Lettere

 

Incendio di Lavis

Fuoco alle plastiche, no all'inceneritore

 

Grazie Eolo che hai impedito ai fumi della Ricicla di propagarsi un po' di più democraticamente su tutta la città e dintorni, per averli portati, concentrati e sfogati dalle parti del Bondone e poi dispersi ancor più democraticamente, chissà fin dove. Grazie alla pioggia che li ha poi diluiti e dilavati.

Avete fatto un piccolo regalo agli uomini della Protezione civile, soprattutto ai portavoce della politica impegnati, come sempre, nell'opera meritoria del rassicurare.

Rassicurazioni sempre così puntuali da suscitare perfino un po' d'ilarità; se guardiamo a come gli aspetti sanitari debbano rimanere tabù o ingrato argomento per «egoisti giardinieri».

Infatti parlano soprattutto politici e tecnici, mentre tacciono i responsabili della pubblica sanità.

Grazie Ricicla Trentino per averci mostrato con molto anticipo cosa succede quando le plastiche prendono fuoco.

Che nessuno si sogni (sogni infausti, persino proibiti...) di fare qualche vaga analogia con le centinaia di migliaia di metri cubi (al giorno) di emissioni che escono dal camino di un inceneritore.

Quelle sono invece così... filtrate, perfino così incolori e inodori, che non darebbero fastidio nemmeno a una mosca, figurarsi a politici e apparati.

Quelle così ben trattate dalle migliori tecnologie da trattenere e far concentrare un po' della loro tossicità nella parte solida: nelle scorie alla base del camino e nelle ceneri tossic-nocive trattenute da ipertecnologici sistemi di filtraggio. Ciò che conta è che non si sentano e non si vedano; come, ad esempio, le micropolveri che nessun sistema di filtraggio può trattenere.

Dobbiamo tenere conto anche di queste disavventure assieme alla decantata elevata qualità della vivibilità urbana di Trento?

Dovremmo perseverare su un ipertecnologico camino a Ischia Podetti dove soprattutto la combustione della frazione delle plastiche sembra debba rimanere priorità assoluta solo per soddisfare le mire di quei pochi amministratori così accanitamente indaffarati alla peggiore risposta al problema rifiuti?

Sul Sorasass, dal 16 luglio al 26 agosto, sempre più cittadini responsabili e così scettici su quelle rassicurazioni, attuali e in progetto, con la loro partecipazione al digiuno e con la luce di speranza che ogni sera viene accesa sul Sorasass continuano a dire «No».

Perché il Trentino può fare ben altro, rassicuranti permettendo!

 

Anna Ravagni, Elena Leveghi, Remo Agostini, Roberto Vadalà, Riccardo Fedrizzi, Sergio Fedrizzi, Stefano Cordin, digiunanti del Sorasass

Corriere del Trentino, 2 agosto 2006

 

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