trasformazione in fumo”.

 

Fabio Trentini - Vezzano

Trentino, 1 agosto 2006

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci