L’informazione “integrata”

 

 

Apprendiamo da alcune locandine apparse in città che la circoscrizione di S. Giuseppe ha organizzato una serie di incontri sui temi della sostenibilità, della mobilità e dei rifiuti. L’ultimo in agenda, quello del 27 ottobre sui rifiuti, vedrà quali relatori la presidente di Legambiente Maddalena Di Tolla e il responsabile provinciale del Servizio per le politiche di gestione dei rifiuti dott. Giovanni Gardelli.

È una curiosa ripresa del confronto se pensiamo che negli ultimi tre anni la Provincia non ne ha ancora concesso uno assieme a Nimby trentino, probabilmente perché la nostra contrarietà all'inceneritore è chiara e non negoziabile, da sempre. Non ultimi, quelli richiesti a più riprese, talvolta da amministratori, a Faedo, San Michele all'Adige e Nave San Rocco per i quali l'assessore competente ha raccomandato di evitare pubblici contraddittori, così commentando "prima noi, poi loro”. Lo stesso funzionario provinciale che relazionerà il 27 ottobre non perde occasione nell’evidenziare l'atteggiamento "estremista" dei cittadini di Nimby trentino, soltanto perché rei di dissentire dalla "filosofia" provinciale.

 

Nel merito della posizione della sezione trentina di Legambiente, sulla stampa locale, due giorni dopo l'approvazione del 3° aggiornamento del Piano rifiuti, era riportato:

"Gli ambientalisti trentini non si arrendono, vanno avanti sulla loro strada… Quel che dicono in coro è che l’inceneritore può essere bloccato. Ma come? E qui le strade si dividono. Maddalena Di Tolla, presidente di Legambiente Trentino, non vuol parlare di «battaglia contro l’inceneritore», ma di «azioni per informare i cittadini e far capire che il piano deliberato dalla giunta è insostenibileIn ogni caso, il piano non parla affatto dei costi che comporterà la scelta dell’inceneritore, e questo è inaccettabile. E poi non sono stati informati i cittadini e le categorie economiche, cosa che faremo noi girando il Trentino e spiegando i difetti di questo piano»."

 

Dalla presidente di Legambiente ci attendiamo dunque fiduciosi che prenda le debite distanze dal tipo di informazione "integrata" che caratterizza la politica provinciale pro-incenerimento. L'incontro del 27 ottobre dovrebbe essere una buona occasione per chiarire dinanzi al funzionario della Provincia e ai presenti quanto sopra riportato e cioè cosa distingue, nel merito su prassi e fine dell’informazione, la posizione di Legambiente da quella della Provincia.

L'associazione ambientalista ha scritto nelle sue osservazioni al Terzo aggiornamento del Piano provinciale: “… Nell’ipotesi di realizzazione di un impianto specifico per la combustione della frazione residua di rifiuti, confermiamo la contrarietà, già espressa e motivata nell’istruttoria di Valutazione Impatto Ambientale alla localizzazione ad Ischia Podetti (il sito è pericoloso e a rischio di esondazione dell'Adige)…In conclusione ci sembra chiaro che l'inceneritore non sia necessario: chiediamo pertanto lo stralcio del capitolo sullo smaltimento...”

Almeno altrettanto dovrebbe essere ribadito nel corso dell'incontro di fine ottobre, non "battagliando", semplicemente informando e ribadendo a chiare lettere, che il piano provinciale è "insostenibile", non solo sull'aspetto dei costi. Che ciò comporti il rischio di qualche taglio o censura da parte della Provincia, dovrebbe essere aspetto del tutto marginale nonché superabile incidente di percorso.

 

Auspichiamo inoltre che, nel merito di quei “giri per il Trentino” per informare la cittadinanza, ipotizzati dalla presidente di Legambiente, Nimby trentino possa contribuire con una chiara e completa informazione. Sempre che la Provincia voglia concederlo.

 

Adriano Rizzoli

Trento, 16 ottobre 2006

 

 

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