Alla cortese attenzione
dell'Assessore regionale
all’ambiente, tutela del territorio, protezione civile e politiche per la montagna
Marino Artusa

 

 

Riportiamo quanto trasmesso lo scorso 29 ottobre nel corso del trasmissione "A tutto gas" chiedendo se e quando detta Commissione comunque si stabilirà e se non varrebbe la pena che fosse composta da "tecnici qualificati e indipendenti, di fiducia delle popolazioni a rischio". Sarebbe un evento unico nel panorama nazionale, forse vanto di un Assessore regionale Verde.
Quale spunto di riflessione riportiamo stralcio alle pagg. 218-219 di "Oltre lo spreco" di Luigi Mara - l'ecopauanoeditore (sostituire "impianti di incenerimento-inceneritore/i" con "rigassificatore/i"):
"11. Valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)
Per quanto precede e per il fatto che gli impianti di incenerimento che si intendono realizzare in diversi siti del territorio nazionale espongono sicuramente la popolazione a rischi e producono un rilevante impatto ambientale, non c'è alcun dubbio che, prima di assumere qualsiasi decisione, si debba realizzare una preventiva valutazione di impatto ambientale, così come lo impone la legge (Direttiva CEE 337/'85 e decreti di recepimento nella legislazione italiana). Inoltre lo studio di valutazione di impatto ambientale deve essere affidato a tecnici qualificati e indipendenti, di fiducia delle popolazioni a rischio, senza nessun legame, né diretto né indiretto, con la società o le società (consorzi o enti) di progettazione, costruzione, gestione dell'impianto di incenerimento o con quelle che si avvarranno dell'uso di tale inceneritore.
E' appena il caso di osservare che finora una valutazione (V.I.A.) così caratterizzata, non è mai stata realizzata preventivamente in violazione della legge - né per gli inceneritori attivi nè per quelli che si intendono installare nel nostro paese. Infatti, nei casi in cui tale Valutazione è stata attuata (o prevista) essa, paradossalmente, è stata delegata all'Azienda costruttrice dell'impianto mentre, in violazione della legge, la popolazione a rischio è stata deliberatamente esclusa da tale processo informativo; pertanto una simile valutazione di impatto ambientale non ha alcuna valore probatorio ai fini della tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
Si tratta semplicemente di comportamenti inaccettabili della Pubblica Amministrazione.
Davanti a tali e tanto gravi violazioni delle leggi e alla negazione continua delle più elementari norme di convivenza civile, di democrazia e della dignità della persona di cui si sono resi responsabili tutti coloro (e in primis le Autorità e gli enti preposti per legge alla tutela della salute pubblica, della sicurezza e dell'ambiente) i quali hanno escluso le popolazioni a rischio, non informandole preventivamente delle caratteristiche degli impianti di incenerimento e dei loro negativi effetti sull'ambiente e per la salute pubblica, impedendo così la tutela di diritti fondamentali e indisponibili quali sono quelli alla salute, alla sicurezza e all'ambiente salubre, si ricorda nuovamente che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" e che "L'iniziativa economica privata... non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana"; artt. 32 e 41 della Costituzione Italiana. Destano pertanto profondo sconcerto, per non dire altro, i comportamenti sin qui tenuti dagli Enti locali, regionali e governativi."
Grazie delle auspicabili precisazioni.

 

Cordiali saluti.

Adriano Rizzoli

Nimby trentino

(non nel mio giardino, tanto trentino quanto toscano o italiano)

Trento, 3 novembre 2006

 

 

Il testo della trasmissione Report

 

 

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