Scienza e leggende

Scie in cielo, che confusione

 

Andate su internet e cercate «Alzheimer» o il nome di una qualsiasi delle «grandi» malattie che ci preoccupano. Troverete qualcosa come cinquantamila o centomila siti che si occupano dell'argomento. È evidente che nel mondo non esistono cinquantamila gruppi di ricerca clinica che si occupano di Alzheimer. E allora chi sono gli altri? Alcuni colleghi classificano questo enorme numero di siti come «casalinghe frustrate dell'Oklahoma». La dicitura è solo pittoresca - non vuole disprezzare le casalinghe - ma spiega che c'è nel mondo un numero crescente di persone che hanno tempo libero, scelgono un argomento che sta loro a cuore, si informano come possono. Nei cinquantamila siti ne troverete poche centinaia che appartengono a gente che lavora in quel campo di ricerca.

Le scie degli aerei (contrails = condensation trails) sono note da quando gli aerei hanno cominciato a volare sopra i 5.000 metri. Non è vero che «prima non c'erano»: ho foto che ho scattato ad Amsterdam venti anni fa e a Toronto quindici anni fa e che mostrano un numero di scie che ancora non si è registrato in Trentino. È vero che il traffico aereo sta aumentando vertiginosamente (e sconsideratamente). È anche vero che la gente normalmente non guarda il cielo fin quando qualcuno non fa notare che «ci sono i dischi volanti» o l'eclisse o le scie. Tutte le osservazioni sul comportamento delle scie (un giorno ci sono e l'altro no, un giorno si espandono e l'altro no) sono studiate e comprese bene da molti anni. Un mio laureando (Vittorio Napoli) ha «misurato» una scia nel 1995; Pandolfi e Pinali (1998 e 2000) hanno fatto la loro tesi a Potenza osservando inquinanti atmosferici fino a quote di 15.000 metri; Ponte (2000) ha studiato prima di quelli della Nasa gli effetti climatici delle scie arrivando con anni di anticipo a conclusioni corrette. Io studio l'argomento degli «aerosols atmosferici» ancora oggi. Vi assicuro che conoscendo un poco di termodinamica non ci si sorprende più del comportamento apparentemente imprevedibile delle scie e della «foschia» che lasciano. In più sappiamo e possiamo misurare cose che nessun occhio umano e nessuna macchina fotografica potrà mai vedere.

Tra gli altri argomenti conosco bene una proposta - fatta forse dieci anni fa - per contrastare il riscaldamento globale immettendo «aerosols» di anidride solforosa in stratosfera. Molto poco è dato di sapere su ciò che passa nelle menti dei militari. Sappiamo che ai tempi di Hitler hanno tentato di addomesticare (per fini bellici) i fulmini: cancellato. Sappiamo che non molti anni fa uno scienziato americano ha proposto di istallare laser di potenza sui loro satelliti; una specie di raggio della morte: cancellato. Sappiamo che qualcuno ha proposto di usare un acceleratore di particelle - ancora come raggio della morte. Un acceleratore adatto avrebbe un diametro di 25 km, peserebbe 10.000 tonnellate e avrebbe bisogno di due centrali elettriche per sparare un raggio al minuto. Non sarebbe molto «portatile»: cancellato. Sappiamo di un'idea balzana di fabbricare uragani per ammazzare gente: gli scienziati hanno subito calcolato che ci vorrebbe l'energia di un milione di centrali elettriche per deviare un solo uragano e solo in certe parti del mondo: cancellato. Quelli dell'Haarp sono pagati per usare il clima a fini militari, ma non sembra che finora abbiano concluso qualcosa. Sono così lontani da non riuscire a evitare siccità disastrose sul loro territorio (1998) o sull'Australia (in corso).

Come ho detto, poco sappiamo di ciò che passa per la mente dei militari: eccetto che sono per mestiere impegnati a trovare nuovi modi per ammazzare la gente. In conseguenza esplorano con attenzione tutte le novità nel campo scientifico. Sappiamo anche che di solito (non tutti) ne sanno meno della «casalinga». Sulle scie degli aerei è possibile che ci abbiano fatto qualche sogno-incubo e da lì è nato il nome di chemtrails (chemical trails); dal nostro punto di vista tutte le scie sono chimiche ed è alquanto azzardato ipotizzare che una potenza in stile James Bond abbia deciso di far passare sopra al Trentino un gran numero di voli giornalieri. Per spiegare ciò che si osserva è sufficiente ricordare che sul Trentino passano più di una decina di aerovie del traffico commerciale e che queste diventano sempre più intasate.

Volendo fare dietrologia è più utile pensare che molte «voci» su argomenti inusuali vengano sparse per deviare la nostra attenzione da problemi reali gravissimi che stanno venendo a galla in questi anni. Non è mia intenzione terrorizzarvi - al contrario tendo a porre le cose nella giusta prospettiva - tuttavia è utile fare un piccolo elenco. Della «mucca pazza» non ho saputo più niente. Lo stesso dell'influenza aviaria: perché abbiamo comprato molti milioni di dosi di un vaccino? Nuove conoscenze si stanno accumulando sui pericoli dei «distruttori endocrini». Altre sugli effetti cancerogeni delle «nanoparticelle metalliche». Altre sull'abuso di ormoni nell'alimentazione animale. Tutte e tre sono una specie di bomba ad orologeria che ci può scoppiare in mano entro pochi anni. E infine continuano a nascondervi la situazione reale sul riscaldamento globale e sull'esaurimento delle risorse energetiche. È un elenco incompleto ma basta per meditare ed informarsi meglio.

 

Antonio Zecca

l’Adige, 20 novembre 2006

 

 

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