Per Napolitano e Prodi una città blindata

Digos in allarme per possibili dimostrazioni di Disobbedienti e Nimby. Corteo nel mirino

 

TRENTO. Per un’occasione senza precedenti (la contemporanea presenza in città delle due massime autorità dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premier Romano Prodi) si stanno allestendo misure di sicurezza eccezionali. Le forze dell’ordine ed il Commissariato del Governo stanno valutando due possibili azioni di “disturbo” del protocollo, entrambe ad opera dei movimenti, concentrate su sabato pomeriggio. Dove? Tra piazza Venezia dove ci sarà una deposizione di corone al monumento a Degasperi, ed il teatro Sociale dove verrà consegnato il premio a Ciampi.

Una zona piuttosto ampia che dovrà essere prima bonificata e poi pattugliata con la massima attenzione. In particolare verranno sigillati i tombini e verranno asportati i cestini dei rifiuti, possibili nascondigli per oggetti contundenti, bombolette spray, materiale esplodente e via dicendo.

Non è un segreto che l’associazione “Nimby” abbia intenzione di fare avere al capo dello Stato una sorta di appello contro la costruzione dell’inceneritore di Ischia Podetti, ma la richiesta di un faccia a faccia (seppure brevissimo, il tempo di dargli il documento) tiene in ansia il Commissario del Governo Alberto De Muro. Qualche fonte di “intelligence” della polizia arriva a temere la possibilità che gli ambientalisti creino qualche forma di disturbo al corteo presidenziale. Ma non è tutto. Carabinieri e Digos stanno monitorando da vicino anche i “Disobbedienti”, pronti a sottolineare al presidente della Repubblica tutta la loro contrarietà per quella legge sull’immigrazione firmata proprio da Napolitano e da Livia Turco. I Disobbedienti si sono sempre segnalati per la fantasia e l’imprevidibilità delle loro azioni di disturbo, arrivando ad inscenarne persino alla festa della polizia.

Per quanto riguarda il programma si va facendo sempre più fitta l’agenda trentina del vincitore del “premio Degasperi 2006”. Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sabato mattina salirà a Stava in compagnia di Lorenzo Dellai, prima di recarsi a visitare la mostra clou dell’estate, quella del Romanino, al Buonconsiglio. Ma Ciampi arriverà in Trentino già domani pomeriggio, in elicottero da Verona, a Pieve Tesino, dove prenderà parte (ed il programma all’inizio non lo prevedeva) all’inaugurazione della casa natale dello statista trentino. Con lui il cardinale Achille Silvestrini e Giulio Andreotti. Ciampi assisterà poi, alle 18, a Borgo alla “Lectio magistralis” del costituzionalista Ugo De Siervo, dedicata alle vicende che portarono alla nascita della Regione Trentino Alto Adige. Serata all’insegna del relax con la cena di gala a Villa Margon, a Ravina.

Sabato mattina, ed è la notizia che il presidente della Fondazione Stava Graziano Lucchi attendeva da tanto tempo, Carlo Azeglio Ciampi salirà in valle di Fiemme, sui luoghi che furono della tragedia e che oggi sono (e dovranno rimanere) della memoria. Il primo incontro tra Stava e Ciampi risale ancora quando l’allora presidente della Repubblica ricevette in udienza al Quirinale, a Roma i promotori della Fondazione Stava 1985. La delegazione era guidata dal presidente dell’Associazione Sinistrati Val di Stava Graziano Lucchi ed era stata accompagnata dall’allora onorevole Giuseppe Detomas. Ne facevano parte la allora presidente della Regione Trentino Margherita Cogo, lo scario della Magnifica Comunità di Fiemme Elvio Partel, i sindaci di Tesero Giovanni Delladio, di Longarone Pierluigi De Cesero e di Cavalese Mauro Gilmozzi. Nel suo discorso al Capo dello Stato Lucchi sottolineò come lo scopo della fondazione fosse quella di contribuire a fare in modo che avvenimenti prevedibili ed assolutamente evitabili come la catastrofe della Val di Stava e le tragedie del Vajont e del Cermis non debbano funestare ancora la vita della nostra Nazione.

Ciampi spiegò a Lucchi di volerne appoggiare l’attività ed accordò alla Fondazione Stava 1985 l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. E lo scorso anno, per i 20 anni, scrisse: «Sono trascorsi vent’anni dal lutto che ha colpito la Val di Stava e tutta la nazione. Il ricordo di quelle immagini di dolore e distruzione, dell’orrenda violenza del fango, che travolse uomini e cose, scuote ancora nel profondo la coscienza degli italiani. Commemorare oggi questo drammatico avvenimento è un giusto tributo a quanti persero la vita e a tutti coloro che si adoperarono nei soccorsi e nella ricostruzione. La memoria è un dovere e deve concorrere a rafforzare l’impegno e la responsabilità comune di istituzioni e società civile per rendere sempre più efficaci le condizioni di tutela del territorio e di sicurezza delle popolazioni. È con questo animo che mi unisco idealmente alle famiglie delle vittime e invio alle autorità e a tutti i presenti un saluto partecipe».

Al ritorno da Stava, nel pomeriggio, alle 17, Ciampi sarà insignito del “premio Degasperi” al Sociale, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi. Alla cerimonia di consegna del premio ci sarà anche il vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti. Una festa che catapulta il Trentino sulla scena nazionale.

 

Gianpaolo Tessari

Trentino, 17 agosto 2006

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