Per alcuni giorni il posto prescelto dicenterà il teatro di inziativee dibattiti,

come successo all’ex Sloi

Dopo la Sloi, nuova occupazione creativa

Il LabMod “trasformerà” un luogo simbolico della città

 

È tutto pronto, ormai: dopo aver messo a punto il progetto nel corso di un anno di lavoro, dopo aver coinvolto associazioni, artisti e tecnici, dopo aver fatto passare la voce attraverso canali confidenziali, dopo aver compiuto i necessari sopralluoghi, il Laboratorio sul Moderno, a un'anno dall'«occupazione creativa» della e Sloi, si appresta a lanciare ancora una volta il sasso nello stagno assopito della città.

Bocche cucite sul dove e il quando, per paura che l'iniziativa in preparazione naufraghi per un eccesso di sicurezza e per l'intervento di funzionari troppo sospettosi: solo è dato di sapere che è già iniziato il conto alla rovescia e che bisognerà pazientare ancora per qualche giorno.

Custodito gelosamente è anche il segreto sul luogo che questa volta vedrà il dispiegarsi delle idee e delle iniziative del LabMod, ma quello che è certo è che sarà molto diverso dall'area ex Sloi, nella quale un anno fa, proprio in questi giorni, l'associazione aveva dato vita a tre giorni di riflessioni, dibattiti, musica e spettacoli, per parlare del cuore nero della città.

«Mentre l'anno scorso - spiega Enrico Spagna, del LabMod - abbiamo scelto un luogo di morte per sfidare la paura di un posto che significa emarginazione, quest'anno al centro della nostra iniziativa ci sarà la ricerca del meraviglioso; abbiamo dunque scelto un posto molto bello, che trasformeremo per pochi giorni nella città che vorremmo».

Le modalità della «trasformazione creativa» saranno più o meno quelle adottate durante «l'occupazione creativa» della ex Sloi: il luogo prescelto sarà «preso a prestito», «trasformato» con la collaborazione di artisti, fotografi, musicisti, e poi «liberato» dopo qualche giorno. Punto di partenza è la partecipazione delle innumerevoli realtà cittadine che hanno dato il proprio appoggio e «partecipazione» è proprio la parola chiave di questa nuova iniziativa del LabMod.

«È chiaro - dice Enrico Spagna - che Trento e il Trentino hanno un grosso problema di partecipazione. Temi come l'ambiente, l'immigrazione, la cultura, sono affrontati in modo antidemocratico e l'amministrazione, più che promuovere, controlla attraverso lo scambio economico e sociale». Sorda alle voci che provengono «dal basso», la città soffre di stanchezza e registra fratture che paiono insanabili: «La Sloi - dice Enrico Spagna - ancora oggi sanguina, nonostante la nostra denuncia; il Comune non ha fatto niente e lì ci vanno ancora a dormire gli immigrati».

E se l'amministrazione dorme o fa finta di non sentire, allora a volte gli spazi bisogna andare a prenderseli per metterli a disposizione di tutti. Con eleganza e con fantasia: 3.000 euro è il budget iniziale della nuova avventura del LabMod, una miseria in confronto alla migliaia di euro spesi per il più piccolo festival gastronomico, che di questi tempi vanno tanto di moda.

«Sarà una festa», annuncia Enrico Spagna.

 

Mattia Pelli

l’Adige, 24 settembre 2006

 

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