L’intervento

Pacher, così fai confusione

 

Nel commentare la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di alcuni cittadini contro il progetto del comune di Trento di realizzare un forno crematorio a Ravina, il sindaco Pacher dichiara che si pone un “problema politico” in merito ai comitati di cittadini che fioriscono e osteggiano i progetti del comune, con ciò, presumo, facendo prevalere l’interesse di pochi rispetto all’interesse comune di cui il sindaco si fa portatore. Dunque, secondo il nostro sindaco, i cittadini che si rivolgono ad un tribunale della Repubblica per far valere il rispetto delle leggi rappresentano un “problema politico”.

Ritengo quest’affermazione grave per i motivi che cercherò di spiegare.

Innanzitutto è bene ricordare che il comitato di Ravina ha fatto ricorso al Tribunale di giustizia amministrativa contro una deliberazione della Giunta comunale e ha vinto il ricorso, così come è risultato vittorioso al termine del secondo grado di giudizio davanti al Consiglio di Stato.

Non stiamo quindi parlando di una rinuncia all’opera da parte del comune (che ci rappresenta tutti) determinata dalle proteste o dalle azioni (più o meno legittime) poste in atto da un gruppo di cittadini in difesa dei propri interessi particolari. A suo tempo ci fu anche questo, ma il comune tirò dritto per la sua strada, sostenendo (giustamente, dico io, ma solo su un piano teorico), che l’interesse particolare (non vogliamo il forno crematorio a Ravina) deve cedere a quello generale (la città di Trento ha bisogno di un forno crematorio).

Definire pertanto “problema politico” il comportamento dei cittadini di Ravina significa non riconoscere ai propri cittadini (e quindi anche a me, che non sono di Ravina) il diritto politico, civile, ma soprattutto costituzionale di rivolgersi ad un Tribunale per far valere le proprie ragioni. Significa pensare che la politica prevale sui cittadini anche quando compie atti illegittimi! Significa arrogarsi il diritto di disapplicare le leggi quando le si ritengono inadeguate o non confacenti alle proprie ambizioni o ai propri programmi, ignorando magari anche i pareri degli uffici comunali preposti alla verifica della legittimità degli atti dell’Amministrazione comunale.

Ma le leggi, per definizione, sindaco Pacher, sono destinate a disciplinare situazioni generali che riguardano tutti i cittadini e, poiché contengono norme rivolte alla generalità dei cittadini, comportano già di per se stesse il contemperamento dell’interesse generale ed è per questo che noi “di sinistra” ci siamo scandalizzati per le leggi ad personam del governo Berlusconi (o è passato già troppo tempo?).

Se la legge non risponde allo scopo per cui è stata emanata, allora si pone “un problema politico”, che sta ai politici risolvere, abrogando la legge o modificandola per renderla più aderente alle esigenze dei tempi, dei costumi, delle sensibilità che cambiano.

Nel caso di Ravina il problema politico quindi non sono i cittadini che si rivolgono ad un Tribunale per far valere il rispetto della legge, ma è un sindaco che non riconosce ai propri cittadini il diritto di far valere le proprie ragioni attraverso i mezzi che la costituzione garantisce loro.

Quando un sindaco pensa male, agisce male ed è ora che cominci a pensare che cosa sta combinando. Non ne sto chiedendo le dimissioni, per carità, ma ritengo che un politico che fa certe dichiarazioni manifesti la perdita di contatto con la realtà. È un segnale di incapacità di reggere il peso del potere e della responsabilità che al potere si accompagna, di perdita di quell’equilibrio che è necessario per amministrare nell’interesse di tutti. Questo è il vero “problema politico” da affrontare.

Alla politica il compito dunque di pensare ad un uomo che, nel ruolo di sindaco, sappia reggere all’impatto che il potere ha sulle persone, anche quelle in apparenza più equilibrate, che usano sempre un tono di voce pacato, che non cercano la polemica ma poi se ne escono con affermazioni come quella sul forno crematorio che mi ha spinto a scrivere queste righe. Ma Pacher, ne sono certo, sarà capace di trarre da questi spunti una riflessione seria.

 

Massimo Bonetti, segretario comunale

Trentino, 11 ottobre 2006

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