Azienda rifiuti, le nuove nomine

Giovanni Hermanin nominato al vertice dell´azienda:

"La Tari è ferma dal 2003. Aumenteremo la raccolta differenziata"

 

"Rifiuti, ora ritoccare le tariffe"

Il nuovo presidente Ama: "Il termovalorizzatore? Inquina meno"

E Biagio Eramo diventa il numero due. Il nodo delle sanzioni

 

Da ieri Giovanni Hermanin governa l´Ama. Primo impegno? «Nell´ultimo anno la raccolta differenziata è aumentata del 15%, bisogna arrivare al 35% previsto dal decreto Ronchi. Gli impianti ci sono. L´Ama non pulisce più solo le strade ma è una grande azienda con impianti industriali. Va aggiunto il recupero dell´energia: un argomento delicato dal punto di vista politico, ma altrimenti la prospettiva è l´effetto Napoli».

C´è un luogo comune, purtroppo vero…

«Che Roma è zozza. L´Ama si deve occupare della pulizia, ma servono più investimenti e l´aggiornamento delle tariffe, la "Tari" è ferma dal 2003».

Chiedete più denaro?

«L´aumento delle tariffe va fatto. Vorrei dire anche che Roma è sporca perché i cittadini la sporcano».

Il suo predecessore voleva imporre le multe a chi sporca.

«Sono un punto decisivo. Deve decidere il consiglio comunale».

La raccolta porta a porta funziona male.

«E´ in via di sperimentazione, bisogna trovare il modello giusto».

Dica tre priorità.

«Le sanzioni; risultati ancora migliori sulla raccolta differenziata e il completamento del ciclo dei rifiuti».

Lo porterete avanti con l´Acea?

«È naturale che due società pubbliche collaborino».

Qual è il suo mandato strategico?

«Predisporre un nuovo piano pluriennale, alla base di decisioni importanti come l´aggiornamento delle tariffe; poi far fronte alla piaga dei ritardi nei pagamenti delle utenze».

E niente termovalorizzatori?

«Roma non può fare a meno di chiudere il ciclo dei rifiuti di cui ha già realizzato i tre quarti. L´impianto di produzione di energia è meno inquinante della discarica».

Lo faranno Acea e Ama insieme?

«Questione aperta. Ma nessuna alcuna volontà di fusione».

E il gassificatore?

«E´ alternativo alla discarica, e non ci riguarda».

 

Paolo G. Brera

Repubblica, 4 agosto 2006

 

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