Commento di Nimby trentino

Le comode e pilotate sorprese dei sondaggi a misura

Ovvero: chi non è ancora d’accordo nel considerare “proposte alternative” alla questione rifiuti, ammetta almeno che è costretto a privilegiare il loro incenerimento

 

 

Inceneritore, il sì dei bolzanini

Sorpresa dal sondaggio Apollis

L' 80 per cento promuove il progetto.

Contrari i rioni più lontani

 

BOLZANO - I bolzanini non bocciano la costruzione del nuovo inceneritore, anzi: ben l'ottanta per cento dei cittadini del capoluogo altoatesino si dice soddisfatto della politica dei rifiuti svolta dall'Agenzia per l'ambiente, come emerge da un'indagine della società Apollis su incarico della Provincia. Quasi 400 persone, di ogni quartiere cittadino, hanno risposto alle venti domande poste da Apollis al telefono: una «fetta» di popolazione considerata rappresentativa dagli addetti ai lavori.

Una delle domande più scottanti riguardava l'eventuale referendum per decidere se costruire o meno il nuovo inceneritore: la maggioranza dei bolzanini ha risposto che non si opporrebbe al progetto. Ulteriore sorpresa: gli oppositori del nuovo inceneritore non si trovano tanto nei due quartieri più coinvolti dalla polemica - quindi Don Bosco e Oltrisarco - ma in quelli di Gries e Centro Piani, dove i residenti cercherebbero di fermare il progetto «probabilmente» o «sicuramente» (queste le risposte al sondaggio).

Giulio Angelucci, direttore dell'ufficio rifiuti della Provincia autonoma di Bolzano, non nasconde la sua sorpresa sull'esito dell'indagine, ma al tempo stesso osserva: «C'è bisogno di maggiore informazione su questo tema. È pur vero che dall'indagine emerge che la maggioranza dei bolzanini non boccia l'inceneritore né la politica sui rifiuti, e più in generale ambientale, della Provincia. Ma è altrettanto vero che molti di loro non sono veramente informati su cosa accade sul territorio. Paradossalmente, infatti, i quartieri che dovrebbero essere più colpiti dalla tematica sembrano essere anche quelli meno interessati». Angelucci fa un esempio pratico: ai bolzanini è stato anche chiesto quanto dannoso, secondo loro, sarebbe l'inceneritore sull'impatto ambientale ed un intervistato su quattro non ha dato una risposta, perché non sapeva cosa rispondere.

«La principale fonte di rumore e di inquinamento ambientale - commenta ancora Angelucci - è, secondo la maggioranza dei cittadini intervistati, il traffico. Del resto è il problema che vivono ogni giorno sulla loro pelle. A questo punto diventa chiaro che molti bolzanini non si sono ancora posti di fronte al problema. Manca dunque una posizione precisa e per questo motivo l'opinione pubblica risponde seguendo le proprie sensazioni».

Ma i risultati dell'indagine non dovrebbero essere visti con soddisfazione dall'Agenzia per l'ambiente? «Dobbiamo comunicare alle persone - sostiene Angelucci - che la politica sui rifiuti va ampliata e deve essere aumentata la percentuale sulla raccolta differenziata. Il traffico viene percepito dal cittadino come un problema da risolvere, mentre l'interesse per la spazzatura finisce una volta arrivati al cassonetto. Non possiamo quindi essere soddisfatti, se il cittadino non percepisce l'importanza della raccolta differenziata». Il valore medio della Provincia, infatti, è del 43%. Di fronte a questo dato sbiadisce il 23% di raccolta differenziata che viene effettuata a Bolzano. «Dobbiamo puntare su un ampliamento della gestione dei rifiuti - conclude Angelucci - e per questo motivo gli interi dati verranno presentati a fine settembre alla Fiera. Sono tre i convegni in programma: la storia dei rifiuti, la raccolta differenziata ed il nuovo inceneritore».

 

Susanna Petrone

Corriere dell’Alto Adige, 3 agosto 2006

 

 

 

Le reazioni

Ladinser: la gente ha capito

Rungger: poca informazione

 

BOLZANO - Alla notizia che la maggior parte dei bolzanini concorda sul fatto che bisogna costruire il nuovo inceneritore, Wally Rungger dei Verdi risponde con amarezza. Secondo la consigliera comunale si tratterebbe di una convinzione indottrinata dalla Provincia: «Hanno dato per così tanti anni la sensazione che la raccolta differenziata è più un fastidio che una virtù - sottolinea - che ora la popolazione pensa che la costruzione di un nuovo inceneritore sia l'unica soluzione possibile, o per lo meno che si tratti della soluzione più indolore per tutti. Non per nulla il movimento ecologista Legambiente ha gettato la spugna». Rungger però non ci sta ad accettare il risultato dell'inchiesta e spiega che nei prossimi anni si dovrà comunque spingere maggiormente sul tasto della raccolta differenziata. «Siamo la pecora nera, dal Nord Europa fino a qui - prosegue - ma finalmente si partirà con il nuovo piano di raccolta differenziata, anche per quanto riguarda l'umido. Ora i Comuni devono arrivare ad una precisa percentuale se non vogliono pagare delle sanzioni salate. Forse anche tra la popolazione si potrà riprendere il discorso e far capire che politicamente e culturalmente bisogna trovare delle alternative all'inceneritore. Purtroppo la politica del territorio ha fatto credere loro che l'inceneritore sia la via d'uscita dal problema dei rifiuti. Basta parlare con le persone: molti pensano alla raccolta differenziata come a qualcosa di fastidioso». Rungger conclude spiegando che non è impossibile alzare la percentuale della raccolta dell'umido, della carta e del vetro, «neanche nei condomini grandissimi dei quartieri Don Bosco e Oltrisarco».

Toni opposti, invece, in casa Svp. L'assessore comunale all'ambiente, Klaus Ladinser, apprende con soddisfazione il risultato dell'indagine svolta da Apollis e sottolinea che si proseguirà ad informare la popolazione sulla costruzione del nuovo inceneritore: «Finalmente - afferma - i bolzanini hanno capito che non c'è alternativa al problema dei rifiuti. Produciamo 55 tonnellate di rifiuti all'anno, di cui ancora solo il 25% viene smaltito attraverso la raccolta differenziata. Aumentare la percentuale? È quello che stiamo facendo ed entro un paio di anni vogliamo raggiungere quota 45% della raccolta differenziata. Resta comunque il fatto che il resto dei rifiuti non può restare per le strade della città, ma deve essere smaltito diversamente». Ladinser sottolinea che il nuovo inceneritore sarà provvisto delle più moderne tecnologie sul mercato e che verranno fatti numerosi controlli per garantire la salute dei cittadini del capoluogo altoatesino. «Chi non è d'accordo sulla costruzione dell'inceneritore - conclude l'assessore comunale - presenti delle proposte alternative. Fino ad oggi non c'è mai stato un progetto concreto che risolvesse il problema dei rifiuti. Ribadisco: produciamo 55 tonnellate di rifiuti all'anno. È nostro dovere trovare una soluzione».

S. P.

 

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