Oltre quattro anni fa l’ultimo confronto sul tema dello smaltimento delle immondizie

Inceneritore, un abisso tra Dellai e ambientalisti

Ieri l’incontro: le distanze restano incolmabili.

Domani in Giunta il piano rifiuti

 

TRENTO. Incontro infuocato quello di ieri sera tra Dellai e le associazioni ambientaliste. Oggetto in questione: l’inceneritore di Ischia Podetti, ovviamente. Dibattito costruttivo a tratti, ma rimangono distanze apparentemente incolmabili. Confronto che non porterà a modifiche sostanziali, visto che il governatore vuole portare domani in Giunta l’approvazione del terzo aggiornamento sullo smaltimento dei rifiuti. Ma le associazioni promettono: «Non finisce qui, l’inceneritore non lo vogliamo».

Quattro anni e un mese: tanto è passato dall’ultimo incontro tra le associazioni ambientaliste trentine e il presidente della Provincia sulla «questione rifiuti». Questo confronto, durato oltre due ore, non è cominciato nel migliore dei modi, quasi la «stagione della tenerezza» del governatore tardi a cominciare. Dellai, infatti, è apparso piuttosto sbrigativo, concedendo poca attenzione all’esperto Alberto Zangirolami, che elencava gli elementi di contrasto delle associazioni rispetto al terzo aggiornamento provinciale del piano di smaltimento rifiuti. La cui approvazione in Giunta è prevista per domani, o al massimo tra due settimane, togliendo valore ad un confronto che è apparso costruttivo a tratti, pur nel completo mantenimento delle rispettive posizioni.

Presenti all’incontro gli assessori Mauro Gilmozzi e Silvano Grisenti, oltre ai rappresentanti di Nimby Trentino, Legambiente, Italia Nostra, Wwf, Cipra e Mountain Wilderness.

All’inizio si è quasi rischiato che il confronto venisse sepolto dalla battaglia di dati scatenatasi tra i due tecnici: Zangirolami e Giovanni Gardelli, responsabile del servizio provinciale per le politiche di gestione dei rifiuti. Oggetto delle critiche delle associazioni ambientalisti soprattutto l’ultima parte del piano, cioè quella dello smaltimento dei rifiuti attraverso l’impianto di incenerimento, ma anche la mancanza di obbiettivi qualitativi sul materiale differenziato e di linee guida per fare in modo che gli amministratori locali raggiungano il 65 per cento prefissato di raccolta differenziata. Altro punto nodale la composizione delle 100 mila tonnellate bruciate ogni anno dal futuro impianto di Ischia Podetti: secondo Zangirolami la cifra sarebbe gonfiata (includendo nel conteggio i rifiuti non assimilabili) per giustificare un impianto di quelle dimensioni. Secondo l’esperto delle associazioni, infatti, se venisse ulteriormente ridimensionato non sarebbe economicamente sostenibile. A questo Gardelli ha risposto che comunque quei materiali devono essere eliminati in qualche maniera.

Su altre questioni l’incontro potrebbe aver aperto degli spiragli: Adriano Rizzoli di Nimby ha ribadito la necessità di effettuare uno studio sui danni provocati dalle emissioni dell’impianto e l’assessore Gilmozzi ha risposto prontamente: «Lo faremo». Meno probabile l’accoglimento delle richieste delle associazioni di studiare nuovamente delle soluzioni alternative all’inceneritore e di rinviare ulteriormente la sua costruzione.

Simonetta Gabrielli, presidente di Nimby Trentino, ha commentato così l’incontro: «Siamo contenti di essere stati ascoltati dopo tanto tempo, anche se siamo convinti che ci sia ancora molto da fare per raggiungere i nostri obbiettivi. Rimaniamo fermi sulle nostre posizioni e per questo continueremo ad opporci all’impianto di incenerimento, consapevoli che sempre più cittadini sono dalla nostra parte». Dello stesso parere anche Maddalena Di Tolla, presidente della sezione trentina di Legambiente, che ha aggiunto: «Apprezzo particolarmente l’atteggiamento dell’assessore Gilmozzi, che si dimostra sempre attento nei confronti dei suoi interlocutori. Ma vorrei ricordagli che la strategia “zero rifiuti”, da lui citata per sottolineare l’insostenibilità delle nostre tesi, riflette semplicemente un approccio centrato non sullo smaltimento ma sulla riduzione al massimo dei rifiuti».

 

Silvia Conotter

Trentino, 17 agosto 2006

 

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