Gemellaggio con la Rete antigassificatore del Lazio

Nimby esporta la catena del digiuno

 

Nimby fa scuola ed esporta nel Lazio la propria catena del digiuno come forma di lotta e di protesta contro la realizzazione dell'inceneritore. Da più di un mese anche la Rete regionale dei rifiuti del Lazio ha adottato lo stesso metodo. E da oggi e per tutto il mese di agosto ha avviato una sorta di gemellaggio con Nimby trentino.

La Rete è un comitato di protesta di cittadini e associazioni che si oppongono al progetto di realizzare un gassificatore a Malagrotta, vicino a Roma. La costruzione dell'impianto, in una zona dove già è presente una mega discarica di rifiuti, una raffineria e un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, è prevista da un'ordinanza della vecchia giunta regionale a guida Storace. Piero Marrazzo aveva sospeso quella decisione, ma poi la faccenda è caduta nel silenzio e l'ordinanza ha riacquistato validità. Nella riunione del Consiglio regionale straordinario del 13 luglio scorso il governatore ha criticato il suo predecessore ma non ha nominato l'impianto, la cui costruzione è nel frattempo cominciata con lo scavo per realizzare le fondamenta.

La Rete a questo punto chiede una moratoria e nel frattempo ha avviato l'iniziativa della catena del digiuno, arrivato al giorno numero 44. Oggi si asterrà dal cibo Giuseppe Carminetti, di Roma, affiancato a Trento da Alessandro Caldini per la catena di Nimby, arrivata al giorno 864.

L'associazione trentina solidarizza coi colleghi romani, anche perché il gassificatore potrebbe essere il modello di inceneritore scelto anche per Ischia Podetti. Si tratta di un impianto che usa il cdr, combustibile derivato dai rifiuti, ed è considerato più elastico ed adattabile all'eventuale calo di materia prima rispetto agli impianti classici. Ma a Roma è criticato anche perché ritenuto sperimentale e non sufficientemente affidabile.

 

l’Adige, 1 agosto 2006

 

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