Egregio consigliere Moroder

 

Ci siamo conosciuti a Bolzano, nel luglio del 2001, in occasione di quell’Euromediterranea, in memoria di Alexander Langer, dove all’interno di un ricco happening di eventi culturali, un supposto processo alla A22 e alle sue complesse problematiche, aveva coinvolto un nutrito gruppo di lavoro per una intera settimana. Conservo ancora il Suo articolo, apparso sul magazine di inter-cultura - Una Città -, in cui denunciava l’aumento del traffico su gomma della A22 pari al 400%, entro dinamiche economiche folli: latte bavarese trasportato in Grecia per ritornare in Germania e trasformato in yogurt, frutta esotica che, attraverso le rotte del Mediterraneo, sale per l’Atlantico, approda in Olanda, entra in Europa e ridiscende per l’Italia...

Era un messaggio forte che faceva intuire con chiarezza l’usura ai danni dell’ambiente, i rischi per la salute di chi vive nei luoghi attraversati dalla famigerata autostrada, e del cibo che qui ha origine (i pascoli e il latte della Val d’Isarco, ad es.).

Ho desiderato partire da questo antefatto per meglio arrivare al soggetto di questa mia lettera: la Sua risposta a Nimby trentino, relativa all’utilizzo, anche in terra sud tirolese dell’inceneritore, quale unica e idonea soluzione allo smaltimento dei rifiuti.

Le Sue considerazioni in merito, per altro in contraddizione con quanto espresso dal Ministro Pecoraro Scanio, sconcertano per più motivi: anzitutto perché, da consigliere verde, mai accenna alla parola “etica”, a quella morale capace di proteggere la natura in quanto “orizzonte non oltrepassabile”, per usare le parole di Umberto Galimberti, trattando la stessa semplicemente come materia subordinata alla tecnica. Il tentativo poi di rassicurare le coscienze allertate da Nimby trentino, riportando dati e parametri sui residui da combustione, non solo non tranquilizzano, ma inquietano e preoccupano perché è risaputo come, a livello legislativo, gli standards sulle soglie di accettabilità siano applicati non per tutelare nel concreto la salute dei cittadini, quanto per risolvere i problemi derivanti dalle imperfezioni della tecnica stessa.

In qualità di presidente della Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai, La informo che la nostra associazione ha aderito da subito ai progetti e alle tematiche sviluppate da Nimby trentino, da Coldiretti e da tutto l’autentico mondo ambientalista trentino contro l’inceneritore, consapevole che la nostra terra, al pari della Sua, sia già abbondantemente penalizzata dalle troppe insidie generate dalla tecnica (i veleni prodotti dalla A22, sempre più potenziata, la chimica in agricoltura, l’inquinamento industriale, il traffico aereo), dalle quali nemmeno i pascoli prealpini ormai ne sono immuni.

Come cittadina alpina e giornalista sociale, debbo riconoscere che l’impegno tenace di Nimby trentino è stato fonte di stimolo personale, per sviluppare conoscenze e consapevolezza, piuttosto che ingiustificate paure.

Nimby trentino si è messo in formazione, ha generato pensiero intelligente sulla falsità del consumismo, sulla necessità di un forte cambiamento etico anche nelle dinamiche economiche, ha sostenuto e sta sostenendo importanti confronti con l’autorevole mondo della scienza, sta creando gemellaggi con altre realtà fuori provincia sostituendo la caparbia volontà del “saper fare politico” con la piu’ lungimirante “capacità di prevedere”.

Sono certa che Alexander Langer mai avrebbe scritto: “non permetto”, ma piuttosto: “incontriamoci”.

Questa lettera, consigliere Moroder, non parte dalla mia piccola Valsugana, ma da una città che in soli sei anni ha visto aumentare la sua cittadinanza da 11 a 18 milioni di abitanti. In questa città, che si chiama Los Angeles, gli inceneritori sono stati aboliti già negli anni ’40. Ho intervistato il caposettore dell’Agenzia per la Salute della Municipalità di Los Angeles, mister Raymond Madrid, sull’argomento. Ecco in sintesi la sua risposta: “No, nessun inceneritore in California, nemmeno quelli di ultima generazione. Abbiamo già tassi di inquinamento elevatissimi da traffico su strada e aereo. Stiamo spingendo al massimo la raccolta differenziata , il resto va nelle Land full.”

Concludo, invitandoLa ad una riflessione: “Se una città come Los Angeles, con forme di consumismo indecenti e 18 milioni di abitanti, ha saputo dire “No all’inceneritore”, perché non lo può fare la nostra piccola, rispettiva provincia con le sue poche migliaia di abitanti?”.

 

Con un cordiale saluto

 

Laura Zanetti

 

Los Angeles, 16 agosto 2006

 

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