Egregio consigliere comunale

Helmuth Moroder

 

È probabile che non conosca la serietà con la quale Nimby trentino, assieme ad altre realtà italiane, è impegnato da tempo a informare e contribuire per una soluzione condivisa della questione rifiuti. Portando approfondimenti di varia natura - politica, sociale, culturale, ambientale, sanitaria, economica -, per cercare di rispondere in maniera articolata ad una questione tanto complessa quanto costretta a decisioni politiche niente affatto condivise.

Quanto alle puntualizzazioni e ai numeri da lei riportati nella sua risposta, rileviamo che la sua fonte è, in primis, il gestore dell'inceneritore bolzanino. È come se, per i suoi qualificati approfondimenti sulle questioni del traffico-mobilità, si basasse soprattutto su dati e obiettivi forniti dalle società trasportistiche e/o su quelle che investono su autostrade, tunnel ecc.

Non è chiara la ragione per cui chi obietta all'incenerimento, da più parti ritenuta la via più inquinante, impattante e costosa, è costretto nell'angolo della "polemica". Come se la civile espressione del proprio pensiero debba essere ritenuta un’impropria intrusione anziché un civile contributo al confronto e alla trasparenza. Nemmeno si capisce per quale motivo gli scettici e i contrari vengono inopinatamente dipinti con l'elmetto a difesa di chissà quali "barricate". È un fragile quadro in confronto ai muri eretti da coloro che non hanno ancora voluto un pubblico contraddittorio, sia a livello provinciale che regionale.

Da quali scranni, e per quale insondabile propensione ad un'imperscrutabile senso di responsabilità, vengono talune certezze? Ad esempio, quelle su dati e indipendenti valutazioni sugli effetti sulla salute che anche a Bolzano sono gestiti esclusivamente dall'ente pubblico (non è un caso se, sinora, anche dall'Ordine dei medici di Bolzano non è venuto alcun pronunciamento), pesantemente cointeressato alla partita energetica. Su questo, né lei né il Sindaco, aggiungete una qualsiasi considerazione. Le riporto stralcio di una delle puntate del giornalista Paolo Cagnan, sull'Alto Adige di fine 2004:

"Una formidabile accoppiata (teleriscaldamento e produzione di energia elettrica, ndr), almeno in linea teorica. Lontana per quanto possibile dai riflettori, ma già emersa con evidenza a livello comunale, nei palazzi del potere altoatesino si sta giocando da mesi una partita politico-economica di grande importanza... La questione, complessa e ricca di intrecci, si potrebbe riassumere così: sul teleriscaldamento si è aperta una partita tra la Sel, l'Azienda energetica e la Seab. Tutte e tre vogliono vincere questa sfida... Nel ruolo di sparring partner, poi, c'è Ecocenter, che oggi gestisce l'inceneritore e domani non si sa. C'è l'economia, ma anche la politica: Provincia da una parte, Comune dall'altra. Scontro istituzionale, ma non solo: perché chi vince si tiene i soldi, il potere ma anche le poltrone."

Quasi due anni dopo, quali sono le novità sulle dinamiche e sugli intrecci per la spartizione di soldi, potere e poltrone? Status e prospettive della politica-economia altoatesina andrebbero aggiornati e qualcuno potrebbe aggiungersi con qualche nuovo spunto. Si è mai chiesto se le vere ragioni per cui Comune e Provincia di Bolzano stanno procedendo al potenziamento dell'inceneritore bolzanino vanno veramente incontro allo spirito del decreto Ronchi o delle più recenti direttive europee sulla migliore e seria gestione dei rifiuti?

Il primo imprescindibile elemento - priorità - per una buona pianificazione e gestione è quello della riduzione della loro produzione. Come sarebbe possibile viste le “sfide” suaccennate, con un nuovo inceneritore da - presunte - 140.000 tonnellate vincolato alla necessità di incenerire innanzitutto quel quantitativo fisso di materia?

A maggior ragione, anche l'Alto Adige può gestire la questione rifiuti senza inceneritore. È dimostrabile e pianificabile che la Provincia di Bolzano, nel breve-medio periodo, può residuare un quantitativo di rifiuto indifferenziato, pressoché inerte, pari al peso delle ceneri pesanti e leggere, queste invece tossico-nocive, del vostro progetto dell'inceneritore. Si può sempre imparare copiando i migliori e solo in questa eventualità è possibile andare verso la flessibilità e il miglioramento. Perché, come ripetiamo da anni, non avere inceneritori o pianificare la dismissione degli esistenti, è un'opportunità verso il reale benessere nostro e di chi verrà.

Che la sua propensione alle scorciatoie delle ingegneristiche soluzioni, ben prima di altre, sia il frutto di una sua personale visione, e non degli indirizzi dei Verdi nazionali, è dimostrato dalle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio che, al recente Meeting sull’energia organizzato a San Rossore dalla Regione Toscana, ha dichiarato con assoluta chiarezza di essere contrario all’incenerimento dei rifiuti. L’edizione toscana di Repubblica e La Nazione lo hanno riportato con grande evidenza sottolineando l'irritazione che questa presa di posizione ha suscitato nel presidente della Giunta regionale toscana Claudio Martini.

Forse non è ancora stato informato e non si è accorto che il suo partito sostiene posizioni opposte alle sue. È possibile che non senta il bisogno di chiarire i suoi rapporti con la forza politica in cui è stato eletto?

Altrettanto chiara è la presa di posizione di alcuni Verdi trentini e di altri rappresentanti della pubblica amministrazione trentina che prossimamente digiuneranno, quali anelli di quella "Catena del digiuno" che nel segno della civile contrarietà al progetto dell'inceneritore trentino e della serietà che contraddistingue le motivazioni di una pluralità di persone, associazioni e organizzazioni portiamo avanti da quasi 900 giorni.

Saremo lieti di poterci ritrovare ad un pubblico confronto regionale sul tema rifiuti e sul loro corretto smaltimento; sarebbe novità gradita e apprezzata dalla cittadinanza. Raccogliamo quindi volentieri l'auspicio alla deontologia del confronto citata dal sindaco Spagnolli, confidando in un celere coinvolgimento e invito.

 

Adriano Rizzoli

Nimby trentino

Trento, 14 agosto 2006

 

 

Il nuovo forno

Nimby contro i Verdi: «Tacete sugli intrecci di potere»

 

BOLZANO. Prosegue la polemica a distanza tra il comitato «Nimby» di Trento - oppositore feroce degli inceneritori - e il consigliere comunale verde Helmuth Moroder. Quest’ultimo ha difeso più volte la decisione del suo gruppo di votare a favore della costruzione del nuovo impianto. In particolare, Moroder ha risposto di recente a una critica di Nimby entrando nel dettaglio tecnico del futuro forno: gli standard di sicurezza saranno rispettati, sostiene, così come sono rispettati nell’inceneritore attuale, e il dimensionamento a 130 mila tonnellate è un compromesso accettabile «e comunque il futuro inceneritore può funzionare bene anche a 100 mila tonnellate e anzi con una maggiore efficacia nell’abbattimento dei fumi». Il problema semmai, conclude Moroder, è che gruppi come Nimby sono contrari per principio agli inceneritori.

Ora arriva la replica dello stesso Nimby, firmata da Adriano Rizzoli: «La fonte delle puntualizzazioni e i numeri riportati da Moroder - afferma - è, in primis, il gestore dell’inceneritore bolzanino. È come se, per i suoi qualificati approfondimenti sulle questioni del traffico-mobilità, Moroder si basasse soprattutto su dati e obiettivi forniti dalle società di trasporti e/o su quelle che investono su autostrade, tunnel ecc.»

La tesi di Nimby è chiara: servono informazioni di enti indipendenti. Al momento, dice Rizzoli, «i dati e le valutazioni sugli effetti sulla salute a Bolzano sono gestiti esclusivamente dall’ente pubblico (non è un caso se l’Ordine dei medici di Bolzano finora non ha parlato), pesantemente cointeressato alla partita energetica. Su questo né Moroder né il sindaco aggiungono una qualsiasi considerazione. Quali sono le dinamiche e gli intrecci per la spartizione di soldi, potere e poltrone? Status e prospettive della politica-economia altoatesina andrebbero aggiornati e qualcuno potrebbe aggiungersi con qualche nuovo spunto. Si è mai chiesto Moroder se le vere ragioni per cui Comune e Provincia stanno procedendo al potenziamento dell’inceneritore bolzanino vanno veramente incontro allo spirito del decreto Ronchi o delle più recenti direttive europee sulla migliore e seria gestione dei rifiuti?».

In conclusione, secondo Nimby «anche l’Alto Adige può gestire la questione rifiuti senza inceneritore. È dimostrabile che la Provincia di Bolzano, nel breve-medio periodo, può residuare un quantitativo di rifiuto indifferenziato, pressoché inerte, pari al peso delle ceneri pesanti e leggere, queste invece tossico-nocive, del progetto dell’inceneritore. D’altra parte anche il ministro verde Pecoraro Scanio ha dichiarato con assoluta chiarezza di essere contrario all’incenerimento dei rifiuti...».

 

Alto Adige, 15 agosto 2006

 

 

 

 

I fatti in Alto Adige

Inceneritore, Nimby duro contro i Verdi

Rizzoli: «Moroder tace su intrecci di potere e partita economica»

 

BOLZANO. Prosegue la polemica a distanza tra il comitato «Nimby» di Trento ed Helmuth Moroder, consigliere comunale verde a Bolzano. Quest’ultimo ha difeso più volte la decisione del suo gruppo di votare a favore della costruzione del nuovo inceneritore a Bolzano Sud (foto). Moroder ha risposto di recente a una critica di Nimby entrando nei dettagli tecnici del futuro forno: gli standard di sicurezza saranno rispettati, sostiene, così come sono rispettati nell’inceneritore attuale, e il dimensionamento a 130 mila tonnellate è un compromesso accettabile. Ora arriva la replica dello stesso Nimby, firmata da Adriano Rizzoli: «La fonte delle puntualizzazioni di Moroder - afferma - è il gestore dell’inceneritore bolzanino». La tesi di Nimby è chiara: servono informazioni di enti indipendenti. Oggi, dice Rizzoli, «le valutazioni sugli effetti sulla salute a Bolzano sono gestiti esclusivamente dall’ente pubblico, pesantemente cointeressato alla partita energetica. Quali sono le dinamiche e gli intrecci per la spartizione di soldi, potere e poltrone? Status e prospettive della politica-economia altoatesina andrebbero aggiornati».

 

Trentino, 15 agosto 2006

 

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