Leggenda metropolitana

Le scie chimiche

 

L'irresistibile fascino del mistero! Unito a un'abbondante dose di ingenua credulità, la voglia di mistero spiega il continuo successo di maghi, veggenti, santoni e guaritori. Se ci aggiungiamo la diffusa passione per la dietrologia e le ipotesi cospirative, abbiamo in mano molti elementi utili per affrontare e capire l'ultimo arrivato nel ricco mondo dello sconosciuto: le scie chimiche.

Questo «fenomeno» sta riscuotendo molta attenzione su vari siti internet, sia italiani che stranieri (ad esempio www.sciechimiche.org). Di che si tratta? È presto detto e per farlo prendiamo a prestito quanto scritto dai curatori del sito indicato. Sono «strane scie bianche che assomigliano lontanamente a quelle di normali aerei di linea. Molto spesso queste scie si intersecano tra loro, formando reticolati di varie dimensioni che pian piano si trasformano in ammassi nebulosi che lentamente ricoprono i nostri cieli. (…) Ma il punto è che le scie rilasciate da questi aerei, non ancora identificati, contengono sostanze nocive all'uomo e, soprattutto, non sono ancora chiari i motivi per cui queste operazioni vengono effettuate».

Capito? Ci sarebbero in giro intere flotte aeree impegnate a spargere in cielo sostanze pericolose per scopi ignoti. Non mancano però le ipotesi esplicative avanzate dagli «sciatori chimici», tra cui: riflessione di segnali radio e radar, schermatura dalle radiazioni solari per impedire il riscaldamento climatico, aiuto alle colture transgeniche a scapito di quelle naturali, vaccinazione di intere popolazioni tramite dispersione dei vaccini in aria (taluni sciatori chimici avanzano naturalmente il sospetto che ciò possa essere la causa di malattie come sars e aviaria). Ma non basta. Taluni ritengono sia un tentativo di eliminare la popolazione mondiale in eccesso! Ce n'è abbastanza per impaurire chiunque. Peccato che, a ben guardare, non venga portata nessuna prova a sostegno di queste affermazioni, presentate in modo apodittico.

Fa impressione leggere su vari siti internet i messaggi dei cultori di questa tematica, che adottano un modo di ragionare del tipo «dato che questa spiegazione potrebbe applicarsi al caso in esame, non c'è dubbio che sia proprio la spiegazione», senza alcuna applicazione di un criterio selettivo critico. Le citazioni di fatti e opinioni, spesso riferite a non meglio identificati «esperti», sono generiche, quasi da pettegolezzo da bar e non offrono al lettore alcuna possibilità di controllare le fonti. Non di rado le interpretazioni sono condite da forti dosi di dietrologia e di teorie cospiratorie, in cui gli Stati Uniti fanno la parte del leone (ovviamente, un leone cattivo). I pochi messaggi critici vengono liquidati sprezzantemente, intimando agli autori di non insinuare dubbi fuori luogo che possano scuotere la «fede sciochimica» dei lettori convinti.

Tutto fa brodo pur di elucubrare sulla grande minaccia delle scie chimiche. Le frasi ad effetto e le ipotesi più strampalate vengano buttate lì senza essere state vagliate, in assenza del benché minimo spirito critico. Non si pretende che tutti conoscano ed utilizzino il «Rasoio di Occam», ma almeno che si ragioni con un minimo di intelligenza, questo proprio sì. A fronte di questa grave mancanza, non vale nemmeno la pena di sottolineare le imprecisioni e gli errori scientifici, che non si contano; gli uragani vengono confusi con i tornado, i raggi X e gamma sarebbero deviati dalla ionosfera terrestre, ecc. Si dirà: ma che bisogno c'è di prendersela tanto, se qualcuno scrive cose senza senso e crede in fenomeni inesistenti? Non fa mica male a nessuno! E qui si sbaglia.

A ben guardare, la mancanza di obiettività e di capacità di discernimento e di critica può causare gravi danni. Come ci insegna Occam con il suo principio di parsimonia, quando siamo di fronte ad un fenomeno nuovo e strano, dovremmo selezionare tra le varie ipotesi quella che meglio spiega i fatti con il minor numero di ipotesi di partenza. Nel caso delle scie chimiche, anziché immaginare aerei impegnati in missioni segrete, che spargono sostanze sconosciute, che provocano ogni genere di problemi, varrebbe la pena di esaminare i tabulati con le rotte degli aerei di linea e informarsi da un meteorologo quale comportamento le loro scie di condensazione possono avere nelle condizioni atmosferiche del momento. Si vedrebbe che di mistero non ne rimarrebbe neanche una briciola.

 

Mirco Elena

l’Adige, 15 novembre 2006

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