Il depuratore trasforma in gas il rifiuto umido

E’ stata chiesta alla Provincia l’introduzione della nuova tecnologia al Navicello

La proposta di Bazzanella accettata dal consiglio. La struttura sarebbe già oggi in grado di “digerire” tutto il materiale raccolto in città: costa meno del compostaggio e in più elimina il problema degli odori

 

ROVERETO. Smaltire il rifiuto umido costa a Trentino Servizi (e quindi alle tasche dei cittadini) 61 euro a tonnellata. Se verrà realizzato il progetto proposto da Flavio Bazzanella e accettato dal consiglio comunale quel costo scenderà a 50 euro. In teoria con una ricaduta anche sulle bollette, ma di sicuro con un vantaggio anche ambientale: si eviterà la puzza del compostaggio.

Il consiglio comunale ha voluto inserire questa proposta nel piano provinciale di smaltimento di rifiuti che, per la verità, già prevede una simile ipotesi, senza peraltro individuarla. Se Trento la facesse propria Rovereto potrebbe, per prima, partire con questa iniziativa che altri comuni in Italia hanno già sperimentato con successo. Il depuratore del Navicello sarebbe già in grado di rispondere alle esigenze della città: sarebbe solo necessario acquistare la macchina di ricevimento dell’umido. «L’impianto di depurazione - spiega lo stesso Flavio Bazzanella, consigliere nel gruppo di maggioranza dei Democratici con Valduga - è dotato di un digestore anaerobico per la stabilizzazione dei fanghi di supero. Attualmente il digestore risulta essere ampiamente sottoutilizzato e sarebbe in grado di trattare, oltre ai fanghi, un quantitativo di umido pari a circa 5 mila tonnellate all’anno, contro le 3149 tonnellate di umido raccolto in modo differenziato sul territorio comunale nel 2005.» E questo vuol dire che, volendo, si potrebbe trattare anche il rifiuto umido di tutta la Vallagarina.

La particolare tecnologia prevede la “digestione anaerobica” dell’umido: nel giro di una quindicina di giorni gli avanzi della cucina spariscono totalmente e si trasformano in biogas. Attualmente la produzione serve al funzionamento stesso del depuratore, ma è chiaro che a fronte di una produzione più sostenuta, il gas verrebbe ceduto alle linee di distribuzione. «La codigestione - spiega Bazzanella - della frazione organica dei rifiuti solidi urbani con i fanghi derivanti dal ciclo di depurazione delle acque reflue urbane in impianti di depurazione anaerobica, oltre a garantire la stabilizzazione della sostanza organica consente di ridurre drasticamente l’emissione degli odori.» Questo procedimento, infatti, avviene totalmente al chiuso e la tecnologia moderna (di cui il depuratore del Navicello è dotato) permette un funzionamento impeccabile, senza la diffusione di quegli odori che, viceversa, si producono quando la trasformazione dell’umido avviene attraverso il sistema del compostaggio. C’è poi l’aspetto economico, che non è per nulla secondario: un risparmio dei costi di 11 euro a tonnellata su 3149 tonnellate prodotte, a fine anno costituisce un bel gruzzolo che potrebbe trasformarsi in un risparmio sulle bollette di ciascun cittadino.

 

Roberto Tosin

Trentino, 6 agosto 2006

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