Referendum sull'inceneritore, non riesce la «corte» di Unitalia alla sinistra

Raccolta differenziata. Critiche al piano Seab

L'esperta del Consorzio Priula: così decollo difficile

 

BOLZANO - «Citiamo spesso gli stessi studi e gli stessi esempi. Ma rimaniamo due tavoli che non si parlano». L'amarezza del consigliere comunale Helmuth Moroder fotografa una giornata simbolo della spaccatura creatasi in città attorno al progetto del nuovo inceneritore e alla raccolta differenziata «soft». La mattina, in Fiera, l'incontro organizzato dalla voce istituzionale (l'Agenzia per l'ambiente) con l'esperto della Scuola agraria del parco di Monza Marco Ricci. Nel tardo pomeriggio, alla Haus der Kultur, il dibattito organizzato dal comitato Ambiente & s a l u t e con l'esperta del Consorzio Priula Monica Galli.

Il tormento è anche interno al mondo ambientalista. I Verdi (Moroder compreso) hanno deciso di accettare il piano provinciale rifiuti, pur premendo per una raccolta più spinta nel capoluogo. Il comitato Ambiente & salute, invece, si batte contro la realizzazione del nuovo forno. «Conosciamo appena il 10 20% - afferma Claudio Vedovelli - delle sostanze contenute nelle emissioni». E dal convegno di ieri sera, il fronte del no all'inceneritore è uscito con ulteriori conferme del fatto che un’alternativa esiste.

A descriverla è stata chiamata Monica Galli, esperta di raccolta differenziata e responsabile di progettazione per il Consorzio Priula. Quest'ultimo è il soggetto che nella provincia di Treviso si è reso protagonista di un piccolo miracolo: il passaggio in soli cinque anni dal 27 al 75% di raccolta differenziata. Il segreto del consorzio Priula sta nel sistema di raccolta «porta a porta»: ciascuna famiglia è dotata di cinque diversi cassonetti, e la tariffa rifiuti varia a seconda del numero di «vuotamenti» del bidone che raccoglie la frazione secca. Un sistema che ha permesso non solo l'incremento della differenziata, ma anche la diminuzione dei rifiuti totali prodotti (da 440 a 321 chilogrammi all'anno, di cui solo 89 non recuperabili).

Ben diverso è il piano predisposto dalla Seab: a Bolzano la raccolta rimarrà legata ai cassonetti stradali, e non sono previste tariffazioni legate alla quantità di rifiuti prodotta. Basterà a raggiungere il 60% di differenziata fissato come obiettivo dalla giunta? L'esperta è scettica. «L'esperienza - ha detto la dottoressa Galli - dimostra che senza un sistema che responsabilizzi l'utente il salto di qualità non avviene». La principale obiezione è che i condomini di Bolzano non sono le villette trevigiane. «Ma gli esempi di Monza, Parma e Novara - ribatte la Galli - mostrano che con opportuni accorgimenti il sistema porta a porta è sostenibile anche in città».

E stata annullata, infine, la conferenza indetta da Unitalia per presentare l'iniziativa referendaria contro l'inceneritore. Non riuscito, per il momento, il tentativo di inserire nel comitato, ambientalisti non di area.

 

Francesco Clementi

Corriere dell’Alto Adige, 24 settembre 2006

 

 

Le due linee

L'Appa

In un incontro organizzato ieri mattina dall'Agenzia per l'ambiente l'esperto Marco Ricci ha sostenuto che il dimensionamento dell'inceneritore nell'ambito del piano rifiuti provinciale è corretto.

Gli ecologisti

Tesi diverse all'assemblea indetta dal comitato Ambiente e Salute dove l'esperta Monica Galli ha sottolineato la necessità di una raccolta differenziata porta a porta.

 

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