Pinzolo-Campiglio, il ricorso inguaia il Tar

Eccepita l'incostituzionalità dei giudici targati Provincia

 

L'obiettivo dichiarato delle associazioni ambientaliste è quello di cercare di bloccare il collegamento funiviario e sciistico Pinzolo-Campiglio, ma il modo scelto per perseguirlo porta alla luce uno scenario gravido di potenziali conseguenze di valenza generale mettendo in dubbio la legittimità costituzionale della composizione del Tar trentino.

Lo strumento «anti-impianti» adottato da Wwf, Legambiente e Italia Nostra - come anticipato dall'Adige il 5 ottobre - è quello del ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza emessa in primo grado dal Tar.

Nel sostenere come ha fatto ieri l'avvocato Gianluigi Ceruti (nella foto) - estensore materiale del ricorso con il collega trentino Carlo Biasi - che il decreto del Presidente della Repubblica del 1984 (che stabilisce come il Tar del Trentino a differenza degli altri debba comprendere nel suo organico due giudici designati dal Consiglio provinciale di Trento, di cui uno deve far parte del collegio giudicante in tutte le controversie) si pone in contrasto con l'articolo 111 della Costituzione, si va di fatto a mettere in dubbio una parte significativa delle pronunce del Tribunale amministrativo trentino.

L'articolo della Costituzione che viene richiamato - come modificato dalla legge costituzionale 2 del 1999 - prescrive infatti tassativamente che ogni processo si svolga davanti ad un giudice terzo ed imparziale, cosa che secondo i legali delle associazioni ambientaliste in Trentino non avverrebbe visto che la stragrande maggioranza dei provvedimenti amministrativi sulla cui legittimità il Tribunale trentino è chiamato a giudicare, proviene dalla Provincia, ossia dallo stesso ente che, attraverso la propria maggioranza consiliare, vota i giudici politici del Tar.

Quella che viene vista come un'anomalia, secondo l'avvocato Ceruti, non si può giustificare nemmeno richiamando per analogia quanto previsto per la Provincia di Bolzano: «La normativa per l'omologo Tribunale di Bolzano - ha fatto notare il legale - fa parte dello Statuto speciale della Regione Trentino Alto Adige ed ha quindi valenza di legge costituzionale. Quella per il Trentino non deriva da una norma della Costituzione, né da una legge costituzionale, né dallo Statuto speciale, ma dalla normativa di attuazione, ossia da un decreto del Presidente della Repubblica». Rimane il fatto che se la questione di incostituzionalità sollevata dal ricorso sul collegamento Pinzolo-Campiglio, dovesse essere giudicata «non manifestamente infondata» in gioco verrebbe integralmente messa la credibilità del Tar di Trento. Quale giudice avrebbe interesse ad aprire un fronte così delicato sul piano istituzionale? «Questa è una considerazione che mi mette un po' in imbarazzo - ha commentato l'avvocato Ceruti -. Diciamo che io devo credere nella giustizia ed auspicare che di fronte ad un errore la stessa si impegni a rimediare. Devo peraltro constatare che la giustizia amministrativa in Italia è monca, non essendoci il terzo grado di giudizio e che il Consiglio di Stato è composto per il 25% da giudici di nomina politica, per di più non soggetti al controllo del Csm. Secondo noi (ma anche secondo molti giuristi di fama che abbiamo interpellato) l'eccezione che abbiamo sollevato non è manifestamente infondata. Speriamo di aver prova che la giustizia è autonoma dalla politica e stiamo a guardare».

 

Pietro Gottardi

l’Adige, 19 ottobre 2006

 

 

Alessandro Ripamonti (Wwf) ne ha parlato a Trento:

“La Comunità europea non scherza, politici avvisati”

“Sic, sanzioni pesanti per chi sgarra”

L’esperto: “Penali da 100 a 300 mila euro al giorno”

 

«Con i Sic (siti di interesse comunitario) e con le sanzioni previste dalla Comunità europea in caso di infrazione non si scherza. Se si sgarra le penalità vanno dai 100 ai 300 mila euro al giorno, finché non viene ripristinato lo stato originario dei luoghi. Questo forse è bene che gli amministratori pubblici lo sappiano».

Il monito è venuto ieri, a margine della presentazione del ricorso al Consiglio di Stato contro il collegamento Pinzolo-Campiglio, da Alessandro Ripamonti, milanese, esponente del Wwf e referente del progetto «Natura 2000» per l'ecoregione Alpi.

«Visto l'improvviso blocco al progetto di collegamento sciistico - ha sottolineato con un filo di ironia Francesco Borzaga, presidente provinciale del Wwf - è evidente che il governatore del Trentino Lorenzo Dellai di questo è stato messo al corrente, altrimenti non credo si sarebbe fermato...».

Secondo Ripamonti in Trentino nelle ultime settimane si sono sentite a proposito dei Sic e segnatamente rispetto alla zona di Pinzolo e Campiglio, considerazioni assai bizzarre: «Si è parlato di spostare un Sic, di riperimetrarlo e cose di questo genere - afferma - ignorando forse che i siti di interesse comunitario a livello europeo sono tenuti in altissima considerazione».

Questo significa che non si possono cambiare dall'oggi al domani, a seconda di interessi contingenti: «Una volta che tu Stato membro hai indicato le zone degne di tutela sul tuo territorio e la Comunità europea ti ha dato l'ok, qualora volessi apportare delle modifiche devi spiegare alla Ce cosa è cambiato nel frattempo». L'antropizzazione delle aree in questione è un motivo sufficiente? A detta di Ripamonti no. «Ci sono sentenze che dicono l'esatto contrario, nel senso che la Comunità europea ha già rinfacciato a chi chiedeva lo stralcio di un Sic, di non aver vigilato a sufficienza sulla salvaguardia di un sito per cui era stata chiesta tutela alla stessa Comunità europea». L'esperto del Wwf rileva in certi atteggiamenti della Provincia autonoma di Trento - non ultima l'insofferenza esternata da Dellai per il numero eccessivo di Sic presenti in Trentino -, l'ovvia difficoltà di tenere un piede in due staffe: «Avere un bollo di qualità ambientale porta dei grossi vantaggi, ma anche delle inevitabili restrizioni. Questo almeno finché gli amministratori pubblici non riusciranno a vedere come risorsa le valenze ambientali del territorio, sia dal punto di vista paesaggistico che della biodiversità»

 

P.G.

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