La captatio benvolentiae dell’inceneritorista Bonomo

Un commento molto… “parziale”

 

“I temi dell’ambiente e della salute sono quelli che riguardano ciascuno di noi e il nostro futuro”. Così ha iniziato la sua relazione al convegno sull’inceneritore di Aviano (Pn) tenutosi il 7 marzo 2006 Antonio Bonomo, Vice Direttore Generale Vicario della ASM, l’ex municipalizzata bresciana proprietaria dell’inceneritore di Brescia. Bonomo ci ha regalato un fulgido esempio di captatio benevolentiae.

Leggo da Wikipedia, l’enciclopedia libera del Web: “In retorica, con questa espressione si intende una tecnica che, generalmente nella parte iniziale di un componimento, serve a disporre favorevolmente l'attenzione di chi ascolta o legge. L'espressione è usata anche per indicare l'atteggiamento di chi con belle parole, raggiri, blandizie, cerca di guadagnarsi un atteggiamento benevolo o condiscendente da parte di determinate persone”.

Quest’artifizio retorico è tanto più necessario quanto più si ritiene che l’uditorio non sia ben disposto verso gli interessi di cui l’oratore è portatore. Bonomo era chiamato a portare gli interessi dell’incenerimento dei rifiuti ad un convegno cui erano presenti cittadini di Aviano preoccupati dalla prospettiva di veder costruito un inceneritore sul loro territorio. Quindi non poteva che iniziare così.

Tutti oggi hanno un’anima ambientalista. Chi vuole costruire gli inceneritori, chi vuole bucare le Alpi per farci passare i Treni ad Alta Velocità, o Capacità, chi vuole imporre a tutti un’auto nuova con il suo bel motore a basso impatto ambientale Euro 4, 5 e via numerando. Politici e imprenditori di qualunque provenienza non possono permettersi oggi di perdere il treno dello sviluppo sostenibile, incarnato nei blandi parametri di Kyoto.

“Mi trovo d’accordo con l’approccio della decrescita felice, cioè di un modello di sviluppo che non sia tanto insostenibile quanto lo è quello attuale, drammaticamente insostenibile”. Così l’inceneritorista Bonomo ha proseguito la sua opera di captatio benevolentiae ad Aviano. Qui però è uscito decisamente dal seminato nel quale può muoversi. S’informi meglio Bonomo. Legga con più attenzione “La decrescita felice” di Maurizio Pallante, e scoprirà – forse con sorpresa, forse no (dipende dalla buona o cattiva fede con la quale s’è detto sostenitore della decrescita) – che non c’è decrescita che possa procedere di pari passo con qualsivoglia sviluppo. La decrescita, ovvero l’uscita dal delirio economicista e dal dogma della crescita illimitata di produzioni e consumi, è antitetica al concetto di sviluppo che, anche nella versione pseudo-ambientalista che lo vuole sostenibile, si regge sempre e comunque su quel dogma ed è scosso sempre e comunque da quel delirio.

La decrescita implica una riduzione della produzione dei rifiuti e dei trasporti di merci e di persone, e, come tale – Bonomo si rassegni – è antitetica a inceneritori, tunnel e motori a basso impatto ambientale, ovvero proprio a quelli che sono i cavalli di battaglia dello sviluppo sostenibile. Rinnoviamo il parco auto perché non si può disturbare la crescita delle case automobilistiche e del relativo indotto. Scaviamo i tunnel sotto le Alpi perché non si può disturbare la crescita europea globalizzata che ha bisogno di produrre in Romania o Ungheria e vendere in Italia o Germania. Inceneriamo perché non si può disturbare la crescita economica di chi ricorre a inutili imballaggi non riciclabili per vendere i propri prodotti né si può disturbare la corsa all’acquisto di chi trova più comodo consumare senza preoccuparsi dei rifiuti che produrrà.

Bisogna respingere con forza l’inganno (l’autoinganno?) di chi, come Bonomo, dice che l’inceneritore servirà a produrre energia rinnovabile aiutando a uscire dall’insostenibile modello fondato sulle fonti fossili. Così come quello di chi parla di tunnel sotto le Alpi dicendo che serviranno a spostare le merci su rotaia e a ridurre le emissioni di gas serra, o quello di chi parla di rinnovo del parco auto dicendo che servirà a ridurre le emissioni di polveri sottili. Tutti questi provvedimenti serviranno certo a prolungare l’illusione della crescita economica illimitata, ma non a superare la crisi ambientale, che proprio nella crescita economica senza freni trova la sua unica ragione: non la trova nelle discariche, non nelle autostrade, non nelle auto vecchie. È nella testa delle persone. È nel loro immaginario malato di economicismo e di sviluppismo.

La risposta a queste osservazioni è già pronta: “un approccio talmente difettante di obiettività da non meritare nemmeno una replica”. Con queste parole Bonomo, nell’intervento di Aviano, ha sdoganato il testo “L’Italia sotto i rifiuti” di Marino Ruzzenenti e con esso l’intero fronte critico anti-inceneritorista, liquidando, senza accorgersene, anche i propositi di dialogo e confronto di cui lo stesso Bonomo, nei suoi infiniti esercizi di captatio benevolentiae, ha infarcito il suo intervento ad Aviano.

Obiettività: pensare di essere obiettivi significa pensare che esista una Verità. Chi se ne fa portatore è obiettivo, chi se ne discosta è parziale. È l’eterno equivoco nel quale cascano proprio i più parziali, manipolando così gli altri che ci cascano insieme a loro ed anche se stessi.

E allora non posso che chiudere invitando tutti a guardarsi l’“obiettivo” video realizzato per celebrare l’assegnazione all’inceneritore di Brescia del premio di miglior impianto del mondo da parte del Wtert (il consiglio per la ricerca e la tecnologia della termovalorizzazione, organismo dell'Earth Center della Columbia University).

Dopo aver guardato gli obiettivi cieli tersi del video, leggetevi anche il commento, ripreso sul suo blog da Beppe Grillo, che un parzialissimo medico e ricercatore bresciano ha fatto della copertura data dai media all’assegnazione del premio.

 

Parziali saluti a tutti,

 

Marco Niro

Trento, 11 novembre 2006

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