Trenta politici nella scuderia di Nimby
«Grazie all'associazione impianto in discussione»

 

Soluzioni alternative all'inceneritore non ne propongono. Non per mancanza di idee ma al contrario perché convinti che qualsiasi scelta diversa sia migliore. Perché bruciare l'immondizia la considerano pratica vecchia e dannosa, contraria a qualsiasi principio di precauzione sanitaria. «Perché - dicono - meglio 100 tonnellate di immondizia che 10 di micidiali filtri a manica, che non si sa ancora dove e come verranno smaltiti». Sono i 30 politici che hanno deciso scendere in campo assieme a Nimby, accogliendo l'invito dell'associazione a partecipare alla staffetta del digiuno che ormai da 2 anni e mezzo vuole essere la testimonianza giornaliera di un dissenso profondo rispetto a un modello culturale prima ancora che tecnologico.

Tra di loro ci sono 1 senatore, il leghista Sergio Divina, 3 consiglieri comunali, Giorgio Viganò della Margherita, Roberto Bombarda dei Verdi e Agostino Catalano di Rifondazione comunista, eppoi tanti assessori e consiglieri comunali (vedi l'elenco nel box a fianco). Uno schieramento trasversale, presentato ieri in una conferenza stampa, che va da Rifondazione alla Lega passando per i Verdi, l'Italia dei Valori, l'Udc e Forza Italia. Una lista aperta a coloro che vorranno aggiungersi nelle prossime settimane. «Autunno 2006: il testimone alla politica» dice il titolo sopra l'elenco dei digiunanti, pubblicato su carta intestata di Nimby. E non è solo uno slogan, come spiega Catalano: «Dopo il referendum fallito per scarsa partecipazione - ricorda - noi politici ci sentimmo sconfitti e quasi rassegnati e invece spuntò Nimby che fu capace di rimettere in discussione quel che sembrava indiscutibile. La nostra partecipazione vuole essere perciò il segno della democrazia che torna a contare grazie alla tenacia della società civile. Per questo dobbiamo ringraziare l'associazione».

È toccato a Carlo Biasi , capogruppo dei Verdi in Comune a Trento, il compito di spiegare l'iniziativa. I politici raccoglieranno il testimone di Nimby a partire da domenica, con il digiuno di Lucia Coppola, capogruppo del Prc a palazzo Thun. Seguirà Ettore Zampiccoli, coordinatore provinciale di Forza Italia. Poi gli altri, per un mese almeno. Sergio Divina ha ricordato come già 21 anni fa la feroce opposizione delle circoscrizioni riuscì a frenare una prima volta l'inceneritore e come oggi si parli di un impianto molto più piccolo rispetto a 3 anni fa. «Un primo risultato, ma la battaglia è ancora aperta e l'aspetto sanitario è il primo punto su cui battere» dice il senatore. Aspetto su cui insiste molto il verde Elio D'Annunzio , denunciando il controsenso di uno studio di valutazione fatto da ingegneri del Politecnico di Milano anziché da medici. «Si è partiti nel modo peggiore - accusa Luigi Merler , Forza Italia - progettando dal tetto una grande casa. Ora la casa è diventata piccola ma dal dogma dell'inceneritore ad Ischia Podetti non ci è voluti smuovere». Una localizzazione aspramente criticata da Flavio Maria Tarolli , Udc: «Solo a Trento, città delle Alpi 2004, si poteva pensare di costruire un inceneritore nel bel mezzo della città». Stefano Bosetti , di Trento democratica, parla di pregiudizio nella scelta dell'inceneritore accompagnato dalla latitanza della Provincia nel dettare regole chiare e univoche per la raccolta differenziata sul territorio, con tutti i problemi che ciò sta comportando.

Nimby da parte sua, lanciando la staffetta dei politici, ne approffitta per lanciare una proposta a Dellai. Tra il serio e il faceto, in nome dell'etica e della cultura, termini che ricorrono spesso negli ultimi mesi nei discorsi del presidente, in una lettera aperta Adriano Rizzoli per l'associazione ricorda le decine di incontri e di seminari di approfondimento organizzati nel corso degli anni e accusa la Provincia invece di non aver fatto nulla per approfondire le questioni sanitarie ed epidemiologico-ambientali, fare un'analisi comparata sui costi con e senza inceneritore, valutare le ricadute sulle coltivazioni agricole e orticole, capire come affrontare la questione rifiuti senza doverli incenerire, approfondire le criticità ambientali, paesaggistiche e territoriali del sito di Ischia Podetti, realizzare una valutazione ambientale strategica dell'area vasta interessata da progetti energetici ed infrastrutturali. Per questo Nimby propone di sostituirsi in questo compito, con spese a carico della Provincia e pubblicazione degli approfondimenti sulla rivista Il Trentino. «Crediamo - scrive Rizzoli - di cogliere così l'esigenza di tanti trentini che ancora, a distanza di quasi cinque anni, sono costretti a sentire una sola campana.»
Franco Gottardi

l'Adige, 23 settembre 2006

 

 

 

Il presidente

 

«Non condivido questo sciopero della fame ma lo rispetto e lo accolgo come un ulteriore stimolo ad onorare gli impegni che abbiamo preso con il nostro Piano rifiuti. Comunque non servirà a farci cambiare idea sull'inceneritore. Ci siamo assunti la responsabilità di una scelta, condivisa dal Comune di Trento, e la confermiamo». Il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, risponde così all'iniziativa di alcuni consiglieri provinciali e comunali, anche di maggioranza, per dire no alla realizzazione dell'inceneritore a Ischia Podetti.

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