Nota di Nimby trentino

 

Dellai si è “tirato le orecchie” invitando se stesso «a valorizzare di più le risorse interne», a scegliere «personale… che creda in questa nuova logica», instaurando così «un nuovo modello di rapporti»... “Povero” caro Carlo…

 

 

 

Dellai tira le orecchie a Favaretti

Il presidente: Carlo, devi valorizzare di più le risorse interne

 

RIVA DEL GARDA. Un applauso oceanico. Quindici secondi di battimani. Il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha appena tirato le orecchie al direttore dell’Azienda sanitaria Carlo Favaretti, invitandolo «a valorizzare di più le risorse interne», a scegliere «personale sotto di te che creda in questa nuova logica», instaurando così «un nuovo modello di rapporti». «Be’, ha toccato le corde giuste qua dentro» commenterà un’ora dopo un asciutto Favaretti, sorseggiando un bicchiere d’acqua al bar. Accusato di essersi circondato di collaboratori fuori regione, «la lobby veneta», accentrando troppo, Favaretti era stato gratificato da un 68 per cento di medici che rispondendo al questionario interno avevano posto i rapporti con l’Azienda sanitaria al primo posto delle loro preoccupazioni. Non i rapporti con i pazienti (16%), no Favaretti. Dellai è rimasto colpito da questo dato e non ne ha fatto mistero: «Qui c’è un problema che va risolto, caro Carlo. Recentemente la giunta provinciale ha deciso di confermarti perché ha stima in te e valuta bene il lavoro fin qui svolto, ma ti preghiamo in futuro di valorizzare di più le risorse interne». L’esortazione presidenziale è stata interrotta per ben tre volte dagli applausi. E siccome Favaretti sostiene che ha le mani legate dalle attuali norme che gli impedirebbero di delegare di più le responsabilità gestionali, Dellai gli ha replicato «che tu puoi già farlo con gli attuali indirizzi». Insomma, niente scuse.

Questo era ciò che i trecento convenuti ieri al palacongressi di Riva del Garda per la prima convention dell’Ordine dei medici volevano sentirsi dire. Alla vigilia sia il presidente dell’Ordine, Giuseppe Zumiani, che il vice Marco Ioppi, avevano caricato la giornata di aspettative politiche. «Con le risorse che spendiamo per la sanità possiamo fare di più e di meglio», ha ripetuto Ioppi. Dellai è andato oltre e ha detto di considerare d’ora in poi l’Ordine dei medici un interlocutore politico. Cioè un soggetto con cui discutere pariteticamente delle riforme della sanità che del resto assorbe un miliardo di euro del bilancio provinciale, pari al 25 per cento del totale. Ha inoltre promesso di voler cambiare in profondità la legge 10 (istitutiva dell’Azienda sanitaria), ipotizzando per il futuro un’organizzazione meno centralista e «più attenta alle esigenze dei territori senza dimenticare quelle di bilancio». Un impegno, questo, preso «coram populo».

La sanità trentina vive del resto un paradosso: ad un alto livello di soddisfazione dei cittadini si accompagna un crescente disagio degli operatori. Una discrasia «che va approfondita e risolta», ha spiegato il presidente della giunta regionale. Anche l’intervento dell’assessore alla sanità Remo Andreolli è stato molto apprezzato da Zumiani («siamo d’accordo su tutto: parla come noi»), sostenendo la necessità di risolvere i problemi della classe medica con il metodo della concertazione. Portando ad esempio la recente disattivazione del punto di nascite di Borgo Valsugana. Favaretti, citando un rapporto del British medical journal per dire che tutto il mondo è paese, ha detto che c’è «la necessità di abbattere le aspettative degli utenti». In altre parole andrebbe spiegato meglio che «l’accesso ai servizi è regolato dall’equilibrio tra servizi e risorse. E rendere chiaro il pacchetto di prestazioni al quale il cittadino può accedere. Taluni pretendono di prenotare una visita al pronto soccorso: ecco un esempio di aspettativa sbagliata». Favaretti punta a coinvolgere i giovani under 45 con dei focus group e alle critiche ha risposto offrendo «un patto sui valori condivisi». Per lui applausi di circostanza. In mattinata aveva parlato anche Ignazio Marino, grande medico e ricercatore, presidente della commissione Sanità al Senato che aveva illustrato a che punto sono i lavori in parlamento sul testamento biologico: a breve entreranno nel vivo le audizioni degli esperti. Tra gli interventi va segnalato anche quello del presidente nazionale dei medici Amedeo Bianco e del presidente del Pezcoller Gios Bernardi.

 

Concetto Vecchio

Trentino, 8 ottobre 2006

 

 

 

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