Campagna vaccinazione antipneumococco scorretta

 

L'Agenzia italiana del farmaco ha chiesto la sospensione della campagna pubblicitaria televisiva e radiofonica che promuoveva la vaccinazione antipneumococco (testimonial prevista Rosanna Lambertucci, patrocinata da uno dei maggiori sindacati di pediatri, la Federazione Italiana Medici Pediatri, Fimp). Una decisione, quella dell'Aifa, che sosteniamo pienamente. La campagna era stata presentata alla stampa a Milano il 21 settembre scorso: e ne avevamo colto immediatamente la sostanziale scorrettezza.

Ecco il messaggio di fondo: tutti i genitori dovrebbero proteggere i propri figli dalla meningite.

La soluzione proposta: far vaccinare tutti i bambini sotto i due anni contro lo pneumococco (uno dei batteri responsabili di una forma di meningite). Un particolare da non trascurare: nei messaggi pubblicitari, molto scorrettamente, non era indicato che lo sponsor della campagna era un'azienda farmaceutica, la Wyeth, che, guarda caso, produce proprio un vaccino contro lo pneumococco (Prevenar).

La campagna conteneva una serie di informazioni scorrette o taciute:

  • in primo luogo, i ceppi di pneumococco contenuti nel vaccino sono responsabili soltanto di una forma di meningite; esistono molte altre forme di meningite, provocate da diversi batteri o virus, contro i quali il Prevenar non può dare alcuna protezione; 
  • attualmente non sono disponibili dati certi sull'incidenza della meningite da pneumococco tra i bambini in Italia, è quindi in pratica impossibile valutare il rischio di contrarre questa malattia (dato importante per stabilire se fare o meno un vaccino); 
  • in secondo luogo, la copertura data dal vaccino non è totale e neanche sufficientemente nota; dalla documentazione presentata dall'azienda per la registrazione del farmaco, si sa che tra il 65 e il 79% dei bambini vaccinati sviluppa anticorpi contro la pneumococco; non si sa però quanto il vaccino serva a eliminare tutte le infezioni da pneumococco; il bambino potrebbe contrarre un'infezione dovuta a uno pneumococco di ceppo diverso da quello contenuto nel vaccino; 
  • come qualsiasi farmaco, il vaccino non è privo di effetti indesiderati, anche gravi; 
  • infine, il vaccino è insolitamente costoso: costa ben 91.85 euro a dose, e devono esserne somministrate da due a tre dosi, a seconda dell'età in cui si comincia la somministrazione.

La campagna patrocinata dalla Fimp e giustamente bloccata dall'Aifa era in sostanza una pubblicità, e per di più occulta, di un farmaco, diretta al pubblico.

Si tratta di un vaccino costoso, ancora poco sperimentato, sul quale mancano una serie di dati fondamentali: l'efficacia reale e l'incidenza in Italia della malattia da cui dovrebbe proteggere. Troviamo opportuno, come prescrive il Piano nazionale vaccini, che siano vaccinati gratuitamente solo i bambini che per motivi di salute sono particolarmente a rischio; ovviamente purché i genitori vengano adeguatamente informati, al momento di somministrare il vaccino, sul fatto che non si conosce bene il profilo di sicurezza e di efficacia del vaccino nella loro categoria di appartenenza.

 

Altroconsumo, n° 197 - ottobre 2006

 

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