IL SONDAGGIO APOLLIS
Nimby: Verdi ambigui. Moroder: l'impianto è sicuro

 

BOLZANO — Dopo la pubblicazione del sondaggio di Apollis sull'inceneritore critiche pesanti ai Verdi arrivano da Adriano Rizzoli del comitato ambientalista «Nimby trentino», che si batte contro la costruzione del termovalorizzatore a Trento. «L'atteggiamento dei Verdi — afferma Rizzoli — è solo uno degli enigmi del verdismo-ambientalismo sudtirolese, pure lui così sovente costretto alla filosofia Svp. I bolzanini hanno capito che non c'è alternativa? Hanno capito che gli si impone solo di dover bruciare». L'ecologista chiede che Apollis pubblichi le domande poste ai 400 bolzanini durante il sondaggio telefonico e mette in discussione il risultato: «Per un diverso modo di gestire una questione così delicata e complessa quale è quella dei rifiuti era diventato passaggio obbligatorio provvedere a far rientrare nei limiti di una presunta accettazione della popolazione uno dei peggio impianti industriali. Il sondaggio sarà ovviamente stato commissionato da chi ha deciso che si debba ottenere una sola risposta: addirittura quella peregrina secondo cui gli abitanti prossimi a Bolzano sud sembrerebbero tra i più favorevoli all'inceneritore».
I Verdi contrattaccano, spiegando che gli ambientalisti trentini si rifanno a dei dati vecchi di venti anni. Il consigliere comunale Helmuth Moroder sottolinea che studi fatti in Germania dimostrerebbero, che gli inceneritori di generazione più moderna non emettono più inquinanti di una normale discarica: «Al momento — sbotta Moroder — non abbiamo altra alternativa che l'incenerimento dei rifiuti. Anzi, possiamo usare l'energia che produce per il teleriscaldamento, mentre una discarica produce le stesse emissioni senza ricavarne niente. Continueremo a spingere affinché la raccolta differenziata arrivi al 60%, ma se la tecnologia moderna non creerà delle alternative migliori dovremmo tenerci l'inceneritore. Gli studi ai quali si riferiscono gli ecologisti di Nimby sono vecchi e sono stati fatti su inceneritori della vecchia generazione».

Susanna Petrone

Corriere dell'Alto Adige, 6 agosto 2006

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