Galleria di base a rischio, Peterlini rilancia.

Boato: «Un auspicio, ma occhio alle regole Ue»

«A22, pedaggio più caro per il tunnel»

L’idea è quella di uno «scambio» con Bruxelles:

soldi in cambio di una concessione più lunga

 

TRENTO. L’Autobrennero potrebbe salvare il tunnel del Brennero. Come? Contribuendo alla realizzazione, mettendo a disposizione i fondi accantonati. Si parla di 500 milioni di euro. Un tesoro destinato a crescere se, come propone il senatore della Svp Oskar Peterlini, «si aumentasse il pedaggio sull’asse autostradale. Se ne parla da anni, ma ora potrebbe essere giunto il momento di concretizzare». Pedaggi più alti per «salvare» il tunnel: questa in soldoni la proposta che Peterlini lancerà a Roma. Il deputato verde Marco Boato parla di «un auspicio» ma ricorda che così potrebbe abbattersi la scure dell’Unione Europea. La Bbt, la società che sta curando la progettazione dell’opera, entro l’anno avrà ultimato la progettazione definitiva del tunnel e, sempre entro l’anno, conta di appaltare i lavori per il cunicolo esplorativo. I soldi per queste due fasi ci sono già: 90 milioni di euro per il progetto, 430 per l’esplorazione morfologico e idrogeologica dell’area. È il dopo, ovvero la realizzazione del tunnel che preoccupa. Per la costruzione dell’opera servono 4,8 miliardi di euro, 15 per l’intera linea.

È vero che i costi sono da dividere a metà tra Italia e Austria e che comunque si può contare su un contributo europeo pari al 20%. Ma non basta. Il premier Romano Prodi l’ha detto chiaramente: mancano 115 miliardi, sono a rischio le 19 grandi opere messe in cantiere dal governo Berlusconi, tra queste anche il tunnel.

«Si sapeva - commenta l’onorevole della Margherita Gianclaudio Bressa - che l’elenco delle opere inserite nella Legge obiettivo era drogato: è normale che non ci siano i fondi per attuare. A questo punto si tratta di fare una lista delle priorità e per noi il tunnel del Brennero è una di queste».

«Non solo il tunnel, ma l’intera linea». Il senatore Peterlini insiste, perché in contemporanea all’avvio dei lavori per la galleria di base del Brennero partano anche quelli per il raddoppio della linea ferroviaria dal confine fino a Napoli. «Se così non fosse - dice - ci opporremo alla costruzione del tunnel».

Tutti d’accordo dunque sulla necessità strategica di realizzare la megaopera per rispondere all’aumento esponenziale del traffico dei tir sull’A22. Il problema sono i fondi. Che l’Italia non ha.

Il problema però non è insuperabile. «L’A22 è il nostro asso nella manica - dice Peterlini -. Può contribuire economicamente alla realizzazione del tunnel e al raddoppio della linea. In cambio della proroga della concessione all’A22 per 20-30 anni. L’attuale scade nel 2014».

La proroga automatica però rappresenta un grosso scoglio per l’Ue: le regole comunitarie prevedono infatti che venga bandita una gara. Bisogna trovare il modo per superare l’ostacolo. «Il tema - assicura Bressa - è nell’agenda del governo, a settembre. Si troverà una soluzione, perché l’opera è troppo importante».

Più cauto l’onorevole verde Marco Boato: «L’Unione Europea ha regole assai rigide, e l’Italia sta già rischiando sanzioni su altri rinnovi di concessioni, facendoci pagare la demagogia del governo Berlusconi. Quello del tunnel sarà uno dei problemi da porre nella nuova Finanziaria. Una cosa dev’essere chiara: non ha senso fare il tunnel senza una garanzia sulle tratte d’accesso a Nord e a Sud, e al momento questa garanzia non c’è», conclude Boato.

Ottimista anche Peterlini che annuncia l’arrivo a Bolzano, in autunno, del ministro per le infrastrutture Di Pietro, per parlare con i rappresentanti della Provincia. Il senatore della Svp spera di dare un’accelerata all’operazione e in quell’occasione si potrebbe anche parlare di aumento del pedaggio dell’A22. «Il risultato - assicura il senatore della Stella alpina - sarebbe duplice: accantonare i soldi da usare per la realizzazione del tunnel e ridurre traffico e inquinamento».

Detta così sembra semplice. Non lo è. Le tariffe sull’autostrada non le decide l’A22 ma il Cipe (Comitato interministeriale prezzi). Inoltre la politica europea - che cerca di favorire in tutti i modi la libera circolazione di uomini e mezzi - è contraria ad aumentare le tariffe.

 

Trentino, 7 agosto 2006

 

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