Lo spillo di Nimby / Dopo la convention di Riva

Ambiente, i medici sono assenti

 

Vorrei aggiungere due note a commento della convention dei medici a Riva del Garda, dopo l’intervento di Paolo Mantovan. Al di là degli insoluti interrogativi su quale sia il ruolo effettivo dei medici all’interno del sistema sanitario trentino, è apparso evidente che ciò che conta in simili adunate è l’apparire. La sanità trentina, infatti, ricca quanto assente sulle emergenze delle annose attualità sull’inquinamento ambientale (presente e futuro), sembra non prestare attenzione alla sostanza delle “blindature” imposte dal presidente Dellai, che frenano e ostacolano gli autonomi approfondimenti sul reale stato di salute della popolazione trentina. È probabile che pochi tra i presenti-plaudenti a Riva del Garda abbiano mai tentato di fare un qualche ragionamento sulla necessità di fare prevenzione, anziché curare a danno pianificato e avvenuto. Si fossero incuriostiti o esposti pubblicamente, ogni tanto, non sarebbero certamente stati applauditi dal presidente Dellai, che addirittura è solito dare del “terrorista” a chi osa porre legittime domande, forse talora provocatorie ma comunque necessarie per spazzare eventuali dubbi. Il Presidente sa che per poter investire senza sgradevoli intoppi sul progetto dell’inceneritore certe cose, a quanto pare, si devono proporre col contagocce del “minimo accettabile rischio”. E i medici sembrano assecondare questa condizione.

Altro insoluto interrogativo riguarda l’entità di quel “minimo rischio” che non viene considerato un problema sanitario, ma politico. E in quanto tale solo dalla politica gestito e dall’accondiscendente sistema sanitario subito? Come non ricordare al presidente e all’assessore provinciale alla sanità i ripetuti rifiuti di Dellai (e Favaretti che pensa, che fa, oltre a ringraziare di tanta benevolenza?) di fronte alla richiesta venuta dalla cittadinanza di puntuali e completi approfondimenti sugli aspetti sanitari collegati alla pianificazione dell’inceneritore. È una delle richieste che viene quotidianamente dalla staffetta del digiuno in opposizione costruttiva al progetto dell’inceneritore.

Aggiorniamo i vertici provinciali e le centinaia di medici presenti a Riva del Garda con quanto riportato sull’ultimo numero del “Corriere medico”: «Il nesso causale tra inquinamento da diossina, prodotta dagli inceneritori, e insorgenza di tumori, in particolare sarcoma, trova nuove conferme nei risultati di uno studio caso-controllo effettuato in provincia di Venezia. Lo studio... conclude che il rischio di sarcoma nelle aree interessate dal follow up degli inceneritori di rifiuti è almeno tre volte superiore alla norma... Questi risultati - affermano gli autori - lanciano un allarme preventivo a tutti quei comuni in cui sono ubicati o si vorrebbero ubicare grossi inceneritori.” E attenzione, non si tratta solo di sarcoma perché questo tumore, quando è in gioco la diossina, si comporta come la punta di un iceberg e spesso nasconde l’aumento di altre neoplasie...».

Dinanzi ai silenzi o agli applausi della sanità trentina, dietro o davanti le quinte, ci si chiede perché questi “terroristici” studi debbano essere conosciuti e diffusi solo da cittadini-pazienti, dinanzi al muro di gomma e al preoccupante silenzio dei diretti interessati alla tutela della salute pubblica: medici, sindaci o amministratori, qualunque sia il loro grado, titolo e responsabilità. La salute dei trentini merita una diversa attenzione e trasparenza da parte dell’ente pubblico; non saperla garantire non giova certamente alla credibilità del “sistema trentino”. All’etica poi...

 

Adriano Rizzoli

Trentino, 14 ottobre 2006

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