Lavabile e riutilizzabile, costa la metà di quelli tradizionali e non si getta nel bidone
Il test: eco-pannolino al nido
Accordo in vista tra Comune e ditta roveretana
La cooperativa Va sta specializzandosi in questo prodotto. Anche Trento ci pensa

 

ROVERETO. Con ogni probabilità, Rovereto ci arriverà prima di Trento. Parliamo dei pannolini lavabili in cotone, alternativa ragionevole al «mostruoso» consumo - e conseguente smaltimento in discarica - che oggi si fa dei pannolini tradizionali. Mentre il Comune trentino ha effettuato uno studio per capire l’incidenza di questo particolare rifiuto sul totale, il Comune di Rovereto ha pressochè raggiunto un accordo con una ditta specializzata (roveretana) per sperimentare in un asilo nido - forse la Coccinella di Lizzana - l’utilizzo del nuovo prodotto «ecocompatibile».
Interessata all’operazione è la cooperativa sociale Va, titolare di un negozio in via Piomarta che ora ha appena avviato uno spazio dedicato appunto al pannolino riutilizzabile: una scommessa del presidente Alexandre Mangano, che assieme alla roveretana Nadia Bisoffi sta cercando appunto di convincere l’ampio mercato potenziale. Le mamme, dunque, e le maestre di asilo. Impresa non facile, perchè la comodità del pannolino - rispetto all’epoca dei ciripà e del paziente lavaggio da «cenerentola» - è stata vissuta dalle donne come una storica, irrinunciabile conquista. Ma il tempo passa e le dimensioni del problema-rifiuti impongono un ripensamento anche delle abitudini più inveterate. Eccoci così a considerare - questo fa sapere la ditta di Rovereto - che i pannolini usa e getta impiegano 500 anni per decomporsi e che da soli pare costituiscano il 10% dei rifiuti urbani.

Naturalmente si sottolinea anche la massima naturalità del cotone, al confronto dei gel chimici che nei prodotti usati da tutti provocano spesso anche irritazione della pelle al baby. Per non dire dei costi: una mamma spende oggi in tre anni qualcosa come 2000 euro per contenere la spontanea «creatività» del proprio piccolino; ebbene, un set completo di lavabili - sufficiente per coprire l’intera età da pannolino - si acquista con 380 euro, cui va aggiunto poco altro per acquistare le salviette biodegradabili interne alla mutandina, che si gettano direttamente nel water assieme alla popò. Altro aspetto da non trascurare: chi ha poi un secondo figlio, dimezza ulteriormente l’incidenza della spesa.

Dubbi sulla praticità? Pare siano infondati: nel pannolino in cotone si sistema una salvietta interna (che poi si butta nel wc) e a racchiudere tutto c’è infine una mutandina contenitiva esterna con chiusura a velcro. Normalmente il lavaggio si effettua ogni tre giorni.

Se dunque l’incontro in programma nei prossimi giorni con l’assessore all’istruzione Manzana porterà alla definitiva firma dell’accordo con il Comune, per un anno un asilo nido della città sperimenterà a costo zero il nuovo prodotto, di origine inglese. Un investimento della ditta privata per far scattare una nuova consapevolezza nelle famiglie dei roveretani. Una scommessa per l’ente pubblico, che punta a ridurre la mole dei rifiuti oltre che a elevare la quota della raccolta differenziata.

 

Trentino, 27 agosto 2006

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