Daiano, no al campo da golf

È nato un comitato di cittadini

 

DAIANO - «Golf a Daiano? No grazie». Una posizione netta quella del neo costituto comitato di Daiano, dove un gruppo di cittadini ha deciso di prendere posizione contro la ventilata proposta di realizzare un campo di golf di 18 buche alla periferia del paese, nella splendida zona delle «Ganzaie».

Prospettiva compatibile dopo che la Giunta provinciale ha approvato il Piano regolatore generale, ma che ha incontrato la decisa contrarietà di gran parte dei censiti.

Il comitato è costituito da una decina di fondatori, ai quali se ne stanno aggiungendo molti altri in questi giorni, ed è coordinato dal segretario Ettore Luigi Ferracini. Il suo portavoce è Dino Ceol, molto conosciuto per una attività politica che dura ormai da parecchi anni, a volte anche non condivisa ma che comunque rappresenta una voce importante nella comunità.

«L'operazione - ribadisce subito Ceol - è stata già bocciata dalla popolazione di Daiano alle elezioni del 1994. Una scelta che aveva valore allora, figuriamoci se non ne ha oggi, tenuto conto dei costi elevati di un impianto di questo tipo, a carico dell'ente pubblico, e vista la particolare situazione economica che stiamo vivendo. Ho seguito anche il dibattito riportato dalla stampa in estate (l'Adige, 29 luglio) e ritengo che comunque sia opportuno un discorso chiaro e condiviso a livello di valle. Il metodo adottato per Daiano non mi sembra lineare e non rispecchia nemmeno gli obbiettivi fissati dall’Agenda 21».

Per Daiano, esiste anche un problema squisitamente politico.

«Sicuramente. Basti pensare che l'anno scorso, durante la campagna elettorale per le comunali del 2005, c'era la netta sensazione che il golf fosse escluso dai programmi amministrativi futuri. Non c'è scritto da nessuna parte che questa infrastruttura serva a Daiano ed è chiaro quindi che si gioca una partita importante. Il futuro non va costruito sulla sabbia ed il denaro pubblico va speso bene».

Come vi state muovendo?

«Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco ed il consiglio comunale, nella convinzione che bisogna partire da un confronto ragionato e partecipato. Del resto, ancora prima che nascesse il comitato, molti cittadini avevano domandato di poter parlare con l'amministrazione, anche se fino ad ora questo non è successo».

Che cosa vi aspettate dall'ente pubblico?

«Che sia disponibile a discutere sul problema, come del resto mi sembra voglia fare, all'interno di una seria fase dialettica. L'importante è non spaccare ancora una volta il paese, come purtroppo è già avvenuto in altre occasioni».

Che cosa dice la gente?

«C'è un malumore dilagante, anche perché si continua a riproporre una minestra riscaldata, ed il suo giudizio, come dicevo prima, era stato netto fin dal 1994. Ritengo comunque fondamentale che sia opportunamente informata di come stanno le cose. Con la massima chiarezza».

Quali sono le prospettive?

«È prematuro parlarne in questo momento. Aspettiamo il confronto con gli amministratori, che sono alla prima esperienza e che hanno bisogno di essere aiutati nelle loro scelte. Poi decideremo quale linea adottare. Importante è ragionare su dati certi ed il golf, anche a detta di aziende specializzate, sta vivendo una situazione di crisi. In altre parole, non è uno sport in espansione e la cosa dovrebbe farci riflettere, sia dal punto di vista economico che ambientale e paesaggistico. Il problema non va sicuramente affrontato a cuor leggero».

 

Mario Felicetti

l’Adige, 26 ottobre 2006

 

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