Lettere al giornale

 

Perché Messner è a favore dell’eurotunnel?

 

Da appassionato di montagna non si può non conoscere un personaggio di spicco dell’alpinismo mondiale come Reinhold Messner, fra le cui tante imprese figura quella di essere stato il primo uomo a scalare tutti i 14 ottomila della terra. Non può che esserci ammirazione per l’“alpinista” Messner, per il modo di affrontare le sue spedizioni in “stile alpino”, ma, personalmente, ho qualche appunto da fare all’“uomo” Messner. Ricordo, per esempio, il forte scalatore altoatesino quando, qualche anno fa, durante il suo mandato come deputato dei verdi appariva su riviste austriache pubblicizzando fucili da caccia, senza soffermarsi su altri atteggiamenti a dir poco bizzarri verso animali come gli orsi polari o gli yak ed ora lo scopro anche politicamente impegnato a promuovere l’Eurotunnel.

Quella di portare le merci su rotaia sarebbe di per sé una lodevole iniziativa se servisse a levare i tanti camion dalle strade e l’inquinamento che provocano durante i loro viaggi: ma siamo proprio sicuri che il tunnel risolva questi problemi? E, soprattutto, sono state valutate tutte le conseguenze che questa opera faraonica avrebbe sulle tanto amate montagne sudtirolesi? Una galleria di 56 Km nella “pancia” delle Alpi significherebbe sicuramente circa 15-20 anni di cantieri, quindi come primo impatto si avrebbe un effetto opposto, con un incremento dei tanto “odiati” camion che servirebbero per effettuare i lavori, e poi, tutto il materiale di scarto dove finirebbe? Magari ci si potrebbe fare una “Euromontagna”... Il tutto senza contare danni idrogeologici attualmente incalcolabili come la distruzione di falde acquifere, visto che è già data per sicura la perdita delle Terme del Brennero. Una ferrovia esiste già, ed è sottoutilizzata, perchè non limitarsi ad ammodernare quella? Ma tutte queste merci che viaggiano in modo dissennato da una città all’altra dell’Europa sono proprio così indispensabili? Non basterebbe, forse - solo con un po’ di buon senso - limitarne il flusso invece di “adeguare” il mondo a questo folle sistema?

Caro Messner, che in una comunità relativamente piccola come quella altoatesina una mega opera del genere avrebbe una ricaduta economica enorme non ci sono dubbi, ma è possibile che anche l’Alto Adige ed i suoi abitanti, tradizionalmente così attaccati alla loro terra, siano disposti a “svendere” per il vil denaro il loro patrimonio ambientale? Forse tutti quei turisti che amano venire in vacanza in posti incantevoli come la Val di Vizze, in cerca di pace e tranquillità, non saranno così contenti di trovarsi in mezzo ad un rumoroso cantiere e l’Eurotunnel, ancor prima delle merci, porterà via loro...

 

Massimo Ruzzenenti

Trentino, 9 agosto 2006

 

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