“Inceneritore, Ordine dei medici latitante”

Il dottore accusa: “Ha risposto ma lavandosene le mani”

 

Brutte notizie per il dottor Stefano Bosetti, consigliere comunale di Trento che da tre anni si professa contrario alla realizzazione dell’inceneritore. Brutte notizie per lui, ma non solo.

Sul giornale di ieri l’esponente di Trento Democratica (che di professione è medico) aveva auspicato una presa di posizione del proprio Ordine professionale sul progetto dell’inceneritore. Un intervento che era seguito alla sollecitazione del Comitato anti-inceneritore, secondo cui nel dibattito sulle polveri inquinanti e sul progetto di Ischia Podetti i medici sono del tutto assenti.

Brutte notizie, dicevamo, ed a portarle di prima mano è Lorenzo Lorenzoni, assessore alla sanità del comune di Lavis e collega di Bosetti. “Non è vero che il nostro Ordine non si è espresso in materia - rivela -. Purtroppo il direttivo rispondendo ad una mia precisa richiesta, l’ha fatto (ed anche molto recentemente) lavandosene però pilatescamente le mani”.

Da anni impegnato nella battaglia contro l’inceneritore che ritiene una pericolosa fonte di inquinamento, il dottor Lorenzoni il 2 agosto scorso si è incontrato su appuntamento con il presidente dell’Ordine dei medici Giuseppe Zumiani. “Ciò che ho chiesto è stato molto semplice: visto che la principale finalità dell’Ordine è la salvaguardia della salute dei cittadini la mia domanda è stata se l’Ordine non si sentisse in dovere di chiedere formalmente al presidente della Provincia Dellai garanzie sulla sicurezza dell’impianto progettato a Ischia Podetti” spiega Lorenzoni.

Zumiani, vista la delicatezza della materia, non ha risposto su due piedi, preferendo investire della questione il consiglio direttivo.

La replica pur non essendosi fatta attendere, per il medico lavisano è stata forse peggio del silenzio.

“Il direttivo - si legge nella lettera datata 3 agosto - ha espresso perplessità in ordine ad un ruolo attivo dell’Ordine su questioni che implicano scelte tecniche e posizioni politiche”. Parole chiarissime per esprimere la volontà di eludere sul tema un confronto a viso aperto con la politica che in altre province c’è stato. “A Modena e a Ferrara, tanto per citare due esempi, gli Ordini dei medici hanno fatto sentire la loro voce sugli inceneritori, mettendo in guardia la politica dai rischi derivanti dalle immissioni di inquinanti nell’aria - fa notare Lorenzoni -. Qui da noi nulla: l’Ordine dei medici preferisce astenersi, quasi nel timore di disturbare qualcuno. La cosa che fa sorridere amaro - aggiune l’assessore lavisano - è che dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, il direttivo del consiglio nella risposta ha cercato di rientrare nei binari dei propri compiti istituzionali aggiungendo la seguente frasetta: “È chiaro che l’Ordine sarà pronto a intervenire a sostegno di ogni eventuale questione relativa alla salute pubblica”. Un po’ poco, visto che la finalità primaria dell’Ordine dei medici – ribadisco – è la salute pubblica, bene da tuletare prima che da curare”.

 

l’Adige, 12 agosto 2006

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