Lettere al giornale

 

Caro Dellai, l’inceneritore inquina certamente

 

Tra le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Dellai a Malga Pozze di Pellizzano venerdì 4 agosto una, in particolare, merita, a mio parere, di essere commentata. Il Presidente afferma: “Se pensassi che l’inceneritore è inquinante non lo metterei né a Ischia Podetti né altrove”. Ebbene, se c’è un aspetto su cui tutti, tecnici e comunità scientifica, concordano è proprio il dato scientifico dimostrato che gli inceneritori inquinano. Poco o tanto, ma inquinano. E non può essere altrimenti, vista l’estrema eterogeneità del loro combustibile e considerato che non esiste e non esisterà mai una forma di depurazione totale, dato il fatto che, tra gli oltre 250 composti emessi, molti non sono stati individuati. E’ chiara, al riguardo, la comunicazione della Commissione dell’Unione Europea: “...i progressi tecnologici e normativi finalizzati alla “riduzione” (non eliminazione!) delle emissioni inquinanti hanno compiuto un percorso parallelo con l’incremento delle conoscenze degli effetti tossici:...le caratteristiche tossiche delle sostanze emesse sono state sottovalutate”. Ed aggiunge: “sono necessari ulteriori interventi di riduzioni dell’esposizione”. Perché questa raccomandazione, se gli inceneritori non fossero inquinanti? Altrettanto chiaro, al riguardo, un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità dal quale emerge che, attraverso una review del 2004, ben 2/3 degli studi condotti con rigore scientifico in zone attigue ad impianti di incenerimento documentano un aumento degli effetti cancerogeni ed un significativo incremento di mortalità nelle aree circostanti.

Particolarmente inquietanti i risultati degli studi condotti dal prof. Montanari sulle “nanoparticelle” e sulle “nanopatologie”, che sono triste privilegio proprio dei più moderni impianti! Ad aggravare il tutto, nel nostro caso specifico, la localizzata scelta: Ischia Podetti sarà baricentrica, come si afferma nel 3º aggiornamento del Piano Rifiuti, ma è il peggio del peggio dal punto di vista meteorologico. E’ la memoria storica a dirlo e lo stesso Studio di Impatto Ambientale lo conferma (pag 63, cap.IV): “ se lo stesso impianto fosse ubicabile in un contesto orografico più aperto ne risulterebbe un impatto, nel punto di massimo, su media annua, che sarebbe presumibilmente compreso fra il 10 e il 20% di quello che si ottiene con la presente ipotesi localizzativa”. I paragoni con Friburgo dell’assessore Gilmozzi sono ridicoli, considerando proprio le condizioni meteo completamente diverse tra le due città! A fronte di queste considerazioni e dato il peso delle evidenze raccolte che dimostrano il rapporto causale tra emissioni degli inceneritori e gravi patologie, credo non sia possibile, nemmeno per il Presidente Dellai, negare l’ equazione: inceneritore = inquinamento = danno ambientale e, quindi, danno alla salute umana. Dimostrata la quale, coerenza vorrebbe che il nostro Presidente mantenga fede alla parola data: “se l’inceneritore inquina non va fatto né a Ischia Podetti, né altrove”. Ma non si pretende tanto; è del tutto lecito, invece, attendersi che il Presidente accetti, finalmente, un chiarimento-confronto chiaro ed obiettivo sul tema delle potenzialità inquinanti delle emissioni del futuro inceneritore: lo richiedono i cittadini, lo richiede la democrazia. E sarà nostro impegno produrne l’occasione.

 

Lorenzo Lorenzoni

assessore ambiente Lavis

 

Trentino, 9 agosto 2006

 

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