Quel sondaggio è un bluff

 

Perché fare un sondaggio sull’inceneritore a decisione già presa? Chi lo ha commissionato? A chi e come è stato commissionato il sondaggio? Quanto è costato? Qual’era il fine del sondaggio? Se la popolazione si fosse espressa contro l’inceneritore (era previsto?) la Provincia avrebbe cambiato idea sull’inceneritore? Quali i motivi per cui è stato fatto? Paura del Referendum popolare, risposta alla bandiera nera regalata alla nostra Provincia da Lega Ambiente, tentativo di far digerire quella specie di raccolta differenziata che si vuol far fare a Bolzano?

Il risultato sono le reazioni di vittoria ridicole e fuori misura da parte degli assessori Ladinser e Laimer, che tentano in questo modo di chiudere qualsiasi discussione sull’utilità di un mega inceneritore a Bolzano, non rendendosi conto che in epoca di sprechi e di consulenze dorate, forse sarebbe stato più utile per i cittadini che i denari investiti per il “sondaggio” fossero impiegati finalmente per un serio studio di impatto sanitario complessivo del nuovo inceneritore sulla città di Bolzano. Concordiamo invece con il dottor Angelucci sul fatto che c’è bisogno di maggior informazione sul tema (ma chi dovrebbe farla se solo grazie al lavoro del Comitato si è sviluppato negli ultimi tempi un dibattito su tema dei rifiuti, fino allora completamente assente, anzi occultato), e concordiamo che un opinione pubblica disinformata segue le sensazioni e forse in questo caso incide in maniera fondamentale l’atteggiamento dell’intervistatore. Comunque sia, rimane il bisogno di un momento di riflessione e di democrazia. La gente sa poco, non è stata informata e men’che meno coinvolta, bisogna trovare un momento di grande informazione, non unilaterale e di partecipazione popolare, che non può che chiamarsi referendum popolare, senza isterismi e politicismi, e soprattutto senza valenze etniche, ma solo come momento di informazione e dibattito su un tema, quello dei rifiuti, che influenzerà, dal punto di vista dei comportamenti, dell’ambiente e della salute, la vita dei cittadini di Bolzano. Ci sembrerebbe logico che a proporre questo referendum fossero le forze storicamente più impegnate sui temi ambientali oppure quelle che hanno come bandiera la partecipazione dei cittadini, ma temiamo che queste forze abbiano ormai abdicato al loro ruolo, e siano piombate, su certi temi, in un silenzio assordante.

Anzi, da questo silenzio emerge con coerenza, di cui bisogna dargli atto, il consigliere Comunale Moroder, che al contrario di altri suoi colleghi di partito che predicano bene ma razzolano (votano) male, esprime una posizione completamente favorevole alla costruzione del mega-inceneritore, garantendone la massima sicurezza per la salute dei cittadini e affermando che non esistono alternative e che l’incenerimento è la soluzione migliore per il problema dei rifiuti. Certo è la soluzione più semplice, più costosa, più dannosa e certamente più stupida. Riduzione dei consumi, riciclaggio, differenziata non sono alternative valide per il nostro, che sposa in questo modo completamente la linea dell’SVP: differenziata soft e incenerimento. Crediamo che non si possa parlare di Kyoto, di globalizzazione, di cambio climatico e assumere posizioni ambientaliste sui problemi della terra e razzolare così male sui temi locali. Crediamo che da una coerenza e anche da un bisogno di modificare i comportamenti complessivi nel nostro quotidiano locale, debba nascere un nuovo atteggiamento nei confronto della nostra unica Terra.

Per riaprire il dibattito, per incominciare a informare i cittadini, e per farli partecipare alla vita della loro città è quindi auspicabile che un gruppo di cittadini possa farsi carico, con l’aiuto delle forze più sane e più indipendenti della città, di portare avanti autonomamente un Referendum contro la costruzione di un nuovo-mega inceneritore.


Claudio Vedovelli

Comitato Lavoro & Salute

 

Alto Adige, 9 agosto 2006

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