Digiuno in Ecuador

 

Il 15 luglio scorso sono partita per l’Ecuador per trascorrere quattro mesi in una scuola presso una comunità indigena quechu sulle Ande.

Il collegio di Cachisagua si trova a circa 3000 metri ed è una scuola bilingue quechua spagnola, istituita proprio per salvaguardare la cultura e la lingua originaria di questa comunità.

In Ecuador circa la metà della popolazione è di origine indígena e ora si sta creando un movimento molto forte per la salvaguardia delle tradizioni quechu.

Alcune comunità molto forti e unite delle regioni amazzoniche sono riuscite ad opporsi all'estrazione del petrolio da parte di imprese straniere e hanno cosi salvaguardato il loro ambiente.

Ho ritrovato in questa gente delle usanze che da noi si sono perse da anni: la MINGA è il lavoro collettivo in cui tutta la comunità si impegna per aiutare una famiglia nel lavoro dei campi o nella costruzione di una casa.

Si vive in armonia con la natura traendone le risorse necessarie ma sempre nel pieno rispetto dello spirito della terra. Ci sono luoghi naturali sacri come la confluenza dei fiumi l’uno nell’altro.

Mi piace pensare che anche a casa mia ci sia ancora posto per qualcosa di sacro, che non ci sia bisogno di aprire le montagne per creare strade piu larghe, di inquinare l’aria e il suolo solo per permetterci di continuare a produrre tonnellate di rifiuti.

Mi piace pensare che davvero un gruppo di cittadini, lavorando insieme per il bene di tutti, possa costruire un futuro migliore; ora anche assieme ai cittadini del Lazio.

Per questo, da qui, mi unisco alla catena del digiuno promossa da Nimby trentino, in gemellaggio con quella laziale, e mi sento vicina a chi, con la propria presenza, sta cercando di contribuire alla costruzione di un mondo migliore, giorno dopo giorno.

 

Paola Ianes

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