COMUNICATO STAMPA

 

Sbrigate le pratiche degli estivi "coinvolgimenti", la Giunta provinciale ha deliberato anche su questo ennesimo sudato passaggio della lunga partita dell'inceneritore, approvando il suo terzo aggiornamento del Piano di smaltimento dei rifiuti.

Qualche flebile sussulto sugli aspetti, tuttora insoluti e/o elusi, dei costi, degli impatti sanitari e ambientali ecc. e con pochi intoppi su quella malagevole strada verso l'inceneritore. Intrapresa sin dai tempi sospetti della fine del secolo scorso e tale mantenuta per oscure ragioni, sempre più carente di bussole, di qualche traccia di nuova etica e di diversa cultura. Solo qualche sottomesso interrogativo da parte di qualche sindaco "incosciente", prontamente tacitato dalle rassicurazioni del buon padre di famiglia che sembra potrà provvedere ad "eventuali" aggravi alle tasche dei cittadini con quanto rimarrebbe nelle tasche dei medesimi. Un'altra invenzione nostrana su come si potrebbero gestire le risorse pubbliche.

Ma, proprio nel momento in cui si richiudono i portoni dell'aula provinciale, crescono consapevolezza e conoscenze sulle possibilità di poter e dover comportarsi, tutti, diversamente nei confronti di quanto compriamo e "buttiamo". Crescono condivisione e nuove presenze a fianco delle ragioni dei contrari, in ragionata e costruttiva proposizione rispetto alla sempre più datata obbligatorietà della scelta provinciale.

Grado di attenzione da parte dell'opinione pubblica che è destinato a maturare ancora, al di là dello zelo con cui un sempre più ridotto manipolo di temerari difende la sua personale soluzione del problema, verso la "termovalorizzazione" di quel rifiuto residuo che solo aggiunge nuovi problemi e criticità. Residuo così tenacemente mantenuto a certi livelli di produzione se si legge la nota portata dalla PAT alle nostre osservazioni al Piano, appena approvato, sulla produzione della frazione delle plastiche:

"Per quanto riguarda la plastica... Fissare una resa più alta significa chiedere uno sforzo al cittadino per differenziare un materiale la cui destinazione è comunque il recupero energetico."

E' tutto così calcolato e così "residuo", anche la speranza di portarsi a casa quel poco che resta di quel "salvabile", inutile e costoso camino.

 

Salvatore Ferrari

Adriano Rizzoli

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