Nuovo inceneritore
«Sondaggio strumentale» Le opposizioni all'attacco
Contestata l'attendibilità dell'indagine di Apollis Tomada: domande pilotate. Bellomo: referendum

 

BOLZANO — L'indagine svolta da Apollis per conto della Provincia sull'inceneritore ( la maggioranza degli intervistati si era detta favorevole al progetto) ha scatenato una valanga di polemiche nel mondo politico. Alcuni consiglieri comunali di destra mettono in discussione la credibilità dell'inchiesta e affermano che la maggior parte dei bolzanini è in realtà tutt'altro che contenta della costruzione del nuovo inceneritore. Perplessità riscuote, infatti, anche il numero degli intervistati: 400 in tutto. Secondo gli oppositori il dato sarebbe troppo basso, per essere rappresentativo in una città con oltre 90mila abitanti.
Tra i contestatori c'è, in prima linea, il consigliere comunale di Forza Italia Giuseppe Bellomo, che nelle ultime settimane si è battuto per organizzare il referendum sull'inceneritore. Bellomo ribadisce che si andrà avanti con la campagna di sensibilizzazione, dato che numerosi cittadini farebbero pressioni al riguardo: « La maggior parte dei bolzanini è favorevole alla costruzione del nuovo inceneritore? » chiede sarcastico Bellomo. « Io ho notizie completamente opposte — continua — altrimenti non avremmo mai chiesto il referendum. L'indagine è stata fatta su richiesta della Provincia. A questo punto mi sembra chiaro che si tratta di un'inchiesta strumentalizzata » . Secondo Bellomo gli abitanti dei quartieri di Don Bosco e Oltrisarco sarebbero tutt'altro che disinteressati riguardo al tema dell'inceneritore, ma ammette che per alcuni la nuova struttura rappresenterebbe il male minore: « Ribadisco però — prosegue il consigliere azzurro — che non siamo contrari per principio alla costruzione di un inceneritore, ma al fatto che venga posizionato troppo vicino ad una zona abitata ».

Gli fa eco la collega di Alleanza nazionale, Maria Teresa Tomada, che si rifiuta di credere al risultato dell'indagine: « Si tratta di un'inchiesta pilotata — sbotta — dove le domande vengono fatte per ricevere una determinata risposta. Perché ai bolzanini intervistati non si è chiesto se hanno paura che l'inceneritore possa causare dei danni alla loro salute? E poi non mi sembra giusto che la cittadinanza sia stata posta di fronte ad un problema così complicato, dato che non c'è stata una campagna obiettiva e corretta per informare le persone » . Tomada accusa sia la Provincia sia il Comune di Bolzano di avere buttato acqua sul fuoco, evitando sempre di dare spiegazioni sulle reali conseguenze di tipo ambientale che l'inceneritore comporterebbe. « Hanno parlato con solo 400 persone — prosegue la consigliera comunale — è un modo di fare rilevazioni poco scientifico.

Chiediamo piuttosto ai bolzanini se vogliono che l'inceneritore resti in città o meno, forse a questo punto l'indagine prenderebbe un'altra piega » .

Soddisfatto del risultato, invece, il consigliere comunale della Svp, Oswald Ellecosta, il quale precisa l'importanza della nuova costruzione progettata: « Fino a prova contraria — sottolinea — non esiste alcuna alternativa. L'inceneritore è la soluzione migliore che la tecnologiamoderna offre. I depositi di rifiuti sono pericolosi, perché non sappiamo quanto i rifiuti tossici possano mettere a rischio l'acqua della falda. Con l'inceneritore questo problema sarebbe risolto. Gli studi che ci sono stati presentati dagli esperti evidenziano che le emissioni dell'inceneritore non influiscano sulla salute dei nostri cittadini » . Ellecosta non ha peli sulla lingua e contrattacca alle accuse degli oppositori: « I cittadini di Bolzano usano la loro testa — conclude — e solo una minoranza sembra non voler capire che l'inceneritore è la soluzione migliore per tutti ».

RudolfBenedikter, consigliere comunale di Projekt Bozen, non sembra essere sorpreso dal risultato dell'indagine e spiega che l'inceneritore verrà costruito, ma che si dovrà lavorare su due fronti: « Dobbiamo imparare ad accettare il nuovo inceneritore — afferma — e allo stesso tempo dobbiamo aumentare la raccolta differenziata, perché solo in questo modo si può fare una seria politica dei rifiuti. Sulla pericolosità dell'inceneritore non posso e non voglio dire niente, dato che non sono un esperto. Ma i tecnici che si sono occupati della tematica ci assicurano che l'attuale tecnologia garantisce che la salute dei bolzanini non venga messa in pericolo». Benedikter ricorda che gli altoatesini esportano tonnellate di residui del settore dell'edilizia nelle regioni limitrofe: « Ora è arrivato il momento — conclude — di fare la nostra parte. L'inceneritore provinciale serve e la Provincia fa pressioni affinché anche noi ci prendiamo le nostre responsabilità » . La stragrande maggioranza dei 400 intervistati si era detta favorevole alla costruzione
Susanna Petrone

Corriere dell'Alto Adige, 4 agosto 2006

 



I QUARTIERI
Lillo: campione troppo esiguo

Falcomatà: più informazione

 

BOLZANO — Ha fatto non poco scalpore la notizia che proprio i cittadini di Don Bosco ed Oltrisarco siano i « meno contrari » alla costruzione del nuovo inceneritore. Esponenti dei due consigli di quartiere non nascondono la loro perplessità e tutti in coro arrivano alla stessa conclusione: « L'indagine non è attendibile » .
Il risultato del sondaggio telefonico curato da Apollis per conto della Provincia ha colpito il presidente della circoscrizione DonBosco, Enrico Lillo, come un fulmine a ciel sereno: « Mi sembra strano — sbotta — , non ci credo.
È assolutamente impossibile che i bolzanini che abitano a Don Bosco non boccino l'inceneritore. Vivo in questo quartiere da sempre e posso garantire che quello che sento io non è disinteresse, ma grande paura. I cittadini non sanno che tipo di impatto avrà sulla loro salute » . Lillo ritiene che l'indagine di Apollis debba essere presa con le pinze: « Hanno intervistato solo 400 persone in tutta Bolzano — precisa — . Mi sembra un po' poco, perché significherebbe che sono stati chiamati per ogni quartiere circa 80 persone. Solo a Don Bosco ci sono più di 23mila residenti, mi chiedo allora come vogliano prendere in considerazione i risultati dell'indagine. Secondo me potevano risparmiarsi i soldi ed investirli nell'ambiente, invece di gettare dalla finestra denari pubblici per un'inchiesta che non può essere veritiera » . Lillo conferma che l'inceneritore viene visto come « il male minore » , ma ribadisce che i bolzanini non lo vogliono avere sotto casa: « Alcuni chiedono delle alternative — conclude — la cosa migliore è incentivare la raccolta differenziata. Questo potrebbe risolvere una grossa fetta del problema » .
Il consigliere di circoscrizione Oltrisarco di Rifondazione Comunista, Salvatore Falcomatà, già in passato ha dichiarato di non essere d'accordo con il suo partito sulla questione inceneritore. Anche oggi, dopo aver visto i risultati dell'indagine commissionata dalla Provincia, non si tira indietro e critica fortemente l'inchiesta: « Non può essere veritiera — sbotta — . I bolzanini che vivono nei quartieri più a rischio, quindi Don Bosco ed Oltrisarco, sono tutt'altro che favorevoli alla costruzione dell'inceneritore. Dicono che non produce diossine nocive, ma nessuno ci ha dato prove convincenti.
La decisione migliore che il Comune potrebbe prendere è quella di fare delle assemblee nei quartieri, dove un esperto a favore ed uno contrario spieghino le loro posizioni » . Un faccia a faccia, dunque, potrebbe portare più chiarezza sulla questione secondo Falcomatà. « La democrazia diretta — prosegue — è fondamentale. Non mi riferisco tanto ad un referendum, ma al fatto che i politici inizino a comportarsi in modo professionale e informino in modo obiettivo. Questa indagine è fatta da chi l'ha commissionata. Iniziamo ad informare, approfondire e poi si può decidere, ma non viceversa » .
Si aggiunge al coro anche il presidente di circoscrizione OltrisarcoGiovanni Barborini, che come il suo collega di Don Bosco si dice « sorpreso del presunto disinteresse dei residenti di Oltrisarco » . Incredulità per l'alta percentuale di favorevoli a Don Bosco e Oltrisarco

S. P.

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