Lettere&Commenti

 

I nonviolenti del Sorasass

 

All’inizio ce n’era uno solo. Poi, dopo qualche giorno, i punti luminosi che appaiono di sera sul profilo del Sorasass, sono diventati due.

Sono molto evidenti, e la curiosità iniziale degli abitati sottostanti, ma anche di Trento, è stata presto soddisfatta.

È un presidio di persone, che hanno deciso di praticare per circa un mese una forma di azione nonviolenta (digiuno a staffetta) per contestare la realizzazione dell’inceneritore.

Hanno scelto un posto in alto, quasi a voler simbolicamente dimostrare che le ragioni della loro protesta sono destinate a “vedere lontano”.

Tempo fa, queste persone sono state autorevolmente definite un “comitato di suorine e preti”, a me piace definirli semplicemente “sentinelle”.

E mai come in questa occasione la scelta del posto dove manifestare il loro dissenso rafforza questa mia convinzione.

I tempi della nonviolenza… si sa, sono “tempi lunghi”.

Ma ormai il gioco lo si conosce… prima ti deridono, poi ti combattono… e poi vinci!

Il fallimento del referendum popolare, riguardante la scelta “inceneritore sì/no”, non ha scalfito le circostanziate ragioni di queste persone che, almeno fino ad ora, hanno contribuito con successo al notevole ridimensionamento del progetto iniziale.

Nel frattempo, la raccolta differenziata dei rifiuti ha cambiato le nostre abitudini ed ha stimolato una maggiore sensibilità ambientale, che potrebbe essere ancor più incentivata istituendo dei centri di raccolta materiale “zonali”.

Questi due punti luminosi che appaiono tutte le sere, sembrano lo sguardo di una coscienza che “suggerisce” ostinatamente ad un corpo sociale intorpidito di non cedere alla rassegnazione di credere che non potrà mai influire sulle scelte imposte dall’alto.

Chi mai non desidererebbe un mondo dove la tutela della salute fosse un diritto inalienabile?, come il lavoro, come la pace?

Purtroppo non esistono più diritti inalienabili, esistono solo diritti da riconquistare e da difendere, ed allora ben vengano queste “sentinelle” a ricordarcelo, accendendo “sguardi” sulle montagne.

Sento di dover far arrivare pubblicamente il mio grazie e la mia incondizionata stima a chi, per il bene comune, protesta in modo civile, costante, creativo, ma soprattutto nonviolento.

Rodolfo Carpigo

 

l’Adige, 15 agosto 2006

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