Inceneritore, i Comuni chiedono i costi

Il Consiglio delle autonomie mercoledì esprimerà il parere sul piano rifiuti

 

Il Consiglio delle autonomie, l'organismo di rappresentanza di Comuni e Comprensori, mercoledì pomeriggio si riunirà, nonostante il periodo di vacanza, per esprimere un parere sul terzo aggiornamento del piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, che prevede, oltre all'obiettivo di una raccolta differenziata al 65%, anche la realizzazione del contestato inceneritore da 103 mila tonnellate di rifiuti l'anno.

Il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, infatti, ha fatto sapere ai sindaci di voler approvare il piano già nella giunta di venerdì 18 agosto, considerato che del documento si discute dalla fine di aprile, quando ci fu il primo passaggio in giunta.

Per questo ha fissato, sempre per il giorno dopo Ferragosto, anche l'incontro che le associazioni ambientaliste gli stanno chiedendo da tempo e nel corso del quale intendono invitarlo a «sospendere ogni decisione sull'inceneritore».

«Il parere del Consiglio delle autonomie - spiega il presidente Renzo Anderle - non è obbligatorio per legge, ma noi abbiamo deciso di esprimerci vista l'importanza del piano, anche se singoli Comuni hanno già presentato le loro osservazioni. Abbiamo avuto alcuni incontri, con i tecnici della Provincia e anche con le associazioni ambientaliste: mercoledì cercheremo di fare sintesi delle posizioni, che sono diverse tra le amministrazioni comunali. È chiaro, infatti, che per la maggior parte dei Comuni il problema è quello di liberarsi dei rifiuti e dunque è più facile accettare l'ipotesi inceneritore. Non è così per chi l'impianto ce l'avrà vicino a casa. Io mi auguro che il Consiglio delle autonomie riesca ad esprimere un parere all'unanimità. Tutti del resto siamo d'accordo sull'obiettivo della raccolta differenziata previsto dal piano (il 65%) e chiederemo di andare anche oltre se possibile, ma riteniamo che non si possa pensare di avere un residuo zero e quindi ci dobbiamo fare carico del problema di smaltire quel che resta».

Chi ha seguito più da vicino la questione del piano provinciale dei rifiuti per conto del Consorzio dei Comuni, alla guida di un gruppo di lavoro, è il sindaco di Tesero, Gianni Delladio, che è anche presidente del Comprensorio della valle di Fiemme, tra i primi in Trentino per quanto riguarda i risultati già raggiunti sul fronte della raccolta differenziata.

Delladio rileva alcuni aspetti problematici su cui ancora non sono stati forniti dalla Provincia adeguati elementi informativi ai Comuni. «È chiaro - evidenzia Delladio - che la questione più delicata è quella che riguarda l'inceneritore e per questo riteniamo che l'ultima parola spetti al Comune di Trento, sul cui territorio è prevista la realizzazione dell'impianto. Dobbiamo tenere inoltre conto che all'interno del Consorzio dei Comuni ci sono sensibilità diverse: penso ai Comuni che si trovano sull'asse dell'Adige. Noi dobbiamo rispettare le posizioni di tutti e il parere che verrà espresso mercoledì ne terrà conto e cercherà soprattutto di esigere le più ampie garanzie possibili dalla Provincia, sia per quanto riguarda i parametri ambientali che per la salute».

I sindaci dunque nelle loro osservazioni calcheranno di certo la mano sugli aspetti ambientali e della salute dei cittadini, ma non solo. C'è preoccupazione anche per i riflessi economici di un ciclo dei rifiuti che si conclude con lo smaltimento nel previsto inceneritore a Ischia Podetti e sul quale per il momento la Provincia non ha fornito elementi sufficienti.

«Non abbiamo mica ancora visto - osserva il sindaco Delladio - né i costi dell'impianto, né chi paga e chi gestisce. Come Comuni questo è un argomento che ci tocca particolarmente perché siamo noi poi a dover fissare le tariffe dei rifiuti. Quindi, se la Provincia dice che ha scelto come sistema di smaltimento finale l'inceneritore, allora noi chiediamo di sapere quali saranno i costi, magari comparandoli con soluzioni diverse, come quello di portare i rifiuti residui altrove».

Contro l'inceneritore si sono già espressi i consigli comunali di Lavis e Mezzocorona. Critica è Zambana, mentre il Comune di Mezzolombardo non si è sbilanciato. Trento, nelle sue osservazioni alla Provincia, sollecita invece maggiore coraggio nelle previsioni e nelle politiche di riduzione del rifiuti e l'aumento della raccolta differenziata. Sull'inceneritore chiede che si scelga la migliore tecnologia disponibile e possibilmente un impianto non rigido, capace di adeguarsi se in futuro il rifiuto da bruciare dovesse calare ulteriormente. Si ipotizza anche la strada dell'impianto per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti (cdr) e il suo invio nei cementifici esistenti sul territorio.

 

Luisa Patruno

l’Adige, 14 agosto 2006

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