Lettere&Commenti

 

No all'inceneritore, per i giovani

 

In occasione dell'incendio sviluppatosi alla Ricicla di Lavis abbiamo avuto la possibilità di vivere e riflettere, ancora una volta, sul problema dell'inquinamento e delle sue gravi conseguenze a livello ambientale e quindi di salute.

Ho avuto modo più volte, come tante altre persone, di esprimere il mio dissenso in fatto d'inceneritore.

Oggi vorrei rivolgermi ai giovani, direttamente interessati al futuro; premetto che io non mi occupo di politica, ma mi preoccupo di tutto quello che mi circonda, soprattutto se la posta in gioco è la salute. Essa è un diritto irrinunciabile.

Non posso lavarmi le mani, come Pilato, e dar retta a molte persone che affrontando quest'argomento mi rispondono: ma lassa perder, tanto noi fra zinque o dese ani chissà dove saremm... Non posso e non voglio lasciar perdere. I politici, da noi delegati, hanno l'obbligo di trovare soluzioni idonee e meno invasive possibili in ogni circostanza, a tutela di ciò che ci è necessario per condurre una vita sana, in armonia con il nostro habitat.

Non vi sembra illogico andare contro questo Trentino, che ha per logo una farfalla, conosciuto e visitato per l'aria salubre, le montagne, le passeggiate e soprattutto rinomato per i suoi prodotti agricoli doc? A mio modesto avviso, è a dir poco paradossale: è come se per una frattura ad un arto, anziché ingessarlo, vi proponessero subito l'amputazione!

Ci vogliono convincere che l'inceneritore sia una scelta obbligata, che la raccolta diversa spinta sia impossibile: tutto ciò nasconde «la non volontà politica» di scelte alternative, che adottate in altre regioni si sono rivelate giuste.

Perché da noi non si può provare? Non è comprensibile. Mi viene detto che «ormai è una questione politica». Cosa significa? Qualunque sia la risposta, in ogni caso, voglio ripresentare l'invito che Sandro Schmid, in occasione di un suo intervento simile a questo, ha rivolto a chi ci governa, ed è quello di voler considerare e abbandonare la scelta inevitabile dell'inceneritore. Rivedere le scelte politiche su temi in rapida evoluzione, come quello dei rifiuti, non è debolezza ma al contrario è saggezza che sarebbe ben accolta e riconosciuta dai cittadini e dalle generazioni future: saggio è riciclare e non incenerire.

E vorrei terminare con un monito: «La terra trentina non è nostra, ci è stata data in comodato da chi ci ha preceduto e dovremo consegnarla a chi ci precederà, gestendola con la cura del buon padre di famiglia!».

A voi ragazzi le dovute riflessioni sul tema, con l'augurio che le vostre aspettative trovino conferme e i vostri ideali non vengano «inquinati» da interessi materiali.

 

Paola Zambonin - Lavis

l’Adige, 13 agosto 2006

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