POVERI SONDAGGI

 

L'efficienza degli apparati della SVP, ed annessi extraregionali, non conosce sosta pur di portarsi a casa (ma più realisticamente la si dovrebbe chiamare "kaserne") il potenziamento-rifacimento dell'inceneritore altoatesino. Ora sforna una specie di sondaggio (agostano) che sa tanto di presa in giro; forse un tentativo di pre-boicottaggio, per tastare gli umori in vista di quelli temuti di quei cittadini che potrebbero recarsi alle urne sul referendum sull'inceneritore ventilato da alcune forze politiche dell'opposizione.

Dopo gli importanti contributi dei mesi scorsi, unicamente per merito di un comitato locale e di volonterosi cittadini, per un diverso modo di gestire una questione così delicata e complessa qual'è quella dei rifiuti, era diventato passaggio obbligatorio provvedere a far rientrare nei limiti di una presunta accettazione della popolazione uno dei peggiori impianti industriali. Nel caso in questione, riproponendolo-imponendolo dentro la città, come a Trento come in altre realtà italiane.

E che l'assessore comunale all'ambiente Klaus Ladinser si ri-aggiunga diligentemente ritornando sullo scontato e abusato ritornello secondo cui "i bolzanini hanno capito che non c'è alternativa al problema dei rifiuti...", da' il segno della povertà e della dipendenza culturale-politica in cui annaspano anche le politiche ambientali bolzanine. Che cosa avranno capito se gli si impone solo che si dovrebbero bruciare? Basterebbe almeno che l'assessore comunale, e/o qualche collega provinciale, avessero accettato, o accettassero, un pubblico contraddittorio (magari a livello regionale) e forse potrebbero ricavarne qualche giovamento al loro grado di conoscenza della materia. Ma è probabile che il rischio del contagio degli scettici-contrari, o delle reprimenda dei favorevoli, sia troppo elevato ed è quindi "saggio" evitare qualsiasi sconveniente forma di esposizione-pubblicità negativa.

Il sondaggio sarà ovviamente stato commissionato da chi ha deciso che si debba ottenere una sola risposta: addirittura quella peregrina secondo cui gli abitanti prossimi a Bolzano Sud, zona che da quasi vent'anni ospita l'impianto, sembrerebbero tra i più favorevoli all'ìnceneritore. Talmente ovvio e manipolabile l'esito del sondaggio che difficilmente la società Apollis, incaricata di effettuarlo, saprà rendere pubbliche le domande che sono state poste al telefono a un campione poco significativo di soli 400 cittadini (su 99.300 abitanti). Sarebbe comunque opportuno, e buon primo segnale di trasparenza, che lo facesse attraverso gli organi di stampa o a richiesta dei cittadini. Parrebbe sensato, per deontologia professionale dell'azienda incaricata del sondaggio, dare credibilità ai risultati e qualificare la committenza, essere informati su quale metodo è stato usato. Se a domande aperte o chiuse, il tipo di campione, se ragionato o casuale, il tipo di telefonate, se pianificate e completate ecc. E' una tecnica di coinvolgimento-persuasione, particolarmente in voga negli ultimi 20 anni, da quando i signori della comunicazione hanno ritenuto conveniente condizionare, cautelativamente e strumentalmente, ogni orientamento avverso, pressoché ovunque secondo tecniche del tutto risibili e opinabili.

Che tutto questo sia da intendere come segnale di democrazia e /o partecipazione è tutto da dimostrare. Visto che lo zelo e l'accanimento con cui procedono politica e finanza anche altoatesine, altro non sono invece che costretta necessità verso operazioni di nulla trasparenza nel campo dello sfruttamento delle risorse energetiche. Ovvero massimo sfruttamento della materia-rifiuti al fine di creare e consolidare nuovi centri di potere in cui i soliti "soggetti" pretendono di far propri nuovi maggiori spazi nella personale gestione della cosa pubblica, al pari di quella privata.

Appare altresì poco comprensibile che la Verde Wally Rungger, che ha votato a favore dell'inceneritore scagliandosi violentemente contro chi, dentro o fuori il suo gruppo, si era opposto, parli ora di "indottrinamento" da parte della provincia, visto che è tra le prime a farne le spese. E' solo uno degli enigmi del verdismo-ambientalismo sudtirolese, pure lui così sovente costretto alla filosofia SVP.

Cionostante, Trentino e Alto Adige che sembrano così accomunati, e in competizione, dentro gli stessi costretti vicoli ciechi sia del "partito unico" che dell'imposto incenerimento, sanno che devono tener conto anche degli umori della "gente". Addirittura con più di due anni in anticipo sul prossimo importante appuntamento elettorale; si vedano le aperture alla "tenerezza" del presidente Dellai secondo cui "l'impianto non emetterà sostanze inquinanti". Viene in mente ciò che affermò l'allora ministro all'ambiente Altero Matteoli dinanzi alla 13^ Commissione del Senato il 21 luglio 2004: "... dire che un impianto di questo tipo possa rappresentare un pericolo per i cittadini è veramente assurdo... Sono arrivato a cinque-dieci metri dall’entrata di un termovalorizzatore di ultima generazione e non mi sono reso conto di cosa c’era dentro; per fare un’affermazione banale, se me lo consentite, potrebbe trattarsi di una fabbrica di camicie o di cappelli."


Adriano Rizzoli
Nimby trentino

 

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