Nota di Nimby trentino

Garanzie e certezze della “sfera pubblica”

così ugualmente illeggibili e inaffidabili di quella di cristallo

 

Rischio esondazioni, stop alle case alla Vela

Ma l’assessore rassicura su Ischia Podetti: «Sono terreni distanti tre chilometri»

 

TRENTO. Non si costruiranno nuove case alla Vela. La previsione era contenuta nella variante urbanistica adesso all’esame delle Circoscrizioni. Alloggi di edilizia agevolata, in pratica case in cooperativa. Dopo il lungo lavoro della commissione urbanistica, la previsione è sparita, stralciata, in seguito ad alcune osservazioni presentate e accolte. Non saranno realizzate abitazioni vista «la delicata situazione idrogeologica». Ma poco distante, zona discarica e del futuro inceneritore, nessun pericolo.

Il pensiero corre infatti subito all’area poco più a nord, quella di Ischia Podetti, dove “sorgerà”, o dovrebbe essere “impiantato”, l’inceneritore o termovalorizzatore. Peraltro zona dove attualmente c’è la discarica. Non potrebbe cioè esserci una continuità di rischio idrogeologico dato che le due zone non distano centinaia ma solo pochi chilometri di distanza una dall’altra, entrambe sulla stessa riva dell’Adige? Se così fosse, l’impianto di smaltimento dei rifiuti non partirebbe tra i migliori auspici in quanto a sicurezza e “solidità” rispetto alle possibili esondazioni del fiume. Ai molti dubbi che già ci sono sulle emissioni inquinanti, nonostante le rassicurazioni provinciali, altri se ne aggiungerebbero. «Lo escludo in modo assoluto e in piena buona fede», afferma deciso l’assessore comunale all’urbanistica Alessandro Andreatta. «Tra i due siti non c’è nessun collegamento che riguardi un medesimo rischio idrogeologico». Come fa ad esserne così sicuro? «Sono terreni distanti. Dopo l’area dove erano previste la case c’è, verso nord, una zona agricola e poi un boschetto. Saranno tre chilometri o anche di più». Mica tanti. «Guardi. Voglio essere ancora più preciso. Abbiamo una serie storica di dati che ci dice che l’Adige è uscito, esondato, dove avevamo previsto le case e mai in corrispondenza di Ischia Podetti». E se avevate questi dati inconfutabili perché avete previsto proprio lì le case? «Bella domanda. Insomma, in un primo momento abbiamo inserito quell’area perché eravamo “pressati” dalla richiesta di edilizia agevolata e c’era la sensazione che non volessimo soddisfare le legittime esigenze che arrivavano dal mondo cooperativistico edilizio. Ricordo che c’erano stati contrasti anche in maggioranza e più di un dubbio tra le minoranze. Fu un provvedimento dell’ultimo momento, un po’ di corsa, inserito nel documento di prima adozione della variante. Poi abbiamo approfondito la questione, fatto tutte le verifiche necessarie e capito che non era proprio il caso di permettere la costruzione di case lì».

Anche Nicola Salvati, consigliere comunale di Trento Democratica e tuttaltro che un aficionado dell’inceneritore, esclude che vi possano esser, per logica, rischi idrogeologici ad Ischia Podetti. «Da quanto ne so io direi proprio di no. Lo stralcio della zona della Vela dipende da rischi derivati anche dalla confluenza dell’omonimo rio con l’Adige. No, non c’è nessun possibile collegamento con il sito di Ischia Podetti». Per Marco Dalla Fior, presidente della commissione urbanistica, il pericolo non è quello idrogeologico, che esclude, ma la futura presenza dell’inceneritore. «Certo, l’area della Vela è sempre stata critica. Detto questo gli effetti negativi sono quelli della futura presenza dell’inceneritore, delle emissioni inquinanti e le ricadute sulla salute della popolazione. Invece, prossimamente, una riflessione finale su questa variante dovrà essere fatta. Sono state date risposte “umanamente” comprensibili ma di scarso rilievo urbanistico».

 

Paolo Piffer

Trentino, 10 settembre 2006 

 

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