Lettera aperta

 

Al Ministro della Salute

Lungotevere Ripa, 1 - 00153 Roma

 

Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio

Via Cristoforo Colombo 44 – 00147 Roma

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi - Piazza Colonna 370

00186 Roma - Italy

 

Al Presidente della Repubblica

Palazzo del Quirinale, 00187 Roma

 

 

Illustrissimi Presidenti e Ministri,

 

Nei giorni 10 e 11 giugno si è svolta ad Arezzo la Conferenza Programmatica dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia.

A voi, che solo da poche settimane siete alla guida del nostro Paese ed in particolare dei due Ministeri - Salute ed Ambiente - desideriamo fare giungere innanzi tutto i nostri più sentiti auguri per un impegno di così grande spessore e responsabilità e che auguriamo sia il più proficuo possibile nell’interesse dell’intera comunità nazionale.

Salute ed Ambiente rappresentano per noi “Medici per l'Ambiente” beniinscindibili, la cui tutela e difesa costituiscono il fine assoluto del nostro impegno. Particolarmente in questo momento di gravi difficoltà economiche per il nostro Paese, e si fa sentire la necessità di limitare la spesa Sanitaria crescente, riteniamo doveroso riaffermare con forza che solo con una seria politica di Prevenzione Primaria, ovvero riducendo l’esposizione di tutta la popolazione ai rischi derivanti dall’inquinamento ambientale, e riducendo drasticamente ogni esposizione occupazionale, si potrà ragionevolmente sperare di avere una popolazione più sana, economicamente più produttiva e si potranno arginare i costi crescenti senza “tagli” impopolari e ricadute negative sui livelli di assistenza attualmente forniti, perché - ricordiamo - “curando l’ambiente eviteremo di curare noi stessi”!

Entrando più nello specifico, nel manifestare disponibilità, se lo riterrete opportuno, a inviarvi gli atti del nostro convegno, vi rendiamo partecipi dei sentimenti di profonda preoccupazione - vorremmo dire sgomento - ma anche di costruttivo impegno che hanno pervaso le nostre giornate aretine.

I principali motivi di preoccupazione che riteniamo di dovervi segnalare e su cui auspichiamo ovviamente la vostra attenzione sono, per chiarezza espositiva, riassunti brevemente di seguito.

 

  1. Chiediamo che la recente legge delega in tema ambientale n° 152 03/04/2006 venga immediatamente revocata: riteniamo che la sua attuazione rappresenti un danno incalcolabile per la tutela di settori strategici quale quello che disciplina i rifiuti tossici e nocivi, i bacini idrici, le emissioni di gas serra e che si possano pertanto arrecare danni incalcolabili per la salute dell' intera nazione.


  2. L’accumularsi di conoscenze sugli effetti di numerosi agenti chimici di sintesi: Composti Organici Volatili (VOC), fra cui si annoverano: Policlorodibenzodiossine, Policloridibenzofurani, Policlorobilfenili, Atrazina, ecc., ci preoccupa particolarmente.

    Tali sostanze sono persistenti (emivita dai 7 ai 10 anni), liposolubili, bioaccumulabili, vengono anche definite “endocrine disruptors” in quanto interagiscono con molteplicifunzioni cellulari e biologiche, inparticolare hanno mostrato di interferire negativamente con: Sistema Endocrino, Sistema Nervoso, (in particolare degli organismi in via di sviluppo), Sistema Immunitario e Riproduttivo, ed esplicano inoltre effetti cancerogeni. Dati recenti confermano inoltre il sospetto che queste sostanze possano agire anche sulle cellule germinali estendendo quindi il loro effetto alle generazioni future.

    Chiediamo che venga drasticamente ridotto l'uso di erbicidi e pesticidi, che venga effettuato un attento monitoraggio di quelli che rimarranno in uso e venga contemporaneamente valorizzata una agricoltura più rispettosa della salute umana.

  3. L’emergenza legata ai cambiamenti climatici, che già ora stanno determinando conseguenze drammatiche sulla salute umana (aumento di gravità e frequenza dieventi estremi, desertificazione - alluvioni, aumento di malattie veicolate da vettori - encefalite, malaria, aumento di patologie legate ad aumento dei UVA - malattie immunitarie, melanomi, cataratta) impone una drastica riduzione delle emissioni gassose, nonché l'adozione di politiche che prevedano l'abolizione degli sprechi, un serio ridimensionamento dei consumi, l'impiego e lo sviluppo di tecnologie pulite per la produzione di energia.


  4. L’inquinamento atmosferico da particolato delle nostre città: già ora la stessa OMS ha calcolato in 28 miliardi di EURO la cifra che ogni anno il nostro paese potrebbe risparmiare riducendo l’inquinamento ambientale, si fa notare come a tutt'oggi esistano limiti per il PM 10 e non per il particolato PM 2.5 e tanto meno per quello ultrafine, i cui effetti nocivi sulla salute umana sono ancora superiori: è indifferibile una diversa organizzazione della mobilità e chiediamo che si giunga ad un ripensamento della concezione delle città che devono essere vivibili prima di tutto per i nostri bambini.


  5. La gestione dei rifiuti che vede il proliferare in Italia di impianti di incenerimentoche, fra tutte le tecniche, è la più costosa e meno rispettosa dell’ambiente e della salute e su cui la nostra Associazione si è già chiaramente espressa col documento del 5 gennaio 2006 e che ci permettiamo di allegare integralmente.

    Si chiede che vengano immediatamente tolti gli incentivi che solo nel nostro paese vengono dati ai gestori per tali impianti e che venga attuata seriamente la Politica delle "R" (Riduzione, Riuso, Recupero, Raccolta Differenziata), evitando in tal modo le sanzioni da parte della Comunità Europea.

  6. Il problema delle neoplasie: se da un lato siamo assolutamente consapevoli del ruolo svolto dal fumo di tabacco nell’indurre il cancro - e riteniamo pertanto una grande conquista la legge che anche in Italia contrasta drasticamente tale abitudine - dall'altro consideriamo che l’amplificazione del ruolo che viene attribuito ai fattori dietetici nel determinare tali patologie possa indurre a trascurare il ruolo che altri agenti inquinanti chimici e fisici ecc. hanno anche a dosi “molto basse” nell’induzione di effetti avversia breve e lungo termine: il progressivo aumento della incidenza di neoplasie specie nel sesso femminile e nei bambini non può essere ascritto, a nostro avviso, alle sole abitudini dietetiche o al fumo, e non può che essere collegato alprogressivo e generalizzato degrado del nostro ambiente.


  7. I bambini e gli organismi in accrescimento - dall' embrione al feto ed al neonato - rappresentano gli esseri più delicati e sensibili all'esposizione di sostanze tossiche od agenti fisici: anche dosi apparentemente "sicure" possono compromettere il loro futuro sviluppo.

    Non dimentichiamo che i "limiti di legge" rappresentano sempre un compromesso fra conoscenze scientifiche ed interessi di mercato e sono sempre riferiti agli organismiadulti: coloro che dovrebbero essere da noi maggiormente protetti risultano i più esposti con danni e conseguenze che spesso non possiamo neanche pienamente ipotizzare (si pensi agli endocrine disruptors).

  8. Le conoscenze circa gli effetti sulla salute umana delle centinaia di migliaia di sostanze alle quali siamo esposti riguarda solo una minima parte di quelle oggi in produzione ed ogni anno diverse centinaia di molecole vengono immesse sul mercato senza che alcunaverifica a priori sia richiesta: ci uniamo a tutti coloro che esigono l'attuazione del progetto REACH affinché, ancora una volta, interessi commerciali non prevarichino interessi collettivi.


  9. Il Problema dell'accesso ai farmaci essenziali: la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può andare contro il diritto alla vita di intere generazioni che, soprattutto in Africa stanno scomparendo per pandemie, in primo luogo per l'AIDS.

    Ci uniamo alle ONG, in particolare a Medici Senza Frontiere, che da anni chiedono che vengano rivisitate le regole ed accordi a questo riguardo e chiediamo alle istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali di adoperarsi affinché l'OMS recuperi il ruolo guida che le compete coerentemente con i principi della Dichiarazione deiDiritti dell'Uomo che ne hanno ispirato la nascita.

  10. Il Problema dell' acqua: milioni di persone ancora oggi non hanno accesso all'acqua potabile e la spinta alla privatizzazione di un bene che riteniamo pubblico e comune ha investito anche il nostro paese. Riteniamo che i danni prodotti da una liberalizzazione del mercato anche rispetto a beni assolutamente essenziali sia ormai sotto gli occhi di tutti e che sia giunto il momento che i governi democraticamenteeletti riprendano il controllo di settori cruciali per la vita di tutti.

 

La complessità dei problemi che anche solo così succintamente abbiamo esposto e che riguardano i fondamenti stessi della nostra società, la ripartizione delle risorse, l'etica del nostro vivere, non suscita tuttavia in noi sentimenti di rassegnazione o di disarmante impotenza: proprio l'amore ed il rispetto per ogni forma di vita e la profonda consapevolezza che è arrivato un momento cruciale per il futuro del nostro stesso pianeta ci stimola ad impegnarci in prima persona affinché riscoprendo il senso più profondo del nostro lavoro, vengano riaffermati i Diritti espressi nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, che riteniamo il fondamento della società umana e che non può che essere fondata su equità e giustizia.

 

Grati per l' attenzione Vogliate accettare i sentimenti della più profonda stima.

 

Dr. Roberto Romizi

Presidente - ASSOCIAZIONE MEDICI PER L' AMBIENTE – ISDE ITALIA

 

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