Rizzoli: “Né il sindaco né i camici bianchi tutelano la salute pubblica. Le polveri ultrafini sono pericolose”

Inceneritore, i medici sono assenti

Appello di Nimby all’ordine professionale “latitante”

 

Appello di Nimby alla classe medica. Il comitato anti-inceneritore, guidato da Adriano Rizzoli e Simonetta Gabrielli, fa notare che l’ordine dei medici di Modena si è schierato contro il progetto di doppio inceneritore. “Pare superfluo – si legge in una nota – sottolineare che, in provincia di Trento, l’ordine dei medici e dei farmacisti non si è mai espresso sulla tematica dell’inceneritore ma anche, più in generale, sul tema ambiente e salute. E in questa situazione di preoccupante latitanza dell’amministrazione pubblica e para-pubblica, non può non meravigliare l’assenza del sindaco Pacher, anch’egli deputato in primis alla tutela della salute dei suoi concittadini”.

Rizzoli dice che il recente incendio alla Ricicla Trentino di Lavis ha ben evidenziato che i fumi di un qualsiasi impianto industriale vanno dove tira il vento. “E in quel malaugurato frangente hanno interessato le popolazioni di Cadine, del Bondone e della Valle dei Laghi. Sarebbe bastato che l’incidente fosse avvenuto in altra ora e chi ne avrebbe “beneficiato” maggiormente sarebbero state le zone a nord di Lavis. Se l’acre odore si è sentito anche in tutta la conca dell’Adige con l’inceneritore la puzza non si sentirà, ma le particelle ultrafini ed altri inquinanti, da esso emessi, e non filtrati, verranno comunque respirati dagli ignari cittadini interessati dall’ampia zona di ricaduta dei fumi”.

Gli uomini e le donne di Nimby trentino ribadiscono che, con la realizzazione dell’inceneritore, si prospetta un grande pericolo: l’immissione nell’atmosfera di polveri ultrafini (pm2,5 e inferiori), che non vengono nemmeno sistematicamente monitorate”.

Rizzoli critica il governatore Lorenzo Dellai: “Se alcuni rappresentanti della politica hanno spesso sostenuto che la questione dello smaltimento dei rifiuti è “materia” per tecnici, risulta alquanto incomprensibile che gli stessi si improvvisino, di tanto in tanto, garanti della salute pubblica con affermazioni di scarso o nullo tenore scientifico. Soprattutto se esternate in solitario monologo e mai dinanzi a un pubblico contraddittorio. Sono forse gli stessi che non hanno mai voluto partecipare alla ventina di incontri finora organizzati dai cittadini, stranamente più sensibili e attenti di chi è preposto istituzionalmente a farlo”.

 

l’Adige, 9 agosto 2006

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