Guasti all'inceneritore, bollette più salate

 

BOLZANO - Mentre l'attenzione della città è concentrata sul nuovo inceneritore, quello «vecchio» comincia a mostrare i primi segni dell'età. Con i relativi costi. Quest'anno le spese per guasti imprevisti si aggirano tra i 500 e i 600 mila euro. Eco center, la società che gestisce l'impianto, ha cominciato a fare due conti per il bilancio 2006: con i costi della manutenzione straordinaria rischia di andare, per la prima volta negli ultimi anni, in rosso. «Stiamo valutando cosa fare» spiega il presidente della società Paolo Berlanda. La soluzione più semplice è una ritoccata alla tariffa sui rifiuti.

«Al massimo del 3 4%» garantisce Berlanda. Ma i consumatori non vogliono sentire ragioni. «Siamo contrarissimi - tuona Altroconsumo -. Vista l'età dell'impianto, quelle spese extra erano prevedibili». Il problema resta anche per i prossimi anni: il nuovo impianto, se va bene, sarà in funzione nel 2010. E i guasti all'inceneritore non hanno solo costi monetari. «Quest'anno lo abbiamo fermato tre volte - spiega Berlanda - e ogni volta ci vogliono una ventina di giorni per riavviarlo». Nel frattempo i rifiuti vanno diretti in discarica: quest'anno centinaia di tonnellate.

I GUASTI - Il termovalorizzatore di Bolzano sud i suoi costi di manutenzione li ha sempre avuti. Quest'anno ad esempio ci sono da cambiare i filtri catalitici: 200 mila euro di spesa. Uscite come queste non sono un problema per i bilanci di Eco center: sono tutte previste. Nel 2006, invece, fanno per la prima volta la loro comparsa e in dosi massicce costi per la manutenzione straordinaria: l'inceneritore, con i suoi vent'anni di età, comincia ad avere qualche acciacco. «Quest'anno ad esempio abbiamo avuto problemi con il filtro a maniche - spiega Berlanda -. La lamiera si è bucata e la macchina ha perso pressione. Abbiamo dovuto cambiarlo». Il presidente di Eco center li definisce guasti «imprevisti». «Ogni anno - spiega - preleviamo campioni di lamiera per verificare lo stato dei macchinari, ma ormai non ci danno più l'esatta fotografia della situazione».

I RIFIUTI - I «malanni» dell'inceneritore hanno anche un costo ambientale. Fermare l'impianto per riparare un guasto è un'operazione che richiede tempo: bisogna aspettare che la temperatura scenda, acquistare il pezzo di ricambio, montarlo e poi attendere che i gradi nel forno tornino al giusto livello. «In tutto - precisa Berlanda - ci vogliono una ventina di giorni». E che fine fanno nel frattempo i rifiuti? Vanno ad ingrossare la discarica di Vadena, che proprio di recente ha subito un intervento per il rinforzo del parapetto sotto la montagna. Quest'anno l'impianto è stato «spento» tre volte: in tutto fanno circa due mesi di inattività. Quanti sacchi d'immondizia «grezza» sono finiti in discarica? Di preciso non si sa: per Berlanda sono «centinaia di tonnellate».

LA TARIFFA - La settimana prossima i contabili della società s'incontreranno per parlare del bilancio 2006. Come primo punto all'ordine del giorno, i costi per la manutenzione straordinaria. «Finora i nostri bilanci sono stati sempre in leggero attivo - ricorda Berlanda - e questo ci ha permesso di tenere bloccata la tariffa. Quest'anno però la situazione è diversa. Se vogliamo evitare le cifre in rosso, servono nuove entrate, anche per poter affrontare gli imprevisti dei prossimi anni». Il ventaglio delle soluzioni possibili è stretto: la più ovvia è l'aumento della tariffa. «Stiamo valutando questa ipotesi - afferma Berlanda -. La revisione comunque non supererà il 3 4% ».

L'assicurazione di Eco center non tranquillizza i consumatori. «Non possono scaricare questi costi sui cittadini» attacca Marino Melissano di Altroconsumo che se la prende con le spese «impreviste». «Impreviste non possono essere - controbatte -. Tutti sanno che l'impianto è vecchio: andavano messe in conto».

 

Stefano Gelmini

Corriere dell’Alto Adige, 3 settembre 2006

 

 

 

La gestione

Nuovo impianto, Provincia pronta a cedere ai Comuni

 

BOLZANO - La partita per il nuovo inceneritore è ad una svolta. In Provincia hanno riflettuto bene sulle implicazioni del decreto Bersani e ormai non hanno più dubbi: la vecchia formula, con la Provincia che costruisce e la società mista Sel Seab che gestisce, è da scartare. Restano due soluzioni: o la gara d'appalto o l'affidamento diretto del servizio al suo stesso destinatario, cioè il Consorzio dei comuni. Proprio questa è la soluzione che la giunta provinciale si appresta a discutere in una delle prossime sedute.

«Per quanto mi riguarda è quella migliore» afferma l'assessore all'ambiente Michl Laimer. Dal canto loro i comuni hanno già un piano pronto: affidare tutto a Eco center. La Provincia lo sa ed è pronta a cedere il 10% che detiene nella società di gestione dell'inceneritore: «Se lo chiedono - dice Laimer - niente in contrario».

A determinare la svolta di Palazzo Widmann è il decreto Bersani. La nuova normativa stabilisce che alle società controllate da enti pubblici possono essere affidati servizi solo se questi sono rivolti agli enti stessi. In pratica la Provincia non può affidare ad una sua controllata servizi che riguardano soggetti terzi, come ad esempio i comuni. «Aquesto punto - spiega Laimer - non restano che due possibilità: o facciamo una gara d'appalto o affidiamo tutto ai comuni». L'assessore all'ambiente preferisce di gran lunga la seconda opzione. «Affidare l'inceneritore ad un privato - argomenta Laimer - è sempre un rischio». Il capo dipartimento dell'ambiente, Walter Huber, completa il pensiero: «Altre amministrazioni - dice - hanno fatto brutte esperienze. C'è il rischio che il servizio finisca in mano a chi mira al massimo del profitto con il minimo della qualità».

Dunque, anche se il boccone dell'inceneritore fa gola, meglio riporre tutto in mani fidate, come quelle del Consorzio dei comuni. Un paio di giorni fa il suo presidente, Arnold Schuler, è andato a parlare con il Landeshauptmann Luis Durnwalder. Gli enti locali una proposta l'hanno già fatta: affidare la gestione a Eco center, in cui loro detengono il 45%, Bolzano il 45 e la Provincia il 10. Quest'ultima è anche pronta a cedere la sua quota, facendo così spazio ai 62 comuni che per ora non siedono nel cda della società.

La decisione pare ormai matura, tanto che la sfida tra Consorzio e Provincia si è già spostata su un altro piano: chi sosterrà i costi della costruzione? Schuler auspica un contributo da Palazzo Widmann, che può accendere un mutuo a interessi vantaggiosi. Laimer sembra di altro avviso: «Il modello resta identico - taglia corto -. Chi costruisce ammortizza i costi con gli introiti dell'impianto».

 

S. G.

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